PANAMA PAPERS
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Panama Papers, si dimette il ministro dell’Industria spagnolo

«Decisione irrevocabile» quella di José Manuel Soria, ministro dell’Energia del governo spagnolo di Mariano Rajoy: coinvolto nell’ultimo rilascio dei Panama Papers, i documenti provenienti dallo studio legale Mossack Fonseca, del paese del centroamerica, che per anni si è occupato di gestire le esterovestizioni e le transazioni offshore di personalità fra le più note dello scenario internazionale (da David Cameron a Leo Messi); a rimanerci impigliato è anche, dunque, un esponente del gabinetto del leader popolare Mariano Rajoy. Mentre il governo spagnolo continua le sue fibrillazioni, visto il mancato accordo Psoe – Podemos per il nuovo esecutivo, il gabinetto uscente del Partido Popular perde un pezzo.

PANAMA PAPERS, PERCHÉ SI È DIMESSO IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA SPAGNOLO

Da El Pais le notizie.

Il politico ha lasciato le sue posizioni al Congresso e come presidente del Partito Popolare delle Isole Canarie, la sua regione di origine. Dopo aver negato le sue accuse di coinvolgimento in un’azienda delle Bahamas e in una società civetta in Gran Bretagna, Soria ha accettato di apparire nel Congresso la prossima settimana per fornire spiegazioni.

 

 

 

In un comunicato stampa Soria ha affermato di aver preso la sua decisione sulla base – dice l’ex ministro – della «mancanza di precise informazioni riguardo eventi che hanno avuto luogo più di 20 anni fa e considerando il danno evidente che la situazione può causare al Partito Popolare».

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Soria era già stato chiamato in causa dai primi rilasci dei Panama Papers ma aveva negato qualsiasi coinvolgimento.

Ulteriori informazioni legate ai suoi presunti collegamenti con una azienda nel Jersey hanno messo Soria alle corde. Sia Soria che il PP avevano garantito che il ministro non fosse nella lista di organizzazioni opache. Ma documenti visti da El Pais nei registri societari delle isole Jersey mostrano la sua firma a conferma del fatto che lui fosse direttore di un’azienda chiamata Mechanical Trading Limited.

 

 

Secondo il ministro sarebbe tutto “una sorpresa”: “Sono davvero curioso di capire perché il mio nome sia lì”, assieme a quello peraltro del fratello. Tuttavia, per opportunità politica, il Partito Popolare ha ritenuto di accettare le dimissioni del suo esponente.