Palmina Martinelli
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Palmina Martinelli, bruciata viva perché non voleva prostituirsi

Palmina Martinelli aveva solo 14 anni quando fu bruciata viva, in casa sua, perché si era rifiutata di prostituirsi come volevano i suoi aguzzini. La storia di Palmina Martinelli è al centro della puntata del 13 aprile di Chi l’ha visto: il suo caso, infatti, è tornato alla ribalta dopo la recente decisione di non archiviazione da parte dei giudici della Cassazione. Prima di morire Palmina Martinelli aveva fatto i nomi di chi le ha dato fuoco: due uomini che sono finiti a processo e poi assolti per mancanza di prove. Ora, a 35 anni dalla morte di Palmina Martinelli, le indagini si riaprono.

PALMINA MARTINELLI, LA STORIA

È l’11 novembre 1981: Palmina Martinelli, quattordicenne di Fasano, in provincia di Brindisi, viene ritrovata dal fratello maggiore nel bagno di casa, avvolta dalle fiamme, in piedi sul piatto doccia: nel tentativo di spegnere il fuoco che la sta uccidendo, la ragazzina ha tentato disperatamente di salvarsi. Purtroppo in quel momento non c’è acqua corrente: è il fratello a prestarle i primi soccorsi. Trasportata in ospedale a Bari, Palmina Martinelli è in condizioni gravissime ma è ancora lucida: racconterà che a darle fuoco sono stati due uomini, come “punizione” perché si era rifiutata di prostituirsi. Racconta Chi l’ha visto: 

Palmina Martinelli rilasciò le sue ultime dichiarazioni alla presenza del pubblico ministero Nicola Magrone e del dott. Tommaso Fiore, responsabile del centro. Le sue parole vennero prima trascritte a verbale e poi registrate anche su nastro magnetico. Con tutta la voce che ancora aveva in corpo, Palmina rispose alle domande degli inquirenti: “Chi ti ha fatto del male?”. “Giovanni, Enrico”, disse. “Puoi dire anche il cognome di queste persone?’ “Uno Costantino. L’altro non lo so”. “Cosa ti hanno fatto queste persone?”. “Alcol, fiammifero”.

PALMINA MARTINELLI, LA MORTE

Le dichiarazioni di Palmina Martinelli – qui il video della sua agghiacciante testimonianza, pronunciata con un filo di voce, in cui indica perfino la dinamica della sua orribile fine  – sono più che sufficienti per far partire le indagini. Giovanni Costantino, all’epoca diciannovenne e impegnato nel servizio militare, è il ragazzo di cui Palmina è innamorata: i due si scrivevano delle lettere d’amore. Ma nonostante la giovane età Giovanni Costantino è già stato in carcere: insieme al fratellastro Enrico i due circuiscono ragazzine da avviare alla prostituzione. Lo stesso destino toccato alla sorella di Palmina, Franca Martinelli, che dopo essere rimasta incinta di Enrico Bernardi era andata a vivere con lui in una chiesta sconsacrata e che l’aveva costretta a prostituirsi dopo la nascita della bambina che portava in grembo. Palmina Martinelli non ce la farà: morirà il 2 dicembre 1981 al Policlinico di Bari, dopo settimane di atroci sofferenze.

PALMINA MARTINELLI, IL PROCESSO

Due anni più tardi, il 28 novembre 1983, inizia il processo a carico di quattro persone, tra cui i due giovani uomini indicati da Palmina: il processo si concluderà in meno di un mese con l’assoluzione degli imputati principali per insufficienza di prove. I giudici decidono per esclusione: Palmina Martinelli si sarebbe suicidata dandosi fuoco dopo aver lasciato una lettera alla madre perché «depressa da come veniva trattata in famiglia». Stando ad alcune testimonianze, infatti, Palmina sarebbe stata obbligata dalla famiglia a lasciare la scuola in quarta elementare, per restare a casa a badare ai fratelli più piccoli. Non solo: un’ex compagna di scuola, intervistata da Chi l’ha visto, avrebbe detto che la stessa Palmina avrebbe detto che sua madre avrebbe voluto che si prostituisse. I giudici, studiando la vita della giovane, avvalorano quindi la tesi del suicidio e la conseguente non colpevolezza degli imputati. Il verdetto viene riconfermato in Appello. Nel 2010, 29 anni dopo la morte di Palmina Martinelli, la sorella Giacomina chiede la riapertura del caso.

PALMINA MARTINELLI, LA RIAPERTURA DELLE INDAGINI

Le sorelle e il fratello di Palmina Martinelli non hanno mai creduto all’ipotesi del suicidio e chiedono ai giudici di riaprire il caso. Scrive ancora Chi l’ha visto il 2 ottobre del 2012:

Nella denuncia presentata da Giacomina Martinelli, assistita dall’avv.Stefano Chiriatti, si sottolineano vari aspetti per i quali certamente Palmina è stata uccisa, bruciata viva a 14 anni a Fasano l’11 novembre 1981: tra tutti, una perizia che l’anatomopatologo Vittorio Pesce Delfino, docente nell’Università di Bari, ha compiuto utilizzando recenti tecniche di analisi di immagine computerizzata, nel laboratorio della Società Consortile Digamma, sulle ustioni di Palmina. ”Il volto di Palmina era protetto scrive tra l’altro Pesce Delfino – con entrambe le mani prima dello sviluppo della vampata e quindi dell’innesco dell’incendio. L’incendio fu quindi provocato da altri”.

Lo scorso 30 marzo la Cassazione ha accolto il ricorso di Giacomina Martinelli e ha annullato senza rinvio l’ordinanza del gip di Brindisi del 28 aprile 2015 che aveva disposto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte “a causa delle ustioni riportate nel suo abbruciamento” di Palmina Martinelli. Il caso torna quindi a Bari: l’inchiesta sulla morte di Palmina Martinelli ricomincia daccapo.

(Photocredit copertina: Rai3/Chi l’ha visto)