Family Day
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Il Family Day vuole farsi partito, Adinolfi si sogna sindaco: liste cattoliche in 300 comuni

Il popolo del Familiy Day ha voglia di trasformarsi da movimento di piazza a movimento elettorale e lavora per presentare 300 liste cattoliche alle Amministrative della prossima primavera. Ad annunciarlo ieri, dalle pagine web della sua testata La Croce, è stato Mario Adinolfi, uno dei leader della protesta degli ultimi mesi contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili. Il giornalista ha spiegato di voler affontare la sfida «né con questa destra né con questa sinistra» e al grido di «proviamo a fermare un Paese avviato verso il baratro». Sarà probabilmente lui il candidato a sindaco di Roma del nuovo movimento.

 

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FAMILY DAY, MARIO ADINOLFI VERSO LA CANDIDATURA A SINDACO A ROMA

All’avventura parteciperà anche Gianfranco Amato, presidente degli ‘Avvocati per la vita’, e si cerca il sostegno del portavoce del comitato ‘Difendiamo i nostri figli’ Massimo Gandolfini. Ne parla Amedeo La Mattina sulla Stampa:

Non temono di essere velleitari, considerano Alfano e tutti coloro che hanno votato la legge sulle unioni civili (senza la stepchild adoption) dei «traditori». Sono convinti di rappresentare il Popolo della Famiglia e lo hanno messo nel simbolo con il quale si presenteranno alle elezioni. Anche a Roma. Il candidato sindaco nella capitale sarà proprio lui, il massiccio Adinolfi che spera di avere accanto Massimo Gandolfini, portavoce del comitato «Difendiamo i nostri figli» e uno dei principali organizzatori del Family Day. Il 30 gennaio al Circo Massimo urlarono dal palco che erano in due milioni, in un sito che non contiene più di 500 mila persone (oltretutto quel giorno almeno un terzo risultava inagibile per lavori in corso). La manifestazione contro le unioni civili fu comunque un successo indiscusso, che frenò Renzi e il Pd sulle unioni civili (oltre alla mancanza dei numeri al Senato). Ora, sulla cresta di quell’onda, la parte più intransigente degli organizzatori si fa partito e parte lancia in resta contro il resto del mondo politico impuro.

(Foto da archivio Ansa. Credit: Giuseppe Ciccia / Pacific Press via ZUMA Wire)