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Tasse, incentivi alle famiglie: verso il bonus per il secondo figlio

Il bonus bebè non ha generato gli effetti desiderati. Le varie misure si sostegno alla famiglia e alla natalità non hanno sortito un’inversione della tendenza demografica negativa. Nel caso dell’assegno Inps da 960 euro in vigore da inizio 2015, nel primo anno sono stata erogate meno risorse di quelle disponibili. Ora per incrementare la natalità ci sarà un revisione degli strumenti di sostegno diretto e indiretto alle famiglie, revisione nella quale dovrebbe rientrare la scelta di rafforzare i benefici riservati ai figli successivi al primo. Ne parla Luca Cifoni sul Messaggero:

Parlare di «complessa normativa» è sicuramente un eufemismo. Non solo gli interventi di intervento sono diversi, ma cambiano anche gli indicatori usati per misurare l’effettiva condizione dei nuclei familiari e il loro diritto alle prestazioni. Le detrazioni per i familiari a carico sono ad esempio correlate all’imponibile Irpef del singolo contribuente, ma il beneficio salvoc asi particolari è ripartito a metà tra i due genitori. le detrazioni, riconosciute per il coniuge e per i figli sono decrescenti al crescere del reddito e si annullano  ad un reddito di circa 90mila euro: nell’anno di imposta 2014 valevano in tutto 13 miliardi e sono state percepite da quasi 12 milioni e 700mila contribuenti.

Un ruolo avranno anche i comuni. Continua Cifoni sul Messaggero:

C’è poi l’assegno al nucelo familiare (Anf), che non consiste in una minore imposta ma in un’erogazione diretta da parte dell’Inps nelle retribuzioni dei lavoratori dipendenti (e dei pensionati che provengono da quel mondo). Anche in questo caso la misura del beneficio si riduce a mano a mano che aumenta il reddito, che però è misurato su base familiare e comprende anche voci esenti dall’Irpef. Nel 2014 percepivano l’Irpef circa 3 milioni e mezzo tra dipendenti e pensionati, per una spesa complessiva di oltre 4 miliardi. Altri strumenti di questo tipo, con minore diffusione, sono riservati a categorie diverse, come lavoratori, domestici, agricoli e parasubordinati. Senza contare che anche i comuni gestiscono in proprio un assegno per la maternità ed uno riservato ai nuclei con tre figli minori, per i quali però il diritto all’accesso è misurato attraverso l’Isee (indicatore di situazione economica equivalente).

(Foto di copertina: PHILIPPE HUGUEN / AFP / Getty Images)

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