Panama Papers 100 nomi italiani
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I 100 nomi degli italiani nei Panama Papers: la lista

Panama Papers, sul numero de L’Espresso in edicola oggi c’è un primo elenco dei cittadini italiani i cui nomi sono spuntati nei file del Mossack Fonseca (vera e propria fabbrica di società offshore) ricevuti da una gola profonda e diffusi da un consorzio internazionale di giornalisti investigativi, in cui, per l’Italia, c’è L’Espresso. Complessivamente sono circa 800 i contribuenti del Bel Paese titolari di conti o società nel paradiso fiscale, un centinaio invece i nomi «eccellenti» pubblicati dal settimanale. Nella lista finanzieri, manager, imprenditori, avvocati stilisti e sportivi. Tra i personaggi più noti la conduttrice televisiva Barbara D’Urso, l’attore Carlo Verdone, l’ex calciatore Daniel Fonseca (viene indicata una residenza a Como), il manager Luca Cordero di Montezemolo e lo stilista Valentino. Non è chiaro il motivo della presenza di questi nomi italiani nei panama papers, e rimaniamo in attesa di comunicati dei presenti per chiarirla.

 

Panama Papers: la verità di Barbara d’Urso

 

PANAMA PAPERS, SPUNTA ANCHE UN VECCHIO AFFARE DI BERLUSCONI

Gli autori dell’inchiesta (Paolo Biondani, Vittorio Malagutti, Gloria Riva, Leo Sisti e Stefano Vergine) spiegano che tra le persone coinvolte nello scandalo alcune hanno voluto dare una risposta alle richieste di spiegazioni dei giornali, mentre altri si sono rifiutati. Montezemolo non avrebbe fornito chiarimenti. Nelle carte anche una società che conduce ad una vecchia vicenda che riguarda Slvio Berlusconi:

Montezemolo risulta beneficiario economico di una società offshore che nel 2007 ha aperto un conto svizzero. Lo studio legale di Panama ha curato alcune transazioni riservate per conto dello stilista Valentino Garavani e del suo socio Giancarlo Giammetti. Nelle carte affiora anche il nome di una società che porta a un vecchio affare di Silvio Berlusconi: l’acquisto, a prezzo gonfiati, di diritti televisivi delle major hollywoodiane. Acquisti che sono costati al patron di Fininvest una condanna a quattro anni di reclusione. Tra i file dell’acrivio viene infatti citata anche l’American Film Compani (AFC), una offshore registrata nel ’92 alle British Virgin Islands (BVI) e presieduta da Rosemarie Flax. L’anno dopo la Principal Network, una delle società più riservate della galassia berlusconiana, compera proprio dalla AFC i diritti di due film: “Shadow Hunter”  “Amityville 1922”. Da notare che la AFC ha anche rapporti con dirigenti della Fininvest come Silvia Cavanna, di Rete Italia, e Luciana Paluzzi-Salomon, di “Silvio Berlusconi communications”. Cinque anni dopo la AFC non servirà più e il 4 dicembre 2008 sarà definitivamente cancellata dal registro delle Isole Vergini Britanniche.

 

Ecco la lista dei 100 nomi degli italiani presenti nei Panama Papers (i primi 100)

 

 

 

La storia di Carlo Verdone nei Panama Papers

 

PANAMA PAPERS, 800 CLIENTI ITALIANI O CON RESIDENZA IN ITALIA

L’Espresso fornisce anche le principali cifre dell’inchiesta sui Panama Papers condotta dal consorzio internazionale. Sono 210mila le società offshore citate nei documenti rubati dall’archivio dello studio legale Mossack Fonseca, 21 i paradisi fiscali in cui risultano costituite le società presenti nei file, 14mila le banche, studi legali, fondazioni e fiduciarie con cui il Mossack Fonseca ha collaborato per creare le società, 500 le banche o filiali internazionali degli istituti di credito che hanno aperto conti per le società offshore, 11,5 milioni i documenti che compongono l’archivio, 800 i clienti italiani o con residenza in Italia presenti nel database. Viene poi precisato che in molti casi le azioni delle società sono al portatore e non si conosce quindi l’identità del reale azionista.

NOMI PANAMA PAPAERS, SMENTITE

Appena cominciati a circolare i nomi delle persone in lista sono anche arrivate smentite. Lo staff di Carlo Verdone ha fatto sapere di non aver avuto la possibilità di visionare i documenti sui quali si basa la rivelazione dei giornalisti e che comunque l’attore «non è titolare di nessun conto o proprietà all’estero, neanche per interposta persona». Barbara D’Urso attraverso il suo legale ha affermato che quelle che la riguardano sono «informazioni lacunose». Stessa linea anche per lo staff di Luca Cordero di Montezemolo, che ha smentito ogni coinvolgimento nei Panama Papers dell’ex presidente di Confindustria. Poi è stato proprio il manager a fornire una spiegazione. Nella veste di vicepresidente di Unicredit, Montezemolo ha aperto il cda dell’istituto precisando che la società panamense e il conto bancario associati al suo nome in questi giorni risalgono a 9 anni fa e che gli furono «proposti» dai suoi consulenti finanziari «in vista di investimenti che non furono poi mai realizzati». «Come già dichiarato – ha affermato Montezemolo – posso quindi confermare che non possiedo alcuna società off shore né alcun conto estero e, soprattutto, che non ho commesso alcun illecito».

NOMI PANAMA PAPERS, NEI DOCUMENTI ANCHE UN MODIGLIANI RUBATO DAI NAZISTI

Per quanto riguarda, infine, le ultime novità dell’inchiesta si parla oggi di un quadro rubato dai nazisti. Stando a quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian, lo studio legale Mossack Fonseca ha un ruolo fondamentale nella disputa legale in corso negli Stati Uniti fra la Helly Nahmad Gallery di New York e gli eredi del mercante d’arte ebreo Oscar Stettinger, a cui durante la Seconda Guerra Mondiale era stato sottratto l”Uomo seduto con bastone’ di Amedeo Modigliani. Fino ad oggi la potente famiglia Nahmad aveva negato che il quadro fosse di sua proprietà affermando che apparteneva alla società offshore International Art Center (IAC), registrata a Panama. Ma dai file finiti nelle mani del consirzio internazionale dei giornalisti d’inchiesta è emerso che lo studio legale aveva aiutato la famiglia a creare la società nel 1995, poi utilizzata dai commercianti d’arte. Dai Panama Papers emerge che ci sono molti capolavori dell’arte le cui sorti sono legate ai paradisi offshore.

(Immagini del numero de L’Espresso oggi in edicola)