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Le “gazebarie” per Guido Bertolaso fra polemiche e flop

Numeri e dati delle “gazebarie 2016” di Forza Italia, che hanno portato con affluenza bulgara al plebiscito per Guido Bertolaso candidato alle Elezioni 2016 nella capitale, sarebbero strutturalmente “dopati”: un’accusa che non arriva dalle opposizioni ma che viene ammessa, a mezza bocca, dalla stessa organizzazione delle consultazioni del centrodestra romano. “Non potevamo certo controllare tutti”, dicono dal partito: quel che conta secondo gli organizzatori è comunque l’affluenza che sarebbe “sostanziosa” e importante.

ELEZIONI ROMA 2016, LE GAZEBARIE PER BERTOLASO FRA POLEMICHE E FLOP

Il Messaggero nella Cronaca di Roma riporta le polemiche del dopo-voto in città.

«Mica potevamo controllare tutto e tutti», dice Davide Bordoni, coordinatore romano di Forza Italia, concentrato più sui numeri, a suo dire «straordinari» dell’affluenza delle gazebarie, che sulle polemiche che arrivano soprattutto dalla Lega. «Anche ai seggi delle elezioni vere in passato è capitato che ci siano state irregolarità – dice Bordoni – figuriamoci in questo tipo di consultazioni più informali. Parliamoci chiaro: è ovvio che se qualcuno ha voluto farsi il tour dei seggi, tanto per fare polemica, ci è riuscito. Ma alla fine contano i risultati, con decine di migliaia di votanti e anche un bel test dal punto di vista organizzativo, perché non era facile preparare 63 banchetti in una settimana». Ma, tra i calcoli più vari sulle possibili “frequenze di passaggio” ai banchetti necessarie per arrivare a questi numeri – il senatore Andrea Augello calcola che ci sarebbe voluto, ieri, «un votante ogni 20 secondi in tutti i gazebo» – anche Guido Bertolaso sceglie la prudenza: «Se pure contiamo due-tremila doppi voti, ne restano comunque più di 40mila.

 

C’è chi si è fatto qualche calcolo e , davvero, i voti proclamati dall’organizzazione delle consultazioni per l’ex direttore della protezione civile non tornerebbero, se non altro a livello, come dire, matematico.

Dice che alle #gazebarie per Bertolaso hanno votato in 48000 (Quarantottomila).Considerando che i seggi sono stati…

Pubblicato da Francesco Fumarola su Lunedì 14 marzo 2016

Dalle opposizioni – che poi sarebbero i partiti “fratelli” di centrodestra, le altre ali della coalizione – arrivano più che altro scetticismo e critiche.

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«Ho passato la mattina – racconta – a vedere chi andava a votare al gazebo allestito in piazza Euclide, dietro casa. C’erano solo le solite vecchie facce e un po’ di truppe cammellate. La verità è che Bertolaso non ha convinto i romani». Anche Luciano Ciocchetti, coordinatore del Lazio dei Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto, è scettico: «Se i dati dichiarati da Bertolaso fossero veri, vorrebbe dire che c’è stato un voto al minuto. Credo che qualcuno voglia proprio prendere per i fondelli i romani ». Per Fabio Sabbatani Schiuma (Noi con Salvini), «c’è massimo rispetto per chi va a votare, sia chiaro: mabisogna vedere quanti di questi voti siano veri ma soprattutto calmare le acque, altrimenti rischiamo seriamente di presentarci divisi alle elezioni».

 

Le cronache delle irregolarità e dei voti fasulli in giro per la città intanto si sprecano.

A piazza Celio Rufo Sabino, zona Tuscolano, uno scatolone di schede delle gazebarie è stato ritrovato, poche ore dopo la chiusura del seggio, accanto a un cassonetto dell’Ama. A scoprirlo sono stati i cittadini del comitato di quartiere Morena, che hanno trovato in cima una pila di fogli in cui, peraltro, il nome di Bertolaso era sto bocciato con un secco «No». Già sabato si erano registrate le prime irregolarità. Al banchetto dell’Eur, in viale Europa, qualcuno ha tentato di portarsi via decine di schede ancora da compilare. «Le scrutatrici però sono riuscite a bloccarlo», assicura il responsabile del seggio. Al Torrino invece hanno beccato un gruppo di militanti a votare in più di un gazebo, e anche alla Garbatella, si sono registrati movimenti anomali