Giulio Regeni
|

Giulio Regeni: la delegazione egiziana a Roma potrebbe incontrare i genitori

La delegazione egiziana a Roma potrebbe incontrare i genitori di Giulio Regeni. Lo riportano alcuni lanci di agenzia del 7 aprile, giorno in cui la delegazione dall’Egitto è arrivata a Roma in merito alle indagini sul caso di Giulio Regeni. Una parte della delegazione di investigatori egiziani in visita a Roma per un confronto con le autorità italiane sull’omicidio di Giulio Regeni, infatti, “potrebbe” incontrare la famiglia del ricercatore ucciso in Egitto per “porgerle le condoglianze e rispondere a sue eventuali domande”. E’ quanto ha affermato una fonte giudiziaria citata dal quotidiano al-Masry al-Youm e riportata da AdnKronos

GIULIO REGENI, L’ARRIVO DELLA DELEGAZIONE

La delegazione degli inquirenti ed investigatori arrivati dal Cairo ha lasciato nel pomeriggio la Scuola superiore di Polizia a Roma dove la mattina di giovedì era in corso il vertice con gli inquirenti italiani che indagano sulla scomparsa e la morte di Giulio Regeni. All’interno della struttura sono ancora rimasti il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, il sostituto Sergio Colaiocco e gli investigatori dello Sco della Polizia e del Ros dei Carabinieri per fare un punto della situazione. Nella giornata di venerdì 9 aprile è previsto un nuovo incontro con gli egiziani.

GIULIO REGENI, LE INDAGINI

Una fonte egiziana di sicurezza “di alto livello” citata dal sito del quotidiano al-Masry al-Youm ha affermato che la delegazione di investigatori in visita a Roma in questi giorni ha informato le controparti italiane che la procura non ha ancora concluso l’indagine sull’omicidio di Giulio Regeni e che “se si verificherà che qualcuno è coinvolto nell’omicidio, sarà messo sotto processo”. La fonte ha aggiunto che le autorità italiane non hanno formulato accuse formali contro “parti o persone coinvolte nell’omicidio”. La riunione di giovedì si è tenuta tra il capo e il vice della procura di Giza, rispettivamente Ahmed Nagy e Hossam Nassar, e il procuratore generale Nabil Sadeq, ed era incentrata sulla lettera anonima pubblicata domenica da Repubblica sul caso di Giulio Regeni. Lo hanno riferito ad Agenzia Nova fonti della magistratura di Giza, il distretto a ovest del fiume Nilo dove risiedeva il ricercatore italiano scomparso il 25 gennaio. Le stesse fonti smentiscono che Nassar, il pubblico ministero che fin dall’inizio segue le indagini sul caso Regeni, si trovi a Roma insieme alla delegazione di magistrati e inquirenti egiziani.