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Caso Guidi: M5S prepara mozione di sfiducia al governo. Boschi: «Quell’emendamento lo rifirmerei domattina»

Mozione di sfiducia a tutto il governo. Questa la mossa del Movimento 5 stelle dopo le dimissioni del ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, in seguito all’intercettazione con il compagno Gianluca Gemelli sul caso “Tempa Rossa”. L’annuncio è stato dato dal vicepresidente alla Camera Luigi Di Maio in un post sul blog di Beppe Grillo: «In discussione è tutto l’esecutivo perché è inadeguato e ha messo al comando persone al soldo delle lobbies. Chi ci vorrà venire dietro venga». Sulla vicenda e sull’emendamento alla Legge di Stabilità citato nelle intercettazioni si è difesa anche il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi: «Il ministro per i rapporti con il Parlamento, cioe’ io, da regolamento deve autorizzare tutti gli emendamenti del governo. Tampa Rossa è un progetto strategico per il paese che prevede molti occupati nel Mezzogiorno e lo rifirmerei domattina. Segnalo che il ministro per i rapporti con il Parlamento fa un lavoro che è di portare in aula i provvedimenti del governo, tutti».

Federica Guidi e le dimissioni “suggerite” da Matteo Renzi

SFIDUCIA GOVERNO: LE POSIZIONI DELLE OPPOSIZIONI. LITE M5S E SALVINI

Di Maio ha inoltre rivolto un invito alla minoranza Pd chiedendo di votare la mozione. Dal canto suo la minoranza dem chiede un chiarimento: «La direzione del partito di lunedì deve fare luce sulla zona grigia intorno alla vicenda del ministro Guidi», si è limitato a commentare il senatore Federico Fornaro.

Ma il pressing del M5S nei confronti del governo non si ferma qui: il movimento fondato da Grillo si è rivolto anche a Matteo Salvini. Il leader della Lega Nord si è detto pronto a votare la mozione di sfiducia al governo a patto che però venga scritta anche con Forza Italia e Fratelli d’Italia. «Non me la prendo con la Guidi o con la Boschi, il responsabile è Renzi – ha chiosato Salvini – dovrebbe mollare la poltrona lui». Davanti alla controproposta i 5 stelle hanno risposto con un secco no. A replicare stavolta è stato il deputato M5S Roberto Fico: «Matteo noi presenteremo la nostra mozione di sfiducia, se la Lega vuole, la vota, ma insieme non scriviamo niente. Al massimo ti fai un selfie». Battuta che ha inalberato non poco i capigruppo leghisti Gianmarco Centinaio e Massimiliano Fedriga.

opposizioni sfiducia guidi

Forza Italia, a differenza del Carroccio, si è dimostrata più morbida e pronta a sottoscrivere la mozione con le altre forze d’opposizione. In difesa del governo è intervenuta la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani: «Come ha scritto lo stesso ministro nella lettera inviata al Presidente del Consiglio, assolutamente c’erano le condizioni di opportunità politica perché questo avvenisse. Sottolineo che non ce l’ha chiesto nessuno, ma come abbiamo detto sin dall’inizio, se ci sono le condizioni perché si faccia un passo indietro, noi lo facciamo». L’unica voce fuori dal coro nel partito sembra, per ora, quella del governatore toscano Enrico Rossi. «Nominando Guidi – ha commentato – Renzi non ha innovato. Fin dall’inizio c’era un oggettivo conflitto di interessi che poi è esploso».

LE OPPOSIZIONI PREPARANO LA SFIDUCIA AL GOVERNO: SAVIANO ATTACCA BOSCHI

Sul caso Guidi resta ancora da chiarire la posizione del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, nominata da Guidi nell’intercettazione. Ad attaccarla è, nuovamente, lo scrittore Roberto Saviano. In un post su Facebook consiglia al ministro di chiarire in Parlamento:

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L’europarlamentare Pd Simona Bonafè è intervenuta a favore del ministro per le Riforme parlando di accanimento strumentale.

SFIDUCIA GOVERNO, RENZI “LA FIRMA DEL MINISTRO BOSCHI E’ ATTO DOVUTO”

La firma dell’emendamento da parte del ministro Boschi è un «atto dovuto» ha spiegato il presidente del Consiglio Matteo Renzi da Washington rispondendo ad una domanda sull’emendamento inserito nella legge di stabilità e oggetto dell’inchiesta che ha portato alle dimissioni del ministro Guidi. «Abbiamo sempre detto di fronte agli italiani che siamo un governo diverso dal passato. Con noi le cose cambiano: chi sbaglia è il primo che va a casa». E ancora: «Guidi non ha commesso nessun tipo di reato – ha detto Renzi – ha fatto una telefonata che lei per prima ha ritenuto inopportuna. Quando una telefonata inopportuna la fece il ministro Cancellieri con un altro governo, tutti noi chiedemmo le dimissioni, che non arrivarono. Guidi è stata la prima a dare le dimissioni, in Italia qualcosa è cambiato.Il progetto Tempa Rossa è un progetto sacrosanto, da portare avanti».

(in copertina foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)