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Il sogno Nexit e il referendum in Olanda sull’accordo Ue-Ucraina

Oggi in Olanda si tiene un referendum sull’accordo di associazione tra Ue e Ucraina firmato nel 2014, già entrato in vigore il primo gennaio 2016 e ratificato da tutti i 28 paesi dell’Unione Europea, tranne che dall’Aja. Gli elettori olandesi possono esprimere un voto contrario o favorevole al patto. Ma il risultato della consultazione elettorale non è vincolante. Il referendum ha solo un valore consultivo: spetterà al governo decidere se e in che modo tener conto dell’esito del voto.

NEXIT E REFERENDUM IN OLANDA, VOGLIA DI STABILITÀ E SENTIMENTO ANTI-UE

Tuttavia l’obiettivo del referendum olandese non sembra essere l’accordo europeo con l’Ucraina, ma i rapporti dell’Olanda con l’Unione, che negli ultimi tempi, proprio come accade in Gran Bretagna, vengono considerati da una buona parte di opinione pubblica troppo stringenti. La possibile vittoria dei No, cioè di coloro che si oppongono all’accordo dell’Ue con Kiev, confermerebbe quanto nei Paesi Bassi sia solido il sogno di un Nexit, di un’uscita dall’Ue. E potrebbe crearsi un precedente pericoloso insieme a quello sulla Brexit. Ovviamente il risultato potrebbe pesare sul referendum di giugno in Gran Bretagna sulla possibilità di lasciare l’Unione. Il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha ammesso che il successo del No «potrebbe aprire la strada a una crisi europea»: per diversi esperti quella vittoria rischierebbe di mettere in crisi il processo decisionale dell’Unione.

NEXIT E REFERENDUM IN OLANDA, SFIDA TRA GOVERNO E OPPOSIZIONE

Non è insomma un caso se a spingere per il successo del referendum in Olanda e la bocciatura del patto Ue-Ucraina sono soprattutto i movimenti e i partiti euroscettici, intenzionati a sfruttare l’elezione anche per marcare il loro peso alle urne. L’esito del voto dunque non potrà non influenzare l’assetto politico olandese a meno di un anno dalle elezioni politiche. Il governo sembra comunque intenzionato a rispettare la volontà popolare. Ma è preoccupato. Il vicepremier Lodewijk Asschera ha invitato i cittadini a votare Sì perché l’accordo non riguarda il loro paese, e ha invitato anche ad utilizzare «altri mezzi per esprimere i sentimenti anti-Ue».

NEXIT E REFERENDUM IN OLANDA, QUESITO

A dare una valenza fortemente politica al referendum in Olanda è anche una cattiva percezione dell’elezione. Per molti il quesito al quale rispondere riguarda l’apertura delle porte dell’Ue all’Ucraina e solo una minima parte sa che l’accordo tra Unione e Kiev è prima di tutto commerciale. L’intesa con Kiev risale al 2014 e prevede soprattutto la creazione di un’area di libero scambio tra Ue e Ucraina e, in un secondo momento, un rafformamento dei legami politici (ma comunque non è previsto un ingresso nell’Unione).

NEXIT E REFERENDUM IN OLANDA, QUESITO

Il referendum in Olanda avrà una validità legale solo se verrà raggiunto un quorum del 30%. Ma il risultato non è scontato. Dagli ultimi sondaggi è emersa un’opinione pubblica molto divisa sul patto tra Ue e Ucraina ed una percentuale di indecisi molto alta. Una rilevazione di Ipsos ha segnalato i No al 37% e gli indecisi al 33%. Il voto è stato ottenuto dai promotori in virtù di una legge olandese approvata lo scorso anno che obbliga ad indire referendum consultivi su misure legislative o trattati già ratificati dal Parlamento se a chiederlo sono almeno 300mila cittadini. In questo caso le firme raccolte sono state circa 470mila.

NEXIT E REFERENDUM IN OLANDA, POSIZIONI

A lavorare per la raccolta delle firme per il referendum in Olanda è stato soprattutto il movimento euroscettico, molto attivo sui social network, GreenPeil. La campagna dei sostenitori del No all’accordo è stata condotta considerando l’elezione un’occasione per respingere forze europee poco democratiche. Il fronte del Sì ha invece posto l’attenzione sui benefici in termini di sicurezza e commerciali dell’accordo Ucraina-Ue.

(Foto da archivio Ansa. Credit: EPA / BART MAAT)

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