11 Settembre Reloaded

22/02/2012 - Terrorismo, complotti e reazioni E’ passato un po’ di tempo dalla prima mail di Daniela Parrella, all’epoca studentessa presso l’Università degli Studi di Milano, che mi chiedeva materiale e delucidazioni sui fatti dell’11 settembre 2001 e sulla famigerata organizzazione terroristica

     
 

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Terrorismo, complotti e reazioni

E’ passato un po’ di tempo dalla prima mail di Daniela Parrella, all’epoca studentessa presso l’Università degli Studi di Milano, che mi chiedeva materiale e delucidazioni sui fatti dell’11 settembre 2001 e sulla famigerata organizzazione terroristica Al Qaeda, capeggiata dal defunto e mai compianto Osama Bin Laden.

TESI - L’approccio di Daniela fu prudente, perché ben conosceva la mia posizione sull’argomento e la mia intransigenza nei confronti del complottismo undicisettembrino e della miriade di corbellerie diffuse per ogni dove sotto la definizione di “verità alternative” e al motto “fai domande e pretendi risposte”. Daniela stava preparando una tesi di laurea in Storia, che abbracciava le questioni del terrorismo internazionale e degli attentati dell’11 settembre, in un periodo nel quale la confusione sul Web e sui media tradizionali era massima. Le notizie venivano letteralmente lanciate in un’arena dove due schiere di contendenti – da un lato i complottisti che sostenevano le cosiddette verità alternative, dall’altro i debunker che ne contestavano tutte le affermazioni – si azzuffavano senza esclusione di colpi. La gente di buon senso è abituata a pensare che in queste situazioni la verità stia nel mezzo, come dicevano i latini, per cui è ben comprensibile l’atteggiamento disorientato e diffidente nei confronti di chi è invece schierato senza se e senza ma a favore di una sola “versione dei fatti”.

DUBBI - Naturalmente avevo ottimi motivi per non riconoscere alcuna dignità alle teorie complottiste: i fatti parlavano chiaro e non c’era il minimo spazio per qualsiasi verità alternativa. Del resto, esiste una regola di rigidità matematica su qualsiasi vicenda umana e storica, ed è che la Verità (con la V maiuscola) è una e una sola, e la prospettazione di più verità ha un senso finchè la Verità non sia stata definitivamente accertata al di là di ogni dubbio. E quest’ultimo era appunto il caso degli attentati dell’11 settembre 2001, nei quali la sequenza degli eventi (dirottamento di quattro aerei di linea da parte di 19 kamikaze di Al Qaeda, schianto di tre aerei contro le Torri Gemelle e contro il Pentagono con il quarto aereo precipitato per effetto della rivolta dei passeggeri, impossibilità della difesa aerea di evitare la tragedia, collassi strutturali dei grattacieli del World Trade Center per effetto dei danni provocati dagli impatti e dagli incendi) era fuori da qualsiasi dubbio e discussione. Purtroppo la circostanza che la documentazione degli eventi fosse disponibile solo in lingua inglese e non immediatamente reperibile per chi non sapesse cosa e dove cercare, unita al fatto che i mass media (e in particolare quelli italiani) contribuivano non poco ad aumentare la confusione concedendo ampi spazi alle teorie alternative e ai vari film realizzati dai complottisti per propagandarle (e fare quattrini), non rendeva particolarmente agevole il compito di chi volesse vederci chiaro.

PARRELLA - Ai prudenti dubbi di Daniela, che già aveva preso coscienza delle principali teorie complottiste e i dei numerosissimi siti Web italiani e americani che le proponevano, risposi nello stesso modo in cui avevo risposto ad altre simili richieste: mostrando dove reperire gli atti, i documenti, il materiale – compreso quello tecnico – che appartiene a quei tragici eventi e ne costituisce la testimonianza. Tutta roba che non troverete mai sui siti complottisti, che hanno tutto l’interesse a nascondere la Verità, e a illustrarvi una verità di propria invenzione che definiscono verità ufficiale, a proporvi la propria verità alternativa. Daniela Parrella ha fatto tesoro di quanto ha appreso analizzando fonti e documenti, perché oltre ad essersi brillantemente laureata, ha pubblicato un libro interessante, 11 Settembre Reloaded (Biblios Edizioni, 2011) che rappresenta il risultato finale di quel lavoro di analisi e di ricerca e amplia e approfondisce i temi trattati nella tesi. Nell’accingermi a sfogliarlo. non avendo avuto più notizie né di lei né della sua tesi, mi chiedevo se l’autrice avesse conservato quella vena possibilista nei confronti di alcune teorie complottiste che sembrava trasparire nei primi scambi di mail. La risposta è arrivata leggendo i capitoli, uno dopo l’altro. Il primo traccia l’evoluzione del terrorismo e la nascita di Al-Qaeda, il secondo si concentra sulla tragedia dell’11settembre, il terzo parla del complottismo e l’ultimo analizza la “global war” internazionale contro il terrorismo. Ebbene, il volume non abbocca alla leggenda metropolitana di Al Qaeda e Bin Laden creati dalla CIA, ricostruisce correttamente gli eventi dell’11 settembre e stronca le ipotesi dei complottisti meglio di quanto facciano alcuni debunker. Nell’ultimo capitolo è offerta una visione molto critica dell’efficacia della guerra contro il terrorismo (iniziata da Bush e portata avanti da Obama) e dei metodi utilizzati dagli Stati Uniti nell’affrontare la minaccia. Il pregio di questo volume è che la materia è stata trattata dal punto di vista di una persona che non appartiene né alla schiera dei complottisti né a quella dei debunker. Il testo non è stato influenzato da pregiudizi filoamericani o antiamericani, ma riflette il risultato di un lavoro di ricerca obiettivo, affrontato per capire i fatti e per valutarli con la propria testa. Il libro si fa leggere speditamente grazie alla scorrevolezza dell’esposizione e all’attualità dei temi trattati, ed è un buon punto di partenza per chi voglia avere un quadro chiaro e sintetico dell’11 settembre, dell’evoluzione della minaccia terroristica prima e dopo quell’evento, del fenomeno del complottismo che ruota attorno a tutta la vicenda. Soprattutto, il libro dimostra che quando una persona capace si approccia alla questione con l’intento sincero di valutare i fatti e di trarne le corrette conclusioni, le teorie complottiste si sciolgono come neve al sole.

     
 

12 Commenti

  1. gianluca scrive:

    contesto l’affermazione che la verità è solo una. ad esempio nel caso della palestina da che parte è la verità? è sicuramente nel mezzo, perchè tutte e due le posizioni hanno un fondo di verità. quanto all’11 settembre, non contesto nè che sia avvenuto, nè che sia avvenuto in quel modo. ma nessuno mi ha ancora spiegato perchè è avvenuto! ricordo che bush era stato da poco eletto, basando la propria campagna elettorale sull’isolazionismo. diceva che gli usa non avrebbero più fatto il gendarme del mondo, con viva preoccupazione dell’europa e di israele. questa affermazione avrebbe dovuto rendere contentissimi gli arabi, perchè gli usa in pratica affermavano il loro disinteresse per il medio oriente. come mai invece hanno colpito proprio in quel momento?

  2. Stefano scrive:

    Caro John B.,
    non credo ai miei occhi, neanche quel fallito di Paolo Attivissimo avrebbe potuto scrivere un pezzo così parziale ed scorretto, senza l’ombra minima di un dato confutato, e gonfio di idiozie come: 1) “i mass media (e in particolare quelli italiani) contribuivano non poco ad aumentare la confusione concedendo ampi spazi alle teorie alternative ” Ma quando mai? I media italiani si sono rivelati sempre tra i più servili di fronte alle teorie ufficiali, basti vedere quanto spazio di replica ha lasciato Alessio Vinci ai sostenitori delle teorie alternative a Matrix, ogni qual volta li ha invitati alla sua trasmissione.
    2)”… ha un senso finchè la Verità non sia stata definitivamente accertata al di là di ogni dubbio. E quest’ultimo era appunto il caso degli attentati dell’11 settembre 2001…” Questa affermazione ti qualifica immediatamente come debunker della peggiore specie, malgrado sia il tuo tentativo malriuscito durante tutto il pezzo di non schierarti nettamente dalla parte di questi ultimi.
    Caro John B., la verità sull’undici settembre é ben lontana dall’essere definitivamente accertata, il “9/11 Truth movement” è occupato da anni ad evidenziare tutti i buchi delle versioni ufficiali, numerosi scienziati (cito solo il più famoso: David Ray Griffin) hanno pubblicato saggi e studi in merito a tutte le domande che sono state tralasciate dalla commissione incaricata di portare luce sugli eventi di quel giorno.
    Le opinioni sono legittime e sacrosante ma farle passare per verità insindacabile, soprattutto quando ci sono ancora infinite discussioni e punti interrogativi aperti, beh,è segno di una delle doti più facilmente riscontrabili tra i giornalisti italiani: l’ignoranza.

  3. John scrive:

    @Gianluca. Confondi i concetti di “verità” e di “ragione”. La verità sono i fatti, ed è una sola. L’interpretazione dei fatti e le ragioni di è interessato a quei fatti o da quei fatti, sono altra cosa. Chiedi: “Come mai gli arabi hanno colpito in quel momento”? Dovresti chiederlo a loro. E comunque gli “arabi” non sono Osama Bin Laden nè Al Qaeda.
    @Stefano. I sostenitori di “verità alternative” sono e resteranno sostenitori di verità alternative, a beneficio di chi si riconosce nelle loro teorie e di chi le sfrutta a fini commerciali. La storia dell’11 settembre 2001, che ti piaccia o no, è stata scritta ed è già sui libri di storia, relegando il “9/11 Truth Movement” all’ambito che gli spetta: quello dei contafrottole.

    • gianluca scrive:

      ma nell’esame dei fatti è fondamentale anche individuarne il perchè, non solo il come o il quando o il chi. tra l’altro ho usato “arabi” genericamente, scrivendo in fretta, intendendo i paesi aderenti alla lega araba. e comunque la maggior parte degli attentatori era saudita. comunque potrebbero esserci molte spiegazioni, dalle più banali – obama (o chi per lui) non ha capito cosa diceva bush e ha pensato volesse fare l’esatto contrario; gli usa sono comunque il male ed è sempre bene colpirli anche se si fanno i fatti loro; bush ha continuato a persguire una politica diversa da quella che sosteneva di seguire, ecc.ecc. – ma anche spiegazioni che darebbero voce alle teorie complottiste – israele che vuol tirare dentro gli usa; gli usa che hanno bisogno di un’altra pearl harbour… insomma il perchè mi sembra scarsamente studiato e sottovalutato ed invece, secondo me, è fondamentale per capire anche le “ragioni” (e quindi la “verità”)

      • gianluca scrive:

        lapsus: non “obama” ma “osama”

      • Daniela scrive:

        Oltre ad individuare i protagonisti, è certamente fondamentale analizzare i motivi che portano all’11 settembre, le cause e i fattori scatenanti. E’ questo infatti che lo storico ha l’ambizione di fare per tutti gli episodi più o meno rilevanti della storia, anche perché ciò di cui dispone con maggior certezza, per le sue analisi, sono i fatti passati, accaduti…. non si può credere di interpretare un evento, soprattutto questo dell’11 settembre così prossimo all’oggi, cercando di individuare una sola causa, la vincente, il perchè dei perchè per spiegarsi il senso di un fatto che è frutto di una pluralità di cause tutte, ognuna con la propria valenza.

        • gianluca scrive:

          è esattamente quel che penso. è necessario analizzare motivazioni e cause e non ricordo articoli, interviste o altro che ci abbiano neanche lontanamente provato. addirittura nessuno si ricorda di bush e del suo isolazionismo. nè l’11 settembre spiega l’attacco all’iraq. uno studio che non analizzi le cause è condannato a vedere solo una parte dell’argomento trattato e quindi ad affermare una delle tante verità possibili

  4. el azzaharita scrive:

    dresda mi sembra rasata al suolo per regimi militari……..le 2 bombe atomiche per ragioni militari, lusitania affondato per il troppo peso, liberty per sbaglio……………..è tutto scritto sui libri di storia. Si, si

  5. Daniela scrive:

    Oltre ad individuare i protagonisti, è certamente fondamentale analizzare i motivi che portano all’11 settembre, le cause e i fattori scatenanti. E’ questo infatti che lo storico ha l’ambizione di fare per tutti gli episodi più o meno rilevanti della storia, anche perché ciò di cui dispone con maggior certezza, per le sue analisi, sono i fatti passati, accaduti…. non si può credere di interpretare un evento, soprattutto questo dell’11 settembre così prossimo all’oggi, cercando di individuare una sola causa, la vincente, il perchè dei perchè per spiegarsi il senso di un fatto che è frutto di una pluralità di cause tutte, ognuna con la propria valenza

  6. Daniela scrive:

    Siamo d’accordo!Se uno studio è ben fatto tende ad analizzare le diverse cause, partendo però dalla consapevolezza che tutte concorrono alla spiegazione di un evento e non vi potrà essere un’argomentazione univoca e assoluta. Per l’11 settembre, una delle cause sta nella cultura jihadista, nel culto del martirio, nelle deviazioni dei vari tipi di fondamentalismi….ma anche nell’evoluzione pratica e teorica del terrorismo internazionale e altro ancora. Io ho tentato esattamente di muovermi in questa direzione nel libro, leggilo magari potrai trovare qualcuno dei perchè che cerchi! compreso il fatto che dietro l’attacco all’Iraq erano celati diversi interessi.

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