“Mi aspettavo l’inferno. E avevo paura”
22/02/2012 - Le parole di Remi Ochlick, reporter 28enne morto in Siria con la collega americana Marie Colvin Remi Ochlik, 28 anni, è stato ucciso a Homs, assieme all’esperta reporter di guerra Marie Colvin. Il Guardian parla di quello considerato uno dei
Le parole di Remi Ochlick, reporter 28enne morto in Siria con la collega americana Marie Colvin
Remi Ochlik, 28 anni, è stato ucciso a Homs, assieme all’esperta reporter di guerra Marie Colvin. Il Guardian parla di quello considerato uno dei più grandi talenti della sua generazione, una promessa del fotogiornalismo d’oltralpe.
L’ASCESA DI UNA PROMESSA – L’ultimo riconoscimento ottenuto da Ochlik è stato un premio consegnato dalla World Press Photo per le immagini scattate durante la rivolta libica. Remi nacque a Lorraine, nell’est della Francia, e ha sempre desiderato di diventare un fotografo. Già a 20 anni si fece conoscere per essere andato ad Haiti, quando ancora studiava fotografia a Parigi, a documentare le rivolte seguite alla caduta del presidente Jean-Bertrand Aristide. Vinse un premio prestigioso dedicato ai giovani reporter e successivamente decise di fondare una sua agenzia fotografica, la Ip3 Press, che copre le notizie provenienti dalla Francia e dal mondo.
IL FOTOGIORNALISMO NON E’ MORTO – Nel 2008 si dedicò alla guerra nella Repubblica Democratica del Congo e ritornò ad Haiti nel 2010 per documentare un’epidemia di colera. Nel 2011 andò in Tunisia, in Egitto e in Libia per immortalare con la sua macchina fotografica le più belle immagini della primavera araba. I suoi scatti venivano acquistati da Paris Match, Le Monde, Time magazine e il Wall Street Journal. Lo scorso dicembre vinse un premio a Lilla per il lavoro compiuto durante la primavera araba. Jean-François Leroy, capo di “Visa pour l’Image”, un importante festival del fotogiornalismo francese, ebbe a esporre i primi lavori di Remi fatti ad Haiti nel 2004: “Qualcuno portò alla mia attenzione questi scatti della rivolta a seguito della caduta di Aristide. Erano belli. Forti. Meravigliosi. Non conoscevo la persona che li avesse fatti. L’ho fatto chiamare. Si è presentato. Si chiamava Remi Ochilk, aveva 20 anni e lavorava da solo, come un adulto. Signori, il fotogiornalismo non è morto”.
NON ERA UNA TESTA CALDA – Ochlik, parlando del suo lavoro da fotoreporter di guerra, una volta disse: “mi aspettavo di vedere cose orribili. Si, avevo un gran timore”. Alfred de Montesquiou, giornalista di Paris Match, ritornato da pochi giorni dalla Siria, ha detto che Ochlik gli ha scritto recentemente un’email dicendo: “Sono appena arrivato a Homs. E’ notte. La situazione sembra tesa e disperata ed è destinata a peggiorare. Me lo confermano i ribelli. Ti terrò aggiornato”. Montesquiou ha anche confermato che Remi non era una testa calda e che soppesava ogni singola decisione: “Era un uomo caldo, freddo, riflessivo”. Il candidato socialista alle presidenziali, François Hollande, ha fatto emettere un comunicato nel quale “condanna la morte dei giornalisti” e le violenze in Siria, aggiungendo: “E’ una tragedia che mi tocca da vicino.Remi Ochlik era qui con noi fino a pochi giorni fa, avrebbe dovuto seguire la mia campagna elettorale”.













ma noo, non esiste guerra in siria, tutte montature mediatiche che vogliono servire come pretesto per un intervento armato, anche se la stessa unione araba chiede un intervento, e solo cina o russia difendono ora assad, è comunque una montatura
nello stesso modo sono montature mediatiche:
- la guerra di libia (non è mai avvenuta)
- le vittime civili in iraq e afganistan (non ce ne sono mai state)
- il primo uomo sulla luna (impossibile scientificamente)
- la bomba su hiroshima (impossibile costruirne una nel 45 se c’è gente oggi che non ci riesce con i computer
- l’attacco su pearl harbour (non è mai avvenuto, inventato dai media per avere un pretesto assieme alle isole hawaii, non sono mai esistite neppure quelle)
che dici el hazzarita, ho riassunto abbastanza bene il delirante commento che stai per postare?
nel nome di bossi potente e generoso con gli immigrati come te
siamo al perculamento preventivo, quindi. Ci stiamo evolvendo, cazzo.
dici? per dare retta a quel troglodita di el hazzarita probabilmente mi sto involvendo, ma sai:
1) ho tempo libero (grazie governo monti)
2) è troppo divertente
NO..NON E’ MAI ACCADUTO NIENTE!!!!
A MOLTI FA’ COMODO..COSI’!!!!!
UN CIAOOOO …A TE..!!!!!!!!
ciao anche a te ^_^
La frase “Era un uomo caldo, freddo, riflessivo” non dovrebbe essere “estremamente calmo, quasi freddo, molto riflessivo”?
Comunque “uomo calmo”, non “caldo”…