Ciao Darwin
|

La mirabolante reazione del direttore di Buzzfeed Canada che scopre Ciao Darwin

Mentre voi dormivate nei vostri letti, incuranti del vero scandalo internazionale che si aggirava per i meandri del Twitter mondiale, dal festival del giornalismo principiava una sequela di eventi che culminerà nella scoperta di una indicibile censura che molto toglie alla cultura mondiale. Ma andiamo per ordine, posto che ci riesca di essere sereni nel denunciare queste immonde malefiche sconvolgenti verità.

Riprendo fiato.

Come sempre, per le notizie importantissime, anche questa l’abbiamo trovata occultata dai potenti nella pagina spettacolo di Repubblica, in un’intervista a Paolo Bonolis. Nascosta, disinnescata, come sempre per le verità scomode in questo paese.

Canaglie.

 

Succede l’otto aprile, nel pieno svolgimento del festival, che il direttore di Buzzfeed Canada, ospite della kermesse perugina, abbia ad accendere il fido televisore della sua camera d’albergo, in cerca di qualche ora di svago fra un panel e l’altro. In realtà Craig stava al ristorante. (Ce lo ha detto lui stesso).

Mettetevi nei suoi panni.

Craig Silverman, così si chiama il nostro sventurato, veniva da dure fatiche quotidiane solo blandamente lenite dalle svagonate di baci perugina forniti dallo staff del festival, ché poi diciamoci la verità, nulla può un bacio perugina se poi per caso incontri per le vie di Perugia Gianni Riotta.

Insomma, Craig Silverman accende la tv. Cerca forse un programma di blando intrattenimento, qualcosa da tenere in sottofondo, mentre cullato dalle dolci onde catodiche profuse dal mezzo, scivola in un sonno profondo e ristoratore.

E invece, no.

E invece succede questo.

Ciao Darwin

Clicca su play qui sotto per un po’ di climax

Craig Silverman si era imbattuto in Ciao Darwin.

CRAIG SILVERMAN E CIAO DARWIN

Il povero Craig Silverman tenta di coprirsi gli occhi, cambiare canale, spegnere la tv con l’estintore, ma nulla può e la sua natura di uomo lo porta – complice l’amore per l’avventura e la divulgazione scatenato in lui dal panel pomeridiano di Alberto Angela – ad indagare l’incubo, come direbbe Dylan Dog. Dunque Silverman twitta un cauto commento su Ciao Darwin

Ciao Darwin

Che possiamo all’incirca tradurre in: “Poffare, c’è un programma televisivo sulla tv tricolore chiamato Ciao Darwin che non necessariamente incontra i miei gusti estetici”. Una dura denuncia che non ha mancato di provocare sdegnata reazione della rete: fantastica in tal senso la denuncia di tal Sara Esposito, che subito riporta sul giusto binario la faccenda. Perché magari noi avremo Ciao Darwin, ma VOI, VOI AVETE LA PIZZA CON L’ANANAS, POSSA LA VOSTRA ANIMA BRUCIARE PER SEMPRE NELL’INFERNO CANADESE.

CRAIG SILVERMAN S’APPASSIONA

Ripartito dal Belpaese, forse dimentico di quanto accaduto fra una carbonara e una pizza – senza ananas – il buon Craig rammenta solo dopo una settimana della sua disavventura e subito un pensiero lo folgora, una domanda eterna, una di quelle questioni in grado di tenerti sveglio la notte a livello della storia di Belen e Stefano, una domanda fondamentale al punto che non bastano 42 42 a darle risposta esaudiente.

ciaod

In realtà, come sempre accade ai saggi che indicano la Luna, lo stolto popolo di Twitter si è limitato a guardare il dito, leggendo fra le righe dei commenti entusiastici del buon Craig una critica al programma italiano. Interviene addirittura un autore, che invita il buon Craig in studio chiedendogli di portare un po’ di sciroppo d’acero (è come chiedere la pizza a un napoletano). La faccenda inizia ad assumere i contorni dello scandalo internazionale, ma ancora l’orrido colpo di scena finale deve arrivare a scuotere le coscienze.

LO SCANDALO INTERNAZIONALE DI CUI SOPRA

Perché Craig è ormai orfano del trash. Come tutti noi. Come te, amica radical chic che per sbaglio un giorno hai fatto zapping trovando Uomini e donne e adesso lo guardi nel buio della tua cameretta, sola, dicendo alle amiche che stai scrivendo un saggio sulle tribù del Guatemala. Perché mentre noi possiamo e dobbiamo sorbirci Jersey Shore, e pure tradotto, in Canada Ciao Darwin non si può vedere

Ciao Darwin

Questa è una somma ingiustizia. Questa è la realtà di un mondo vagamente razzista che ci impesta con i suoi format trash e rifugge i nostri. Ma di più, questa è una battaglia di civiltà che tutti noi dobbiamo combattere per raggiungere un obiettivo comune. Più Ciao Darwin per tutti. Per il principio dei vasi comunicanti, ce ne sarà meno per noi.

Ps. Comunque, caro amico Craig Silverman: basta che te iscrivi al sito Mediaset e potrai vedere tutto il Ciao Darwin che vuoi.

Se proprio ci tieni.