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Elisa Toffoli, scontrosetta, scatena l’inferno sul critico Paolo Madeddu

Elisa Toffoli, conosciuta semplicemente come Elisa (Trieste, 19 dicembre 1977), è un genio”. Se mai qualcuno intendesse pagarmi per scrivere una biografia autorizzata di Elisa la inizierei così. In fondo non ne avrebbe nemmeno bisogno, perché i suoi fan sono già sufficienti a fare in modo che l’ultimo lavoro “On” si posizioni sul gradino più alto della classifica. Ma perché stiamo parlando di Elisa? E perché fantasticare sull’incipit di un libro che non scriverò mai? Ebbene, il 3 Aprile il giornalista Paolo Madeddu ha scritto una recensione velenosa commentando la top ten. Il pezzo è stato pubblicato sul blog dell’autore, che lo stesso Madeddu definisce “Quel blog musicale aperto fuori tempo massimo da un incompetente fallito e invidioso”. La penna tagliente è quindi parte della premessa.

ELISA TOFFOLI VS PAOLO MADEDDU

 

“Il disco di Elisa, On, è al n.1. Il disco di Elisa, On, mi irrita come poche cose al mondo, e se me lo trovassi di fianco mentre guido gli taglierei la strada e poi lo guarderei dal retrovisore sollevando il mento (se siete periferici dentro, non serve che vi spieghi).”

Inizia così la recensione di Madeddu e, se il buongiorno si vede dal mattino, quella di domenica non è stata una bella giornata né per il critico né per la cantante. L’articolo prosegue sulla stessa linea per una quarantina di righe e fin lì, nessuna obiezione. Poi però, Madeddu per argomentare la critica porta degli esempi concreti:

Bruciare per te, brano che rivela dove andrà a parare fin dalle prime note, con le tastiere che prendono la rincorsa in cerca della quaterna di accordi su cui appoggiare l’unz unz unz, ma preceduto e chiuso dal DeFilippismo assoluto della nonna di Elisa (credo) che canta Serenata a Marirosa di Otello Boccaccini e poi si lamenta delle “canzoni moderne con quel tomtomtomtom da spaccalegna”.

L’avesse mai fatto.

LA NONNA DI ELISA

 

Ciao Paolo, puoi scrivere tutte le cattiverie che vuoi sul mio conto, sulla mia musica, su quello che penso secondo te eccetera…
Ma non toccare mia nonna perché altrimenti mi incazzo sul serio.
Lascia stare mia nonna ok?

Tentando di dimenticare per qualche istante quanto tutto ciò sia commovente torniamo alla realtà. Madeddu ha parlato di “DeFilippismo assoluto della nonna di Elisa”. Ammettiamo – come deve aver fatto Elisa – che dare a qualcuno del “Maria De Filippi” sia considerato un insulto (anche se alla trasmissione di Maria ci partecipa), cosa fare? Leggere la recensione negativa, accettare le critiche e sorvolare? No, perché lo stronzo ha “insultato” tua nonna. “Se Elisa si è sentita offesa da una frase della recensione di Madeddu – suggeriscono gli amici di Rockol – aveva tutte le possibilità di farglielo sapere direttamente, tramite il suo ufficio stampa, che è perfettamente in grado di farle da tramite con un giornalista”.

LE MINACCE A MADEDDU

 

Ma Elisa non si ferma qui, “sguinzagliando” schiere di fan contro Madeddu, reo di aver fatto il proprio lavoro. Ci aveva anche provato, il collega Paolo a spiegarsi:

«Ciao Elisa, non mi pare di aver detto nulla di sconveniente su tua nonna. Anzi, sento che come critico musicale dovresti ascoltarla: altro che tomtomtomtomtom. No?»

Ma la cantautrice risponde piccata

«Mia nonna non sa nemmeno di essere su questo disco,e se lo sa lo sa dal cielo.
La registravo spesso con il telefonino a sua insaputa mentre parlava o cantava,per avere dei ricordi di lei. Ora puoi smetterla di nominare mia nonna per favore? Continua a scrivere quello che vuoi su di me e sulla mia musica e su quello che secondo te io penso e su come secondo te voglio prendere in giro tutti,ma te lo ripeto: Non toccare la mia famiglia»

Ovviamente al segnale di Elisa, i “Toffolers” hanno scatenato l’inferno. “Ti venga un cancro alla prostata!” augura qualcuno al critico, prima che gli amichetti gli invadessero la bacheca Facebook per una campagna di intimidazione online. Ma torniamo, e qui concludo, all’incipit del libro che non scriverò mai. Forse Elisa non è un genio. A meno che scaricare una critica sui parenti morti non sia considerata da qualcuno un’idea geniale. Tutti gli altri, almeno a Roma, rimane una “poracciata”.