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Pensioni di reversibilità, spunta l’ipotesi del taglio

In queste settimane c’è tanta incertezza sulle modifiche pensioni di reversibilità, gli assegni che spettano al coniuge e agli eredi di un pensionato o un lavoratore che ha versato i contributi. Nel Documento di Economia e Finanza (Def) rispuntano i tagli, anche se non tutti nella maggioranza e nel Pd sono favorevoli. Ne parla oggi Roberto Giovannini sulla Stampa:

A febbraio, avevano denunciato i sindacati dei pensionati, in uno dei decreti della delega legislativa sulla povertà era stato previsto un taglio per questa prestazione. Il premier Renzi aveva smentito. Ieri il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano ha scoperto un nuovo riferimento all’interno del Documento di Economia e Finanza appena presentato dal governo. In serata, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha fatto capire che è stato un errore tecnico. E ha dichiarato che «come ho già detto in Parlamento, c’è l’impegno del governo a correggere il testo della delega legislativa sulla povertà per chiare fuori da ogni equivoco che le pensioni di reversibilità non saranno toccate».

PENSIONI DI REVERSIBILITÀ, FORSE SARANNO LEGATE ALL’ISEE

La decisione definitiva sulle pensioni di reversibilità arriverà quando il governo modificherà o lascerà inalterata la norma contenuta nel provvedimento per la lotta alla povertà. L’idea prevalente è quella di legarle all’Isee. Spiega ancora Giovannini sulla Stampa:

Il testo – essendo una delega legislativa, che dovrà essere dettagliata proprio dall’Esecutivo – è un po’ vago, ma si capisce che allo scopo di far cassa le pensioni di reversibilità potrebbero diventare «prestazione assistenziale», e che per poterne beneficiare in futuro bisognerà non superare certi parametri economici. Già oggi è così. Ma il governo o una sua parte intende ancorare la reversibilità (ma anche assegno sociale, integrazione al minimo, maggiorazione sociale del minimo, assegno per il nucleo con tre figli minori) al reddito calcolato con il meccanismo dell’Isee, che tiene conto anche di eventuali patrimoni finanziari e immobiliari. In altre parole, la vedova casalinga per una vita – ma cui il coniuge ha lasciato in eredità qualche immobile e dei Btp – rischia di dover dire addio all’assegno. Inoltre nell’articolato della delega due volte si parla di «razionalizzazione delle prestazioni», termine che di norma si traduce in «tagli».

(Foto di copertina: ANSA / ETTORE FERRARI)