Economia

Tremonti e la crisi: nella PA fuori i precari e stop ai pagamenti!

4 marzo 2009

Il ministro Tremonti ha spesso risposto alle critiche di chi gli contesta di fare troppo poco per la crisi dicendo che il bilancio dello Stato non gli permette di fare molto. Ma se stiamo meglio degli altri paesi, perché il governo non sblocca il credit crunch della PA e licenzia i suoi dipendenti?

Il governo italiano si vanta di essere il primo ad avere capito l’arrivo della crisi, il primo ad averla contrastata. E rassicura comunque gli italiani dicendo che il nostro paese è messo meglio degli altri e dopo la crisi sarà più forte e più bello che pria. Contemporaneamente, però, di fronte a proposte che da più parti arrivano sull’eccessiva timidezza degli interventi varati – in confronto a quelli degli altri paesi – si affretta a spiegare che in bilancio non ci sono risorse per fare altro. A parte il fatto che – come stiamo ripetendo fino alla noia su [[Giornalettismo]]  e come dicono autorevoli istituti, come l’Ocsequalcosa contro la crisi si potrebbe fare comunque, il governo nazionale vara alcuni provvedimenti che vanno esattamente nella direzione opposta degli annunci che vengono fatti. A partire da quello che è sotto il diretto controllo del governo: la Pubblica Amministrazione. Ecco due esempi, sul versante dell’occupazione e su quello della restrizione del credito alle imprese.

I PRECARI NELLA PA - Dopo anni continui di crescita dell’occupazione, la crisi ha cominciato a far sentire i suoi effetti negativi già dall’ultimo trimestre del 2008. Secondo gli ultimi dati dell’Istat nel 2008 si assiste per la prima volta ad una riduzione delle unità di lavoro totali (-0,1%) dopo anni di incrementi. Il calo riguarda tutti i settori, tranne quello dei servizi, in cui sono compresi anche i dipendenti della PA. Nel 2009, secondo Confindustria, si potrebbero perdere circa 600 mila posti di lavoro solo nel settore privato in Italia. In questa situazione, ecco che il parlamento sta discutendo un disegno di Legge delega, collegato alla finanziaria, con il quale, all’art.7, si  rivede la disciplina sul ricorso al lavoro flessibile all’interno degli enti pubblici, abrogando le precedenti norme previste dal governo prodi per le procedure di stabilizzazione nella Pubblica amministrazione. E per fare più in fretta, sembra che nel prossimo consiglio dei ministri dovrebbe essere addirittura presentato un decreto legge.

IL PARADOSSO DEI LICENZIAMENTI NELLA PA – In pratica, tutte le Pa dovranno concludere le procedure per le conversioni e le assunzioni dei precari entro il 30 giugno 2009: dopodiché, chi è fuori è fuori, e chi è dentro è dentro. E’ prevista solo la possibilità nel triennio 2009-2011 di fare ulteriori procedure concorsuali che riguarderanno comunque non più del 40% di quelli che verranno “esclusi”. Secondo i calcoli della Cgil sono circa 400 mila a rischiare il posto:  112 mila occupati a tempo determinato, 25 mila lavoratori socialmente utili, 130 mila docenti e 75 mila non docenti nella scuola. Anche prendendo stime molto più restrittive, che prevedono un accelerazione delle procedure di stabilizzazione – possibili, appunto, solo fino a giugno –  si arriva a oltre 200 mila precari che, salvo un nuovo intervento normativo, non vedranno rinnovato il loro contratto. Insomma, sostiene Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, “nel bel mezzo della più grave recessione degli ultimi decenni, il nostro sarebbe l´unico governo a licenziare in piena crisi“. Un primato di cui andare davvero fieri.

11 commenti a Tremonti e la crisi: nella PA fuori i precari e stop ai pagamenti!

  1. e perché dovremmo risparmiarcele? Non stiamo messi meglio degli altri, scusa?

  2. ugo

    Vaffanculo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. gloriademo

    mi piace quando sei così diretto caro Ugo. Credo che Trem apprezzerà tanta sincerità

  4. ” anche se non si vuole neppure provare a trovare le risorse (che fra grandi sprechi e allocazioni inefficienti, caro ministro Tremonti, ci sono, eccome se ci sono!)”…”almeno non si porti aventi una incredibile politica di riduzione dell’occupazione”…”forse le dichiarazioni rassicuranti sul fatto che siamo messi meglio degli altri potremmo risparmiarcele.”

    Carissimo!

    Capisco molto bene il tuo punto di vista; vorrei però ricordare che tra gli assurdi sprechi ci sono anche varie assunzioni, e che anche queste concorrono alla “necessità” di lasciar a casa i precari (se no che precari sarebbero?). Capisco anche l’umana pietas per i precari (io lo sono stato dal 1999 al 2005, so di che parlo), ma in tutto non sono l’1% della forza lavoro, e forse dovremmo focalizzarci di più su realtà più ampie, se capisci cosa intendo.

    E poi non stiamo assolutamente meglio degli altri (ma lo sai da solo): i conti pubblici fanno onco (vomito), e i distretti chiudono (vedi cassaintegrazione); se “stare meglio” significa non aver crisi bancarie come USA e UK, allora di questa crisi non hanno capito veramente nulla, altro che “i primi a dirlo”!!!

    Un sorriso di stima

  5. @ugo:
    ops…

    @Gloriademo:
    Credo che tremonti tra un po’ mi spiuma vivo…^_^

    @Leo:
    Anche io capisco bene il tuo punto di vista. Penso però che le assunzioni di precari non sempre sono sprechi. MI spiego: un conto è dire che nella PA gli organici sono maldistribuiti (tra i territori, tra i livelli di governo, tra le funzioni svolte) un conto è dire che sono troppi…In termini di media non siamo lontanissimi da paesi simili al nostro. Siamo lontani in termini di produttività della PA, ma su questo spesso dai precari e co.co.co è venuto semmai un contributo “positivo” (per età, mentalità, ecc..)

    Gli sprechi di cui parlo sono la tendenza in PA di appoggiarsi alla spesa incrementale (nessuno – anzi, mi correggo: pochi ^_^) fa budget di spesa basati su ciò che serve e non sulla spesa incrementale, non ci sono i “costi standard” (e forse non li vedremo mai, sigh!) ecc…

    Sul fatto che dovremmo focalizzarci su realtà più ampie invece condivido: questo dell’ammaza precari nella PA è solo l’ennesimo esempio del dilettantismo di un governo che di fronte ad una crisi occupazionale sceglie di mandare via migliaia di persone (è incomprensibile Leo, non trovi?)

    Che non stiamo meglio degli altri io ne sono conscio. Mi chiedo: ne è conscio Tremonti? Se sì (e io penso di sì) ripetere continuamente che noi non abbiamo problemi non rassicura i mercati, ma rende solo ridicolo il nostro ministro.

    La stima è reciproca (sei un grande!), e il sorriso è con gioia

    Carlo

  6. Carissimo Carlo

    solo per chiarirci, non dicevo che lo spreco sono i precari, lo spreco sono (anche) altri assunti da altre parti, organici eccessivi di alcuni uffici, o uffici inutili, o dipendenti che non fanno il proprio lavoro… A TEMPO INDETERMINATO. I precari, come tu dici, spesso sono stati la risorsa chiave per risollevare la qualità del servizio (come una mia amica in un tribunale… in tre mesi è sparito l’arretrato di anni!).
    Appunto, poi si rischia la cosa (convengo) ridicola dei licenziamenti in fase di crisi da parte dello Stato. Che poi è sempre conseguenza del lassismo in fase positiva.

    Un sorriso a 3 mesi + TFR

  7. Come spesso ci capita, siamo d’accordo ;-)

    SE si cominciassero a licenziare i fannulloni nella PA (non sono moltissimi, ma non sono neppure pochissimi) ci sarebbe un risparmio per lo stato e un aumento di produttività. Che spesso sono proprio i “precari” ad incrementare

    Oltre ai salari e stipendi (ma sono certo che sei assolutamente d’accordo), penso anche ai cosiddetti “acquisti di beni e servizi”, dove ci sono pozzi senza fondo (e forse anche qualcos’altro, qua e là).

    Anche qui, però: La commissione tecnica sulla spesa pubblica aveva iniziato a fare un buon lavoro ma – appena si è insediato Tremonti – è stata sciolta.

    Misteri italiani.

    Un sorriso permanente. ;-)

  8. Sbronzo di Riace

    perchè tremonti è un cazzaro di primo pelo

    lui dice che era contro alla globalizzazione ancora prima che inventassero la parola globalizzazione

    quindi già questo basterebbe per definirlo un cazzaro con la erre moscia

  9. Che poi sarebbe: CazzaVo, giusto? ;-)

  10. Cavissimo

    direi che mi hai letto nel pensiero :-)

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