Luigi Di Maio
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Luigi Di Maio: «Io leader? No, ci sono Grillo e Davide Casaleggio»

«Non ci sarà nessun voto online su di me. Le certificazioni delle liste? Davide Casaleggio prenderà il posto del padre». Luigi Di Maio si allontana definitivamente dalle voci di stampa che lo vogliono nuovo “leader” del Movimento 5 Stelle negando qualsiasi possibilità di un voto on line: «Ma un voto per fare cosa? Sono tre anni che si parla della mia incoronazione. A ogni Italia a 5
Stelle Mi avete rovinato quei momenti».

LUIGI DI MAIO: «DOBBIAMO PENSARE A VINCERE A ROMA»

Annalisa Cuzzocrea di Repubblica ha intervistato Luigi Di Maio sul Frecciarossa che lo ha riportato a Roma insieme a Alessandro Di Battista dopo il funerale di Gianroberto Casaleggio. Luigi Di Maio ha confermato di essere stanco e ha ribadito che non c’è nessuna necessità di un voto on line che certifichi la sua leadership. Anche perché non esiste nessun cambiamento. Ora l’imperativo è guardare alle amministrative di giugno:

«Noi ora dobbiamo pensare a vincere a Roma. Dobbiamo concentrarci sulle amministrative. Continuare a lavorare»

Bisogna solo pensare a questo. «Non ci sono caselle vacanti», aggiunge Luigi Di Maio che parla anche di Roberto Fico: «Roberto lo dipingete come un duro, un “ortodosso”, e invece è quello che più sta vicino a tutti noi», con conseguente intervento di Alessandro Di Battista: «Roberto è il più pragmatico di tutti, sa cosa bisogna fare e quando farla».

LUIGI DI MAIO: «ROUSSEAU? IL TESTAMENTO DI GIANROBERTO»

Ora che non c’è più Gianroberto Casaleggio toccherà al figlio Davide e al sistema operativo lasciato come “testamento” da uno dei due “garanti” pentastellati:

«Le decisioni su alcuni temi, come la certificazione delle liste, le prendevano Gianroberto e Beppe insieme. E Beppe c’è. Avevamo due garanti, adesso ce n’è uno, ma Davide ci darà una mano. Prenderà il posto del padre. È stato lui a sviluppare Rousseau. È Rousseau il testamento. Ci aiuterà a fare le scelte politiche e a condividere il lavoro, una funzione molto importante, Le persone scelte per coordinare Rousseau -Paola Taverna e Alfonso Bonafede, ndr- avranno un ruolo perché così era stato deciso. Ma nessuno di noi deve avere più poteri.
Non è a questo che dobbiamo pensare»

La successione di Gianroberto Casaleggio non può passare come una lotta di potere. Niente conferme dalla rete e niente meetup nazionale come chiede Federico Pizzarotti. L’unico obiettivo è aumentare la base dell’elettorato. E qui entra in gioco Alessandro Di Battista:

«Se uniamo le nostre pagine e quella di Beppe possiamo raggiungere milioni di persone. E li vede i talk show? c’è sempre una parte sulle pensioni che fa il picco di ascolti. Noi dobbiamo raggiungere tutti»