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Laura e Paola: Bocelli, Noemi e Raul Bova per il debutto di Pausini e Cortellesi su Rai1

Laura e Paola, lo show con Laura Pausini e Paola Cortellesi, andrà in onda su Rai1, in prima serata da venerdì 1 aprile.  Le due conduttrici tra canzoni e sketch comici saranno aiutate nel loro debutto da Andrea Bocelli, Noemi, Raoul Bova, Marco Mengoni e Fabio De Luigi. Saranno tre serate, tre venerdì, per riscoprire la tv di qualità, annunciano in Rai.

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LAURA E PAOLA: «TORNARE ALLA TRADIZIONE, MA NON FAREMO MILLELUCI»

– «Oggi la cosa più nuova che possiamo fare in tv è forse ritornare a fare qualcosa di ipertradizionale, un varietà classico, come quelli che solo in Italia abbiamo saputo realizzare. Se riuscissimo a farlo, allora avremmo raggiunto il nostro obiettivo», spiegano le due conduttrici. Uno show però, spiegano Cortellesi e Pausini, che non può ispirarsi a ‘Milleluci’ di Raffaella Carrà perché, ha spiegato la cantante Pausini con una battuta: «Io non sono Mina e Paola ( Cortellesi, ndr) non sa fare la spaccata come Raffaella Carrà».

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LAURA E PAOLA TORNA IL VARIETÀ

«Ci buttiamo in una nuova avventura – ha spiegato Laura Pausini – è il mio primo varietà tradizionale. Sono una persona che guarda la televisione e sono lusingata del fatto che sia stata questa rete a chiamarmi. Ho accettato perché con me c’è Paola. Vogliamo proporre un varietà classico. Per me è una avventura nuova che forse mi insegnerà qualcosa di entusiasmante: voglio godermela tutta». Durante la conferenza stampa a Viale Mazzini è intervenuta anche Paola Cortellesi. «Devo ringraziare chi ha partecipato ai nostri spot ironici – ha sottolineato l ‘attrice romana – la Rai e chi ci produce e sostiene. È tanto che non faccio un programma in Rai. L’ ultima cosa che ho fatto in tv era a Mediaset nel 2012 a fianco di Claudio Bisio. Ma il varietà è il mio genere preferito. Il nostro è un programma che vuole ripercorrere il genere del varietà classico che oggi non è in auge perché ci sono format più gettonati. Speriamo di proporre qualcosa di giusto. Forse non nuovo ma tradizionale. Credo che la cosa più moderna da fare è tornare alla tradizione».