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Come sfruttare la sharing economy: da Vicker (l’Airbnb del lavoro) fino agli spazi di coworking

Cerchi un elettricista ma non sai a chi rivolgerti? Vuoi stabilire già il prezzo e pagare comodamente, via PayPal, la prestazione una volta effettuato il lavoro? Oppure vuoi proporti come giardiniere ma non sai come creare la tua rete di clienti? Vicker è una startup, nata a Roma, che ha creato una app gratuita (per iOs e Android) che mette in comunicazione professionisti e piccoli lavoratori con in loro “datori di lavoro” momentanei in tutta Italia. Non è il primo esempio di sharing economy che torna utile in tempi di crisi.

SHARING ECONOMY: VICKER PER IL LAVORO A DOMICILIO (E NON)

Dietro Vicker ci sono due giovani imprenditori vicentini, Matteo Cracco e Luca Menti. Da pochi giorni è stata lanciata la piattaforma online ed l’app mobile con servizi richiesti dagli offerenti – dalla riparazione di guasti casalinghi alle ripetizioni scolastiche – e una geolocalizzazione.

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Attenzione però: bando allo sfruttamento. Anche se il prezzo lo decidono gli utenti non si possono indicare compensi inferiori ai 20 euro. Non solo, l’iscrizione al database di Vicker come lavoratore avviene dopo un’accurata registrazione che prevede il controllo dei documenti d’identità ed il codice fiscale, così da concedere una maggiore tranquillità all’offerente.

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LA SHARING ECONOMY PER I LAVORATORI (CHE SI SPOSTANO)

In Italia – secondo un interessante articolo de La Stampa – nel 2015 oltre 50.000 dipendenti di ben 50 aziende di grandi dimensioni hanno utilizzato il car-pooling per raggiungere il proprio posto di lavoro.  Con l’app Jojob i viaggi condivisi l’anno scorso sono stati 11.548. E sempre sul lavoro ci sono luoghi fisici, come Impact Hub, nel cuore di San Lorenzo a Roma, dove imprenditori, creativi e professionisti possono accedere a risorse, e condividere gli stessi spazi. Su Ouishare.net invece si possono condividere esperienze e contatti aziendali.

LA LEGGE SULLA SHARING ECONOMY IN ESAME ALLA CAMERA

Nel mentre è in esame alla Camera l’esame del disegno di legge sulla sharing economy. Il disegno di legge, condiviso da più parti politiche mira a regolamentare tutti quei servizi offerti da Airbnb o Bla bla car con un regime fiscale agevolato. Chi offre una casa in affitto o un passaggio in macchina dovrà pagare il 10% di tasse fino a un incasso di 10 mila euro l’anno, anche su piattaforme diverse. Come spiega un articolo su Il Corriere sarà direttamente Airbnb a girare i soldi al Fisco con il sostituto d’imposta.

(foto d’archivio Andrew Caballero-Reynolds/AFP/Getty Images)