Caro Direttore,
io le voglio bene. Ma, glielo dico nel modo più gentile che mi suggerisce l’affetto e intima la prudenza nei confronti di una sua cattiva reazione, dovrebbe cercare di finirsela. Si, il senso della vita, ed occhei, di qualcosa dovremo pur morire. Ma giunti a questo punto. E mancano ancora tutto Agosto e Settembre. Oramai non ne possiamo più. E’ un conto alla rovescia per la liberazione più che per disperazione (mai come quello del padre, s’intende). Ma anche lei. Sbaglia, perde colpi su colpi. Mi fa gli editoriali bis, in fotocopia, quello del lunedì eguale a quello dell’altro giovedì. Non serve più a niente, mi creda, lasci perdere. Glielo dico senza perdere più tempo. Ogni tentativo è vano.
Gentile Ferrara, neanche l’acqua da schizzarle in faccia potrà mai farcene uscire (puliti) da tutta ‘sta vicenda di Eluana.























pensavo ce l’avessi con me, all’inizio!
ahahahahahahaha anch’io.
Ho pensato:finalmente! uno che dice le cose come stanno, che gliene canta quattro a quel direttore/dittatore, che la spiattella tutta la verità..e invece…Grande Ricchiuti
quanto deve esserti costato! Bravo ricchiù!
Quanto ci vorrà prima di leggere su queste pagine un Final Ricchiuti di elogi a Travaglio? Ormai ci si aspetta di tutto.
tzé.
Siete molto giovani. Non sapete da quanto tempo quell’uomo mi fa compagnia. Dai processi a Verdiglione su Rai 3, quando l’uomo del giorno era uno psichiatra mezzo pazzo e molto carismatico ed il nostro iniziava spratichendosi come pm.
Poi la Radio Londra craxista, il tututtù serale invece delle veline, noiosetta come una velina anzichè no ma breve. Poi l’Istruttoria, il trionfo di spazzatura e carne e scandalo e Jannuzzi e lo schiaffo a Sgarbi in diretta passata la mezzanotte, unico sveglio in casa e nessuno cui raccontarlo. Siamo due che sono cresciuti e ingrassati insieme. Abbiam fatto scelte esistenziali persino simili, sposati con donne più grandi e abituati a maneggiare dialetticamente fior di delinquenti (lui ovviamente più esagerato di me in tutto).
Siam due della Prima Repubblica dentro, dei disadattati e forse per questo disperatamente semi-(il semi ci vuol sempre) liberi nei tempi moderni. Due che il passaggio l’han subìto per molti versi cercando di accomodarlo (chi di voi ricordi il “Di Pietro culturalmente craxiano”, mentre un Forlani liquidava tout court il nuovismo che l’avrebbe seppellito come farina del diabbolo, sa di cosa parlo). Fondamentalmente incapacitati a capire ancora a tutt’oggi come sia stato possibile liquidare in cinque minuti un sistema qurantennale ed a vincere fondando ex novo un partito in tre mesi le elezioni in Italia. Gente come noi abituata a pesare gli oscillamenti in centesimi di percentuale anche delle più infime correntine e conventicole nell’eterno presente uguale del Dc prima, Pci secondo, i laici dietro.
Siamo due avanzi del totalitarismo, gente bisognosa di idee forti che riempiano quel vuoto di sacralità conferito alla politica ed all’esistenza tutta dall’immobilità di abitudini e percorsi.
Quando ho letto l’ennesimo editoriale in copia, i premesso che..comunque sia, signora mia ha ragione ma, i lode a Peppino che non sa quel che fa ma lode anche se sapesse..i però e i permesso, ho capito che era giunto il momento di una pausa.
Il nostro è stato ed è un grosso e grasso matrimonio, con o senza greco.
E come in ogni matrimonio, arriva il momento per il coniuge di farsi posto sul divano.
Aspetto che la pianti coi birignao da acqua-fan e mi riconquisti a nuove battaglie per la sopravvivenza intellettuale.
Grazie.
Nb
Si, era voluto che il nome di Ferrara comparisse solo l’ultimo rigo. Di questi pezzi sono più il coreografo che il vergatore, più il Panseca che l’io narrante.
E per questa del Panseca, chiedete a Dario Ferri.
già, bei tempi quelli del muro di polistirolo a simboleggiare l’inesorabile declino del comunismo (”A pansé, l’inesorabbile declino der tu’ cervello, semmai!”)
http://www.attimo-fuggente.com.....=72008.htm
se la finissero di speculare su certe tragedie umane.
poco rispettosi davvero.
Ma che vuo’ aspetta’! Chillo, Ferrara, e io so cchù vecchie ‘e te’, o ‘conosco bbene assai. Era nu sfaccimm’ puro quann’ stava a ‘a figgiccì