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Elezioni Roma 2016 | Giorgia Meloni pronta a candidarsi?

Non sono bastate le “gazebarie” del centrodestra in cui Guido Bertolaso avrebbe vinto le consultazioni con oltre il 90% dei consensi: Giorgia Meloni «mette a disposizione la sua candidatura come atto di amore e responsabilità». Oggi si dovrebbe tenere il tavolo politico delle forze del centrodestra che camminano verso le Elezioni 2016: Forza Italia e Silvio Berlusconi, la Lega Nord e Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia sono ancora nel pieno dell’impasse. Nella Capitale come nelle altre città.

ELEZIONI ROMA 2016 | GIORGIA MELONI PRONTA A CANDIDARSI?

Il Messaggero racconta come è andato il post-consultazioni del centrodestra a Roma.

A stretto giro però è intervenuta la Meloni che ha chiesto «un incontro risolutivo a Berlusconi e Salvini nella giornata di domani. Metto a disposizione anche la mia candidatura come gesto di amore e responsabilità» specificando però che «Bertolaso può essere un buon candidato e un buon sindaco se riesce a unire le forze di centrodestra. Se riesce a farlo e a vincere le perplessità che ancora diverse persone hanno, Fdi sarà con lui come lealmente ha fatto dall’inizio». Poi ha attaccato, «abbiamo contribuito al risultato dei gazebo invitando i romani a votare con spirito unitario. Anche il nostro impegno è stato sfruttato per delegittimare me e il movimento che rappresento». L’assist della Meloni è stato subito raccolto da Salvini dicendo che «una persona che pensa che gli zingari vadano aiutati e che invece di sgomberare i campi rom vuole risolvere il problema togliendo i cassonetti dalle strade, non può essere sostenuto dalla Lega e da Noi con Salvini. Se invece Giorgia Meloni decidesse di candidarsi noi la sosterremo»

 

La questione fondamentale è quello degli equilibri di coalizione, delle forze politiche e della composizione dell’intero quadro nazionale. L’intenzione di Giorgia Meloni è quella di proporre il suo nome senza puntare, almeno in principio, a dividere la coalizione: sempre che gli alleati siano disposti ad arrivare a più miti consigli.

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Bertolaso nella veste di city manager, risolutore dei problemi della città. Un ticket che vedrebbe lei in prima linea a spendersi per la Capitale e a venire incontro ai desiderata della Lega. La Meloni ha messo a disposizione della coalizione il suo nome ma di fronte al muro azzurro non è detto che forzi la mano e si presenti lo stesso. Il tentativo portato avanti è «un gesto di riconciliazione» di chi intende preservare il bene dell’unità. «Qui non è in gioco – questo il ragionamento – il futuro politico della Meloni o di altri ma quello di Roma e soprattutto del centrodestra». Dunque, nonostante la nota di ieri, non c’è alcun automatismo qualora Berlusconi non dovesse mollare Bertolaso. Certo, la tentazione di tirare la lista c’èma nulla è stato deciso. In realtà, per il Cavaliere «la partita è già chiusa, non c’è più spazio per ulteriori trattative, si va con Bertolaso», ha ribadito ai suoi. Molti big azzurri sono spaventati, «cosi’ – ripetono dopo le gazebarie il cui dato reale sarebbe al massimo di 30mila presenze – perdiamo di sicuro le elezioni »

In ballo, sullo sfondo, c’è la leadership del centrodestra anche a livello nazionale, le partite nelle altre città, la sfida di Silvio Berlusconi a Matteo Salvini: il Cavaliere avrebbe intenzione di far presente al segretario della Lega che più di tanto spazio non è autorizzato a prendersi. Chiaramente, da via Bellerio, le opinioni sono ben diverse.

La situazione, quindi, resta bloccata. Con la prospettiva che FI, Lega e Fdi si presentino divisi non solo per la corsa al Campidoglio ma anche nelle altre città dove si vota (a Torino l’azzurro Osvaldo Napoli ha accettato di candidarsi). E con uno scenario che prefigura la rottura dell’alleanza. Una ipotesi che non viene affatto scartata dal giovane Matteo. Soprattutto da quando, riferisce un deputato vicino al leader del Carroccio, Berlusconi ha modificato l’intesa raggiunta che prevedeva primarie tra Bertolaso, Pivetti e Storace. Da quando ha voluto scendere in campo in prima persona. L’ex premier ha scommesso tutto sull’ex capo della Protezione civile, trasformando la campagna elettorale in un referendum su se stesso. «Se pensa di essere ancora il leader si sbaglia, non può credere che io sia come Bossi», ha reagito Salvini. «Basta con Berlusconi – ha spiegato ai suoi – voglio gente nuova». E non e’ un caso che ha aperto un dialogo con Fitto. «E’ coerente, in Europa sta con i conservatori e ha chiuso la porta sia aBerlusconi che a Renzi». Se non si sbroglia la matassa nella Capitale i rapporti tra i tre leader precipiteranno anche a livello personale. Ormai il Cavaliere è intenzionato a recuperare i consensi proprio ai danni del partito di via Bellerio. Utilizzando anche le sue televisioni per frenarne l’impeto. «Se Salvini e’ diventato un personaggio pubblico lo deve a me, non lo dimentichi», ha ragionato con i fedelissimi.