comunarie roma
|

Tre ex attivisti M5S citano Beppe Grillo in tribunale per le Comunarie 5 stelle di Roma

Tre attivisti del Movimento 5 Stelle, già esclusi dalle comunarie del Movimento 5 stelle a Roma ed espulsi dal Movimento, hanno citato in Tribunale Beppe Grillo in quanto rappresentante del Movimento chiedendo la riammissione e l’annullamento  delle Comunarie di Roma.

LEGGI ANCHE:

Elezioni Roma 2016: Comunarie M5S i candidati tra ex consiglieri, società civile e il negazionista dell’Olocausto

COMUNARIE ROMA: EX ATTIVISTI CITANO GRILLO

In tribunale – come sottolinea Adnkronos – è arrivato in queste ore l’atto di citazione. Gli ex 5 Stelle esclusi dalle consultazioni per il Campidoglio in vista delle Elezioni di Roma 2016 sono Paolo Palleschi, Roberto Motta e Antonio Caracciolo, il ricercatore della Sapienza escluso dalla corsa per le sue idee sul negazionismo. «Abbiamo appena iscritto la pratica in Tribunale – ha annunciato Palleschi all’agenzia – l’atto di citazione, circa 30 pagine, è rivolto all’associazione M5S, nella persona di Beppe Grillo, e chiede l’annullamento dell’espulsione, il nostro reintegro, nonché di invalidare le ‘comunarie'” che hanno visto trionfare Virginia Raggi». Legalmente segue la faccenda il collega civilista Lorenzo Borrè, Palleschi, avvocato penale, ha ricordato che dal punto di vista civilistico ci vorranno circa 15-20 per la decisione cautelare. Una decisione che potrebbe «congelare le comunarie e la corsa di Raggi. Non sarà una pronuncia di merito, ma il magistrato, in base alla lettura delle carte, dirà se c’è fumus, ovvero se ritiene ci siano elementi di sostegno alle regioni dei ricorrenti».

COMUNARIE ROMA: RISCHIO M5S A NAPOLI

Roma potrebbe non esser la sola. «Sono in procinto di rivolgersi al Tribunale anche altri, il fondamento giuridico è lo stesso per le altre ‘comunarie’, a partire da Napoli», ha spiegato Palleschi. «Noi facciamo da apripista – sottolinea l’avvocato romano – ma verosimilmente si prospetta una pioggia di ricorsi contro il M5S e Grillo. Ci hanno contattato da tutta Italia, anche Napoli ci seguirà a brevissimo. Ma il nostro atto è il primo ed è fondamentale, perché quel che deciderà il giudice, come si dice in gergo, farà giurisprudenza».

(ANSA/GIORGIO ONORATI)