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Si spara all’Università Roma Tre, il fratello: «Era depresso, aveva dato solo tre esami su 28»

Si è ucciso con un colpo di pistola alla testa perché era indietro con gli esami. Emergono nuovi particolari sullo studente di 26 anni che martedì mattina si è suicidato nel piazzale della facoltà di Ingegneria Meccanica dell’Università Roma Tre, in via della Vasca Navale. Sul Messaggero in edicola oggi, Laura Bogliolo e Marco De Risi raccontano i dettagli di questa morte: un suicidio avvenuto in pieno giorno, in mezzo agli altri studenti che, ora, raccontano sotto shock quanto hanno visto:

Aveva 26 anni, era originario di Potenza e frequentava il secondo anno di Ingegneria meccanica, laurea triennale. Originario di Potenza, studente fuorisede, M. M. è morto sul colpo. […] Chi indaga ipotizza che il suicidio sia da inquadrarsi in un difficile percorso universitario che sarebbe stato indietro con gli esami. I suoi amici lo descrivono come «un bravissimo ragazzo». Agghiacciante la testimonianza dell’amico. «È stato un attimo, stavamo parlando, all’improvviso ha estratto la pistola e si è sparato» ha raccontato in commissariato ancora sotto choc.

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ANSA/MASSIMO PERCOSSI

«CORRETE, UN RAGAZZO SI È SPARATO»

Secondo gli inquirenti l’arma con cui M. M. si sarebbe sparato, una Beretta calibro 9, era regolarmente detenuta. Drammatiche le testimonianze degli studenti che erano a pochi passi dal giovane quando, nel giro di pochi secondi, ha estratto la pistola e si è ucciso:

«Non capivamo cosa stesse accedendo, pensavamo a un attentato» le prime reazioni degli studenti ieri. Poi la notizia si è diffusa. «Correte, un ragazzo si è sparato: siamo arrivati fuori e stava a terra, con la pistola ancora in mano, in un lago di sangue». Alessandro Papa, studente di ingegneria elettronica, è stato tra i primi ad uscire sul cortile, appena saputo quello che stava succedendo: «Io stavo nell’aula studio – racconta Alessandro – quando il custode ci ha detto: uno studente ha tirato fuori la pistola, si è sparato alla testa. Siamo corsi fuori, c’era il caos totale. Lui stava a terra, con questa pistola piccola in mano e attorno tanto sangue. La cosa strana è che nessuno ha sentito il botto, il colpo dell’esplosione. Come se l’arma fosse silenziata, ma io non m’intendo di armi, non so di che calibro fosse». «Lo avevo visto qualche ora prima all’università – il racconto di Carlo, studente di ingegneria, 22 anni – mi aveva raccontato delle sue difficoltà, aveva detto che magari uno sta tre mesi a studiare per un esame e poi neanche lo passi, diceva che forse non usava il metodo adatto per studiare. Poi – aggiunge Carlo – ci siamo salutati, gli ho detto “ci vediamo dopo” e lui ha risposto “ok”». Carlo dopo ore era ancora sconvolto e non riusciva a darsi pace: «Non avrei mai immaginato una cosa del genere – ha detto – io ho provato a incoraggiarlo, gli ho detto che ci sono tante sessioni di esame e che non doveva preoccuparsi.

«AVEVA DATO SOLO TRE ESAMI, ERA DEPRESSO»

Sul quotidiano Il Tempo, Silvia Mancinelli riporta anche le parole del fratello del giovane: i due vivevano insieme in un appartamento in affitto. Secondo il fratello, di pochi anni più grande di lui, il ragazzo avrebbe sostenuto soltanto tre esami sui ventotto previsti, ed era depresso per lo scarso profitto dei suoi studi:

[…] aveva dato solo tre esami dei ventotto ai quali si era iscritto. L’ultimo un anno fa. «Era depresso per l’università – ha raccontato ai poliziotti il fratello Massimiliano, più grande di cinque anni – Vivevamo insieme, i nostri genitori sono a Potenza, ma con me non si confidava». La vittima, che già una volta aveva tentato il suicidio, aveva preso il porto d’armi due anni fa a Roma come collezionista. Di pistole ne aveva tredici, tutte regolarmente denunciate. Tre di queste e una carabina le aveva nell’appartamento a Roma.

Ma gli investigatori non escludono nemmeno l’ipotesi che il giovane potesse essere “confuso” dalla propria sessualità:

I poliziotti del commissariato Colombo che indagano sul suicidio non escludono però la pista dell’omosessualità. Il 26enne, che in passato aveva avuto una fidanzata, era «confuso», come avrebbero raccontato gli amici.

(Photocredit copertina: ANSA – MASSIMO PERCOSSI)