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Migranti, la Germania dice no agli eurobond proposti dall’Italia

Migranti,

gli eurobond per finanziare le spese dell’Europa relative ai migranti proposti dall’Italia sono stati bocciati dalla Germania. L’emissione di titoli comuni di debito era una delle proposte chiave del Migration Compact suggerito dal governo Renzi all’Unione Europea per gestire il flusso migratorio con l’Africa.

MIGRANTI GERMANIA DICE NO ALL’ITALIA

L’accordo tra l’Unione europea e la Turchia è molto controverso, ma ha bloccato la fortissima pressione migratoria registrata alle frontiere dell’UE, in particolare in Grecia, dalla primavera 2015 fino a poche settimane fa. La rotta dei Balcani è stata chiusa, e la maggior parte delle partenze dei migranti sembra concentrarsi in Libia e molto recentemente in Egitto, da Alessandria. L’Italia, per paura di esser colpita da una crisi dei profughi simile a quella che ha messo in enorme difficoltà la Grecia, ha proposto agli altri Paesi UE un Migration Compact per gestire il nuovo flusso migratorio proveniente dall’Africa. La Germania, attraverso le parole del portavoce di Angela Merkel, ha però immediatamente bocciato la proposta del nostro Paese.

MIGRANTI EUROBOND

Il governo Renzi ha proposto un piano simile all’accordo stretto con la Turchia che si basa su quattro proposte. Un maggior controllo dei confini, anche marittimi, un aumento dei rimpatri dei richiedenti asilo a cui non è stato concesso lo status di rifugiato, una gestione del flusso migratorio più efficace, e l’istituzione di centri di identificazione europei in Africa. I costi della politica europea sarebbero coperti attraverso l’emissione di titoli di debito comuni dei Paesi UE, indicati come Common EU Migration Bonds. Inoltre sarebbero emessi anche EU-Africa Bond per finanziare, attraverso un miglior accesso ai capitali, i Paesi africani che gestirebbero in collaborazione con l’UE il flusso migratorio, e aiuterebbero nella distinzione tra i migranti economici e richiedenti asilo

MIGRANTI PIANO EUROPEO

Il Migration Compact è stato accolto con toni diplomatici dalle cariche apicali dell’UE, ma è stato immediatamente bocciato dalla Germania. Il problema chiave è il finanziamento delle spese. Il governo di Berlino ha rifiutato il principio di condivisione del debito, al momento incompatibile anche con i Trattati, anche nei momenti più acuti dell’eurocrisi, e di conseguenza non stupisce che abbia detto no all’Italia su questo punto. Nei mesi scorsi era circolata l’idea, proposta dal ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, di finanziare le spese comuni per l’immigrazione attraverso un’imposizione speciale sulla benzina (non certo una novità per l’Italia). Una proposta che però era stata subito ritirata, per l’evidente impopolarità di un nuovo prelievo sul carburante. In questi mesi l’UE ha garantito maggior flessibilità sui conti pubblici per spese straordinarie sull’immigrazione,e oltre a questa misura, associata all’accordo con la Turchia, non sembra ci sia consenso su come reperire risorse per gestire nuovi flussi.