Vincenzo Boccia presidente di Confindustria
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Vincenzo Boccia è il nuovo presidente di Confindustria

Vincenzo Boccia è stato designato presidente di Confindustria. Il 52enne imprenditore salernitano è stato scelto stamattina dal consiglio generale dell’associazione degli industriali, mentre per l’elezione definitiva si dovrà attendere il voto dell’assemblea privata, prevista per il prossimo 25 giugno.

VINCENZO BOCCIA PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA, LA VOTAZIONE

Su 198 aventi diritti al voto, e 192 votanti, Vincenzo Boccia è stato designato presidente di Confindustria con 100 voti. Il suo successo fa uscire di scena il rivale, l’industriale bolognese Alberto Vacchi, che ha ottenuto 91 dei 192 voti espressi dal consiglio generale di via dell’Astronomia. Nella votazione una sola scheda bianca. Boccia è alla guida (amministratore delegato) della Arti Grafiche Boccia di Salerno, che impega 160 persone ed ha un fatturato di oltre 40 milioni di euro e che ha ottenuto una crescita starordinaria negli ultimi 10 anni (+85% in termini di capitale umano e +200% in termini di giro di affari). «Le complessità che abbiamo di fronte non ci permettono il lusso di litigare all’interno: questa Confindustria riuscirà a costruire un percorso di evoluzione, continuità e di cambiamento», ha affermato il presidente designato al termine del Consiglio generale degli industriali.

VINCENZO BOCCIA PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA, LA CARRIERA

Vincenzo Boccia, che è anche presidente onorario di Assafrica & Mediterraneo, proviene da una lunga carriera tra le associazioni di imprenditori. Attualmente ricopre in Confindustria il ruolo di presidente del Comitato tecnico Credito e Finanza. Vive a Pontecagnano in provincia di Salerno, a poca distanza dallo stabilimento di famiglia Arti Grafiche Boccia, fondato dal padre Orazio. L’azienda fattura oggi oltre 40 milioni di euro di cui un terzo realizzato all’estero, con uffici a Parigi, Beirut, Norimberga e Aarhus. Il nome della Arti Grafiche Boccia è legato alla stampa delle più esclusive riviste di design del Nord Europa, come i cataloghi Ikea. Ma anche alla realizzazione di marchi storici, come le etichette della Ferrarelle e le figurine Panini. Il nuovo presidente designato di Confindustria è sposato, ha due figlie, ed è un amante della musica classica. In azienda ha il ruolo di amministratore delegato ed ha saputo dare continuità imprenditoriale all’attività del padre. L’azienda è partita oltre 50 anni fa come una piccola impresa della provincia del Mezzogiorno, ora si pone come realtà industriale fortemente managerializzata ed internazionalizzata.

VINCENZO BOCCIA PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA, LA SPACCATURA

I primi auguri a Vincenzo Boccia dopo la designazione a presidente di Confindustria sono arrivati proprio dallo sconfitto Alberto Vacchi, che uscendo dal consiglio generale degli industriali ha affermato: «Faccio i miei migliori auguri a Vincenzo Boccia, quello che non deve esistere ora è una spaccatura» all’interno di Confindustria. «Il minimo scarto con Boccia – ha aggiunto l’imprenditore bolognese – è a testimonianza di una Confindustria che ha due posizioni diverse. Ora la priorità è identificare una squadra molto forte, perché le sfide del prossimo futuro non saranno banali». L’ex presidente Luca Cordero di Montezemolo ha invece espresso rammarico per le divisioni tra gli industriali. «Si è persa un’occasione unica, una straordinaria opportunità di vero cambiamento», ha detto. «Mi dispiace – ha aggiunto – che il presidente uscente si trovi a lasciare una Confindustria così spaccata perché quattro voti potevano cambiare l’esito, per me è un profondo rammarico». «Sono molto contenta che abbia vinto Boccia, è una persona di esperienza che saprà creare la giusta discontinuità, ha un programma molto forte», è stato invece il messaggio di un altro ex presidente di Confindustria, il presidente di Eni Emma Marcegaglia. «Anche se c’è stato uno scarto di pochi voti – ha affermato – sono convinta che Confindustria si ricompatterà anche questa volta: mentre si votava c’era un clima tranquillo e la storia di Confindustria ci ha insegnato che si ritorna sempre all’unità».

VINCENZO BOCCIA PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA, IL PROGRAMMA

Il programma che Vincenzo Boccia ha presentato nella sua corsa alla presidenza di Confindustria ha come titolo ‘Confindustria per l’Italia’ e sottolinea la necessità di «ribadire con forza la centralità dell’industria come principale antidoto alla stagnazione e alla bassa crescita». La parola d’ordine è l’ossessione per la crescita del Paese e delle imprese. Occorre, si legge, tirare «fuori dalle secche» il nostro Paese, «investendo, innovando e rimettendo il sistema industriale al centro dello sviluppo dell’Italia». I tre pilastri fondamentali del sistema, secondo il programma di Boccia, sono: identità, rappresentanza e servizi. Il ruolo dell’impresa e di Confindustria per l’imprenditore salernitano «diventa focale in questa situazione fragile ma positiva». Dovrà essere, si legge ancora nel programma, «di progetto, proposta e denuncia, inclusiva e non elitaria, capace di fare sintesi tra le esigenze dell’industria e quella del Paese». «Una Casa Comune per una stagione di leadership collettiva e non individuale con l’obbiettivo di pensare e sostenere l’Agenda della competitività per l’Italia e per l’Europa». «Non userò mai, riferendomi a noi, – sostiene Boccia – il termine discontinuità, lo ritengo irrispettoso per chi ci ha preceduto, io, come tanti di voi, per quel senso di appartenenza alla nostra comunità, non rinfaccerò sconfitte e né mi esalterò dalle vittorie».

(Foto di copertina: ANSA / GIUSEPPE LAMI)