giulio regeni
|

Giulio Regeni: L’Italia richiama a Roma il nostro ambasciatore in Egitto

Interrotta la collaborazione con gli egiziani sul caso di Giulio Regeni. Il Ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, ha disposto il richiamo a Roma per consultazioni dell’ambasciatore al Cairo Maurizio Massari. La decisione fa seguito agli sviluppi delle indagini, specialmente dopo le riunioni svoltesi a Roma ieri e oggi tra i team investigativi italiano ed egiziano. «In base a tali sviluppi – spiega una nota della Farnesina – si rende necessaria una valutazione urgente delle iniziative più opportune per rilanciare l’impegno volto ad accertare la verità sul barbaro omicidio di Giulio Regeni». «Ho richiamato a Roma per consultazioni il nostro ambasciatore in Egitto. Vogliamo una sola cosa: la verità su Giulio», ha scritto pochi minuti dopo la comunicazione, su Twitter,  il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

Dopo Gentiloni è arrivato il tweet del premier Matteo Renzi: “Dopo esito incontri magistrati a Roma, Italia ha deciso formalmente di richiamare per consultazioni ambasciatore #veritapergiulioregeni”

Giulio Regeni, le diffidenze dopo il primo incontro tra i Pm italiani ed egiziani

GIULIO REGENI: PORTATI POCHI DOCUMENTI GIA’ CONOSCIUTI DA PM ITALIANI

Un dossier di «pochissime pagine», un pacco di documenti che, in parte, erano già noti o già consegnati all’Italia, nessun atto giudiziario che potesse soddisfare le richieste fondamentali avanzate dagli investigatori e dagli inquirenti. Questo, secondo fonti qualificate che hanno informato l’Ansa, è il motivo del fallimento del vertice tra gli investigatori e gli inquirenti di Roma e del Cairo. Già ieri l’Italia aveva fatto trapelare tutta la sua delusione di fronte ai primi documenti ma occorreva aspettare la seconda giornata, con la speranza che l’Egitto cambiasse atteggiamento. «Ci sono state differenze molto forti – racconta una fonte che ha partecipato al vertice all’agenzia – siamo arrivati con diversi traduttori per poter metterci subito al lavoro sui documenti, ma non c’è stato bisogno. Nel dossier c’erano pochissime carte, molte delle quali già conosciute, altro che duemila pagine».

GIULIO REGENI: PROCURA “NESSUNA PISTA ESCLUSA”

Ecco il comunicato della procura:

Nell’ambito delle attività di indagine sull’omicidio di Giulio Regeni si è svolto a Roma nei giorni 7 ed 8 aprile 2016 il programmato incontro tra inquirenti ed investigatori italiani e una delegazione della Procura Generale della Repubblica Araba d’Egitto e delle forze di Polizia egiziane. E’ stato ribadita da ambedue le parti la determinazione nell’individuare e assicurare alla giustizia i responsabili di quanto accaduto, chiunque essi siano; è stato confermato che, per questa ragione, nessuna pista investigativa e’ esclusa. Nel corso dell’incontro la delegazione italiana ha riferito alle autorità de Il Cairo, consegnando integralmente la relativa documentazione, quanto emerso dagli accertamenti autoptici effettuati in Italia, il contenuto del materiale informatico recuperato dal personal computer di Giulio Regeni nonché i risultati dell’elaborazione effettuata sui dati contenuti sui tabulati dell’utenza telefonica egiziana in uso a Giulio Regeni, consegnati alla Procura di Roma durante l’incontro a Il Cairo il 14 marzo scorso