Federica Guidi e Gianluca Gemelli
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Federica Guidi al telefono con Gemelli: «La tua preoccupazione non è “Fede sei stanca?”»

Non era certamente un rapporto sereno quello tra Federica Guidi e il suo compagno Gianluca Gemelli, nelle settimane in cui lui veniva intercettato dalla procura di Potenza nell’ambito dell’inchiesta su Tempa Rossa. Dalle conversazioni tra il ministro dello Sviluppo Economico e il suo partner emergono infatti numerose incomprensioni, attriti, litigi.

FEDERICA GUIDI E LE TELEFONATE

«Io non devo scalare l’Everest per stare con te», diceva Guidi al telefono. Ne parla Virginia Piccolillo sul Corriere della Sera riportando alcune frasi:

«Tu disfi e ridisfi, fai e rifai, costruisci e ricostruisci, smonti e rimonti a seconda di quello che ti fa comodo. Poi di cosa penso io, di cosa provo io, di cosa capita a me, non te ne frega». Mai definizione giuridica si è attagliata meglio a descrivere come Federica Guidi si sente: parte lesa. Lei, figlia di papà, per un decennio vicepresidente in Confindustria, si ritrova a fianco un uomo che, la tratta come «una sguattera del Guatemala», dice nelle intercettazioni. E ha degli atteggiamenti, «schifosamente arroganti e umilianti, con un maschilismo da deficiente». Lui incassa e chiede. Lei cerca di scuoterlo: «Pensi sia un tuo diritto anche se mi devo schiantare su in muro. Le cose che ho fatto per te non sono mai sufficienti, valgo meno di zero». Lui ingoia tutto e chiede ancora: «Presentami l’ad di Shell, di Total, di Tamoil, fammi ‘sta cortesia. Visto che lo fai con gli altri». Lei si lamenta: «Se non dovevamo andare da quelle persone potevamo andare in barca». Lui la usa: «Va buono gioia questa mi serve, per favore…». E le propone anche di andare a pranzo dalla suocera: «Così non hai bisogno di fare niente». In realtà mira a far colpo con i vertici della Erg. L’indagine la segue mentre, per accontentarlo, sblocca l’emendamento Tempa Rossa o la Legge Navale. Poi prende coscienza. «Tu e gli altri due vi siete presi questa signorina da spremere come un limone».

«La tua preoccupazione non è Fede sei stanca? Io non ho un uomo a cui appoggiarmi. Uno che mi dice “boh forse che andare da D’Alema non sia più opportuno”». In alcune telefonate, l’ex presidente dei giovani di Confindustria, con un curriculum tecnico invidiato, imprenditrice nell’azienda paterna (Ducati Energia) si lascia andare e si sfoga: «Qualunque cosa abbia fatto nella mia vita tu hai avuto solo cose da chiedere. È l’unica cosa che ti interessa. E tutte le volte che ti è girato il matto hai fatto quello che ti pare». E ancora: «Ti senti sempre particolare. Sei particolare per il lavoro. Sei particolare quando hai il divorzio. Sei particolare in tutto. E invece non è cosi». Poi vaticina: «Fai delle straordinarie c… Forse quando ti schianterai capirai». Ora ne ha l’occasione.

(Foto da archivio Ansa)