Le telecamere filmano lo scandalo Foxconn

22/02/2012 - Un reportage promosso da Apple, che ha invitato il giornalista di ABC negli stabilimenti cinesi al centro di recenti polemicheSi chiama “A Trip to The iFactory” il reportage realizzato da Bill Weir, che conduce il popolare programma Nightline di ABC.

     
 

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Un reportage promosso da Apple, che ha invitato il giornalista di ABC negli stabilimenti cinesi al centro di recenti polemicheSi chiama “A Trip to The iFactory” il reportage realizzato da Bill Weir, che conduce il popolare programma Nightline di ABC.

OPERAZIONE TRASPARENZA - La decisione è stata presa dopo l’ormai nota esplosione di suicidi negli stabilimenti Foxconn e le polemiche che sono seguite relativamente alle condizioni di lavoro imposte ai lavoratori cinesi che lavorano per i grandi marchi dell’elettronica, Apple su tutte, che da questi prodotti trae profitti enormi.

VISITA GUIDATA – Accompagnato dai dirigenti Foxconn Weir ha visitato solo una parte dell’enorme stabilimento di Shenzen, anche se è stato libero di andare dove voleva e d’intervistare chi voleva, in uno sforzo non comune di trasparenza da parte di due aziende che della segretezza hanno fatto una filosofia aziendale. Weir non ha documentato situazioni a prima vista scandalose, ma nel suo resoconto emerge chiaramente che le linee di produzione Foxconn e le condizioni di vita dei suoi lavoratori sono quanto di meglio ci sia per produrre alienazione e squilibri psicologici negli addetti.

ALIENAZIONE – Il lavoro consiste per lo più nel passare dalle dieci alle quindici ore al giorno alla catena (di produzione),con i corpi   completamente ricoperti da camici, maschere e berretti per non inquinare i prodotti con la propria persona, sorvegliati alle spalle da controllori, ripetendo all’infinito lo stesso gesto comandato, piazzare un minuscolo pezzetto nell’iPad in costruzione e ascoltare la voce femminile sintetizzata che ti dice OKAY mentre tutt’intorno accade lo stesso agli altri.

IN SILENZIO – Senza dire una parola, senza scambiare una chiacchiera con chi lavora spalla a spalla con te, accompagnati solo dalla voce del fembot che risponde OKAY alle azioni degli operai. Poi c’è il tempo libero, molto poco e di pessima qualità. Mangiare a una mensa con migliaia di posti dove non si conosce nessuno e infine riposare su letti a castello in stanze di 4 per 4 metri nelle quali si dorme anche in dodici, bagni ovviamente in comune.

LA PAGA – Il tutto per meno di trecento dollari al mese, che nemmeno in Cina sono uno stipendio decente, ma  la fame di lavoro che c’è in Cina assicura un serbatoio inesauribile di aspiranti a quelle paghe. Lo sforzo di Apple probabilmente non servirà a molto. Se quella illuminata dalle telecamere di ABC è il meglio che Foxconn e Apple riescono a mostrare, è abbastanza chiaro che la strada per migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti Foxconn ci sarà molto da fare e da lottare.

     
 

10 Commenti

  1. Luca scrive:

    e pensare che ci sono babbei che fanno la fila per comprare questi aggeggi da 700 euro!!! e poi dicono che c’e’ la crisi!!! quando costeranno si e no 50 dollari per fabbricarli! Ma si sa: sei un figo se hai un prodotto mac!!! poveri iBabbei!!

  2. ATAC scrive:

    di posti di lavoro schifosi ne è pieno il mondo. Io stesso ne vivo uno all’ATAC dove non sei nessuno, sei considerato niente e chi si lamenta viene severamente punito.

  3. Michele scrive:

    Il problema ovviamente non è solo la Apple ma qualsiasi altra azienda che lavora in questo ramo ha il suo piccolo esercito di operai cinesi per la produzione di componentistica. E tutti sono tratti allo stesso modo.. La semplice conseguenza del voler cambiare un cellulare l’anno.

  4. cristian scrive:

    La domanda è perché paghiamo un prodotto 10 volte di più del suo costo finale?

    • aldolo scrive:

      tutti devono mangiare, mica solo gli operai che assemblano. c’e’ chi progetta, chi trasporta, chi distribuisce…

      • sergio scrive:

        secondo te come fa la apple a diventare una delle aziende più ricche al mondo?

      • emilio scrive:

        certo, ma sorprende la sproporzione che spesso si vede nella parte del guadagnio riservata a chi produce.

        • claudio scrive:

          come fa’ una fabbrica in fallimento, in 10 anni ad essere una delle piu ricche del pianeta ? lo fa’ cosi :

          Apple quando produceva in USA , prima dell’invenzione di quella schifezza di Ipod era sull’orlo del fallimento .Grazie alla schiavizzazione degli operai cinesi, che producono un pessimo apparecchio (se non fosse marchiato con la mela marcia morsicata , quanti comprerebbero l’Ipad o L’Iphone, dato che anche il piu nuovo ha caratteristiche obsolete) dal costo si e no di 20 euro (lavoro nel campo dell’elettronica, so’ quello che dico, anche se non progetto apple ….. per fortuna, perche mi vergognerei) lo vendono a 500-700 euro , soldi che finiscono interamente nelle tasche di Mr. Apple, non a foxconn o agli operai o ai venditori o ai grossisti o ai progettisti o ai trasportatori.

  5. Alessandro scrive:

    Sappiate chi compra roba Apple è solo qualcuno che di computer non ci ha mai capito niente!
    Cè un mio amico che ha comprato un mac e non sa che CPU monta! E io che del mio PC assemblato stesso da me so anche il nunero di serie della produzione della mia Atlhon!

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