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Il ministro Boschi si difende: «Non conoscevo Gemelli. E non siamo il terminale di nessuno»

Maria Elena Boschi, che sarà ascolta dai pm dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata, si difende dall’accusa di aver dato il via libera ad un emendamento alla legge di Stabilità su pressione del ministro Federica Guidi e del compagno Gianluca Gemelli.

 

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INCHIESTA PETROLIO, BOSCHI: «MAI CONOSCIUTO GEMELLI. POTERI FORTI CONTRO DI NOI»

In un’intervista, nata su twitter, e rilasciata poi telefonicamente a Jacopo Jacoboni per il quotidiano La Stampa il ministro per le Riforme ha detto di non aver mai conosciuto Gemelli e di non essere mai stata a conoscenza degli interessi del fidanzato della collega:

Dall’inchiesta lucana viene forte un sentore di lobby. Se anche lei non conosceva personalmente Gemelli, sapeva che la Guidi aveva un compagno con interessi nel settore delle estrazioni, ambito su cui il governo stava intervenendo con un provvedimento?
«Ogni settore che smuove posti di lavoro ha le sue lobby. Noi abbiamo una linea chiara: sbloccare il Paese, toglierlo dalle sabbie mobili della burocrazia. Vale per le estrazioni, per l’edilizia che ha perso oltre mezzo milione di posti di lavoro, per la banda larga. Non sapevo nulla del compagno di Federica. Ma conosco molto bene il provvedimento, atteso dal 1989. Era ed è sacrosanto. Se poi il compagno di Guidi o chiunque altro ha violato la legge, giusto che ne risponda. Noi abbiamo semplicemente fatto la cosa giusta per l’Italia».

Scusi però, se lei non lo conosceva, e non sapeva neanche di questi interessi di Gemelli, e quindi se non c’è intenzione politica di favorire nessuno, allora c’è incapacità: non vi rendete conto degli interessi e appetiti che ruotano attorno ad alcune importantissime opere. Non trova sia persino più pericoloso?

«Certo che intorno alle opere pubbliche si muovono interessi. È ovvio. Ma non per questo si deve bloccare tutto altrimenti l’Italia muore. Occorre avere due stelle polari: la legge e la propria coscienza. Io personalmente le ho rispettate entrambe. Ci attaccano i poteri proprio perché non siamo schiavi dei poteri forti, non siamo il terminale di niente e di nessuno. Questo non piace a molti».

La Guidi in una delle intercettazioni dice «Maria Elena è d’accordo». A cosa si riferisce? Avete mai parlato, e quando, del contenuto specifico di quell’emendamento?

«Certo. Io con i colleghi parlo di tutti gli emendamenti. Faccio questo di mestiere: il ministro dei Rapporti col Parlamento».

Ma Guidi ha mai manifesto insistenza con lei sul tema di quell’emendamento?

«No. Del resto più volte direttamente il presidente del Consiglio aveva sottolineato pubblicamente l’importanza di Tempa Rossa. È tutto alla luce del sole, nessun blitz, nessun gioco segreto».

 

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CASO ETRURIA, BOSCHI: «FAVORI A MIO PADRE? NON C’ERO NELLE RIUNIONI DECISIVE»

Nell’intervista il ministro, chiamato a rispondere sulla presunta offensiva dei giudici, ha affermato: «Tra alcuni dei nostri c’è la tesi di un’azione giudiziaria legata al referendum sulle trivelle; ma io non ci voglio credere». Sulle dichiarazioni di Beppe Grillo, invece: «Ho apprezzato che a nome del Pd Bonifazi abbia chiesto i danni civili e penali a Beppe Grillo». Infine, sul caso Etruria e sui presunti favori al padre: «Non c’ero nelle riunioni decisive, il Tesoro fece il decreto». E ancora: «Complessivamente abbiamo in Banca Etruria poche migliaia di euro in tutto. E mio fratello ha ottenuto un mutuo con sua moglie».

(Foto di copertina: ANSA / GIORGIO BENVENUTI)