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“Ti sverginerò anche se hai 12 anni”

Una ragazza denuncia gli abusi subiti per anni ad opera del patrigno, un imprenditore trevigiano di 45 anni

“Se parli vedrò di farti di peggio”. Si rivolgeva così un imprenditore trevigiano alla figliastra 12enne che costringeva a subire violenza sessuale. A raccontarlo è la sfortunata vittima degli abusi, avvenuti a Venezia tra il 2008 e il 2010.

“MI DICEVA: TI FACCIO DI PEGGIO” – “Mi costringeva a soddisfarlo”, ha raccontato la ragazzina al giudice. Ne parla Il Gazzettino in un articolo a firma di Roberto Ortolan:

«Se parli, racconti a tua madre o a qualcuno dei nostri rapporti sessuali vedrò di farti di peggio. Vedrò di sverginarti anche se hai solo 12 anni»: una minaccia agghiacciante che un patrigno, 45 anni, di Treviso avrebbe rivolto alla figliastra per costringerla a non parlare. Un’accusa infamante che fa parte delle contestazioni che la Procura di Venezia gli ha mosso insieme a quella di violenza sessuale su una minorenne, con l’aggravante del vincolo di “parentela” e del fatto che la vittima, all’epoca dei presunti abusi, aveva meno di 14 anni. Ieri il patrigno orco, un imprenditore edile della Marca (nel 2000 era stata archiviata un’indagine che lo vedeva indagato per favoreggiamento della prostituzione) che nel 2007 si trasferì a Favaro Veneto e poi a Venezia, è sfilato davanti al giudice De Fazio per un incidente probatorio in indagini voluto dal pm veneziano Giovanni Zorzi che gli ha contestato l’accusa di aver avuto rapporti sessuali con la figlia di primo letto della compagna, 40 anni. Un faccia a faccia agghiacciante nel quale la ragazzina, oggi nemmeno 16enne, ha confermato le accuse mosse al patrigno.

“MI COSTRINGEVA A TOCCARLO” – Gli abusi sarebbero avvenuti in assenza della madre. La ragazzina sarebbe stata costretta anche al sesso orale. Continua Ortolan:

Dal 2008 al 2010 il “patrigno orco” – secondo la ricostruzione degli inquirenti – l’imprenditore edile, almeno cinque volte, avrebbe obbligato la figliastra a soddisfarlo sessualmente, approfittando dell’assenza della madre, partita per far visita ai parenti in Serbia (in un caso per partecipare ad un matrimonio). Il 45enne, che è assistito dagli avvocati Renato Alberini e Andrea Zambon, sarebbe così entrato nella camera da letto della figliastra e l’avrebbe obbligata a compiere atti sessuali. «Mi costringeva a toccarlo – ha spiegato ieri la 15enne nel corso dell’incidente probatorio che è iniziato nel primo pomeriggio ed è terminato poco prima delle 20 – e a soddisfarlo. In alcuni casi ho dovuto fare sesso orale con lui». Nel corso del faccia a faccia avrebbe dovuto essere sentita anche lamadre della ragazzina, ma il giudice De Fazio non ha accolto la richiesta che era stata avanzata dal pm Zorzi.