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Quelle Porsche in regalo per paura del fisco

Range Rover e altre superauto: i proprietari se ne liberano. E c’è chi fa affari d’oro

Maurizio Donelli sul Corriere ci racconta una storia incredibile: quella di benestanti che decidono di liberarsi delle loro auto per paura che facciano scattare i controlli del fisco. E che vanno a ingrassare i commercianti stranieri che nell’Europa dell’est hanno fiutato il business e sono diventati pendolari dell’usato di lusso:

«Chi, come me, percorre tutti i giorni l’autostrada Milano-Venezia — racconta Gianni Oliosi, direttore della comunicazione di BmwItalia—vede decine di furgoni ai quali è attaccato un piccolo rimorchio. Arrivano dall’Est carichi di badanti e poi ripartono trainando auto usate, naturalmente tutte pregiatissime. Lo scarico (di donne) e carico (di vetture) di solito si svolge nel fine settimana». Il fenomeno è giovane. L’esportazione di grandi Suv, sportive e ammiraglie di seconda mano ha avuto un’impennata negli ultimi tre mesi. «Stiamo cercando di monitorare la situazione —dice Sirio Tardella, direttore del centro studi Unrae, l’associazione che raggruppa in Italia i costruttori esteri —. Non abbiamo ancora dati definitivi, perché è difficilissimo quantificare, ma da una prima proiezione si parla di migliaia di auto al mese che lasciano l’Italia per un giro d’affari milionario».

Ma gli incrementi c’è chi li ha misurati:

«Noi invece i dati, purtroppo, li abbiamo precisi — spiega Loris Casadei, direttore generale di Porsche Italia —. Eccoli: fino al 2011 lasciavano l’Italia per l’estero 60 Porsche usate alla settimana. Dall’introduzione del superbollo, a dicembre, sono diventate 120. Poi sono arrivati i brutali controlli della Finanza e in gennaio abbiamo registrato la partenza di 200 vetture ogni sette giorni!». D’altra parte in Italia queste macchine usate non avrebbero mercato adesso. Il superbollo (in qualche caso la cifra che si paga è addirittura superiore al valore dell’auto) e il rischio di essere fermati dalle Fiamme Gialle obbliga anche gli automobilisti più facoltosi, ma non del tutto in regola con il fisco, a puntare su vetture che abbiano costi di gestione accessibili e diano meno nell’occhio. Risultato: un’auto usata che vale 40 mila euro finisce in mani straniere anche per soli 25, 30 mila euro. «È così. Ed è logico che noi ne approfittiamo. Ilmomento è magico e in tutta Europa il passaparola è stato immediato ». Pasquale Maione vive a Monaco di Baviera e da 32 anni compra auto usate in Italia. Le rivende in Germania, Austria (le migliori) oppure all’Est (quelle conmolti chilometri) o addirittura in Sudamerica («Dove ho piazzato a 50mila dollari una Mercedes comprata in Italia per 20 mila euro»).

La sua attività in questo periodo è frenetica:

Una gara quotidiana per battere la concorrenza moldava, polacca, ucraina e ceca (quella che esporta badanti e importa bolidi, per intenderci). «Abbiamo il vantaggio di venire in Italia e fare noi il prezzo, altrimenti quelle belle macchine resterebbero invendute continuando inevitabilmente a perdere valore giorno dopo giorno. Conosco bene la situazione perché lavoro anche attraverso Internet e compro da privati. Tra loro sono tanti quelli che vendono per paura dei controlli, me lo confessano quando mi metto in contatto per trattare. E allora se chiedono 80, offro 60. Tanto poi alla fine la spunto sempre. Solo che ora in Italia c’è un problema. Io ho sempre pagato in contanti. Trattavo al telefono e poi mandavo un mio uomo giù con i soldi. Adesso la legge che impone di non poter spendere in contanti più di 999 euro complica tutto. Soluzioni? Bonifici bancari. Ma succede anche che qualcuno di noi consegni la cifra intera al venditore e poi questo la depositi in piccole parti nei giorni successivi. Le auto più richieste? I Suv di lusso soprattutto: Bmw X5, Porsche Cayenne, Mercedes ML. Ma anche Ferrari. Io ne tratto molte in questo periodo».