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Papa Francesco a Lesbo: «Non siete soli». E ritorna con 12 migranti

Papa Francesco a Lesbo, in visita a un campo profughi: il Pontefice è partito questa mattina da Roma, per atterrare poco più tardi sull’isola greca a pochi chilometri dal confine con la Turchia, meta di migliaia di profughi e migranti che sperano di riuscire ad arrivare sulle sue coste per poter avere accesso agli altri paesi europei, spesso finendo per morire in mare.

PAPA FRANCESCO A LESBO

Una visita-lampo, quella di Papa Francesco, ma densa di appuntamenti e di incontri: dopo essere atterrato sull’isola greca, Bergoglio ha incontrato i patriarchi Patriarchi ortodossi, Bartolomeo e Hieronimos, che lo hanno accolto parlandogli del problema dei rifugiati: «È un problema più grande di quello che possiamo gestire» – ha detto il Patriarca di Atene. Papa Francesco ha avuto anche un breve colloquio con il premier greco Alexis Tsipras, ma il colloquio è avvenuto a porte chiuse, per evitare di dare un carattere politico alla visita.

PAPA FRANCESCO A LESBO LE CORONE DI FIORI E IL PRANZO CON I PROFUGHI

Non è una visita di Stato, quella di Papa Francesco a Lesbo, per questo motivo il Pontefice non si recherà ad Atene ma trascorrerà la giornata sull’isola: farà visita al campo profughi di Moria che ospita circa 2.500 richiedenti asilo, provenienti soprattutto dalla Siria, ma anche da altri paesi del Medio Oriente, dove pranzerà in un container insieme a una famiglia di profughi siriani. Anche questa volta il Papa sceglie di non incontrarsi con le autorità oltre lo stretto necessario ma di restare vicino a chi soffre: dopo l’incontro con i Patriarchi, Bergoglio deporrà insieme a loro alcune corone di fiori in mare, dove tante persone sono morte nel tentativo di raggiungere Lesbo.

PAPA FRANCESCO A LESBO: «I PROFUGHI NON SONO NUMERI»

«I profughi non sono numeri, sono persone: sono volti, nomi, storie, e come tali vanno trattati.» – ha twittato Papa Francesco prima di partire questa mattina da Roma:

PAPA FRANCESCO A LESBO: «UN VIAGGIO TRISTE»

Bergoglio ha poi ribadito il concetto una volta atterrato a Lesbo: «È un viaggio un po’ diverso dagli altri. Nei viaggi apostolici andiamo a fare tante cose, vediamo la gente, parliamo, c’è la gioia dell’incontro. Questo è un viaggio segnato dalla tristezza». E ancora: «È un viaggio triste, Andiamo a incontrare la catastrofe umanitaria più grande dopo la seconda guerra mondiale. Vedremo tanta gente che soffre, che non sa dove andare, che è voluta fuggire. Andremo a visitare un cimitero, il mare: tanta gente lì è annegata. Lo dico non per amareggiare, ma perché questo lavoro di oggi possa trasmettere nei vostri media lo stato d’animo con cui io affronto questo viaggio».

PAPA FRANCESCO A LESBO: «NON SIETE SOLI»

«Non siete soli – ha detto Papa Francesco, dopo aver salutato personalmente circa 250 persone ospite del Moria Refugee Camp – Avete fatto grandi sacrifici per le vostre famiglie. Conoscete il dolore e avete lasciato dietro di voi tutto quello che avevate di più caro. Sono venuto qui con i miei fratelli, il patriarca Bartolomeo e l’arcivescovo Hieronimos, semplicemente per stare con voi e per ascoltare le vostre storie. Il messaggio che oggi desidero lasciarvi è non perdete la speranza».

PAPA FRANCESCO A LESBO: PORTA IN VATICANO DODICI MIGRANTI

E durante la visita di Papa Francesco a Lesbo ai giornalisti arrivati sull’isola greca per documentare l’incontro di Bergoglio con i profughi è arrivata la notizia che il Pontefice avrebbe espresso il desiderio di riportare con sé, in Vaticano, alcuni migranti in condizioni più vulnerabili, otto siriani e due afghani. E, in effetti, così ha fatto: Al suo rientro in Italia, il Pontefice scende dall’aereo atterrato a Ciampino con 12 profughi siriani. Il Papa “ha voluto fare un gesto di accoglienza nei confronti dei rifugiati accompagnando a Roma con il suo stesso aereo tre famiglie di rifugiati dalla Siria, 12 persone in tutto, di cui 6 minori. Si tratta di persone che erano già presenti nei campi di accoglienza di Lesbo prima dell’accordo fra Unione Europea e Turchia. Tutti i membri delle tre famiglie sono musulmani”, ha spiegato padre Federico Lombardi. È probabile che questi migranti saranno ospitati dalla Comunità di San’Egidio.

 

 

(Photocredit copertina: FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)