L’Ici alla Chiesa può attendere
22/02/2012 - Monti vuole chiudere la querelle con Bruxelles. La rimodulazione ancora in discussione Ne ha parlato ieri Gianfranco Polillo a Ballarò, precisando che l’intenzione del governo è far pagare l’Imu sulle porzioni di edifici che non sono adibiti a luoghi di
Monti vuole chiudere la querelle con Bruxelles. La rimodulazione ancora in discussione
Ne ha parlato ieri Gianfranco Polillo a Ballarò, precisando che l’intenzione del governo è far pagare l’Imu sulle porzioni di edifici che non sono adibiti a luoghi di culto e solidarietà. Ma Mario Monti ha comunque dichiarato che “è necessaria una riflessione sull’Ici e la Chiesa”, anche se ha aggiunto che l’intervento è in dirittura d’arrivo. Il Fatto Quotidiano racconta cosa sta succedendo sul tema, in attesa del decreto di venerdì:
Nella bozza che circola in queste ore, c’è soltanto un accenno molto laterale alla questione. Alla voce “Estensione potere di accesso nei confronti soggetti Terzo settore”. In pratica si modifica una legge del 1972 che permette agli ispettori del Fisco di fare controlli “nei locali destinati all’esercizio di attività commerciali, agricole, artistiche o p ro fe s s i o n a l i ”. All’elenco il decreto di Monti aggiungerà “quel – li utilizzati dagli enti non comm e rc i a l i ”, come la Chiesa cattolica. E su questo non ci sono obiezioni da parte della Cei, l’as – sociazione dei vescovi. Il presidente, Angelo Bagnasco, già in dicembre diceva: “Se vi sono casi concreti in cui un tributo dovuto non è stato pagato, è giusto che l’abuso sia accertato e abbia fi n e ”. E infatti ecco i controlli rafforzati. Per il resto pare si dovrà attendere. Un sottosegretario spiega che “il decreto legge non è lo strumento giusto, perché sulla vicenda Ici non ci sono i requisiti costituzionali di necessità e urgenza”.
La motivazione vera pare sia un’altra:
Monti vuole essere sicuro che la modifica della disciplina garantisca la chiusura della procedura di infrazione aperta dall’Unione europea (perché lo sconto sull’Ici per gli hotel o negozi vaticani è considerato un aiuto di Stato). “È totalmente comprensibile e oggettivamente utile che il pubblico e la stampa siano impazienti ma c’è tempo per fare le cose”. E ieri sera il sottosegretario Polillo a Ballarò ha spiegato: per l’esenzione dal pagamento dell’Imu varrà l’attività prevalente: “Se un circolo di tennis con molti campi ha un piccolo bar, l’attività prevalente è quella sportiva e quindi il bar non pagherà l’I mu ”.
C’è tempo anche per l’a c c o rd o con la Svizzera per la tassazione in loco dei patrimoni esportati illegalmente, frutto di evasione fiscale:
Monti ha cambiato idea diverse volte, ieri è tornato a una linea più prudente che un po’ ha stupito visto che pochi giorni fa era stato proprio il governo elvetico a ipotizzare un’intesa con Roma. “Quello che può sembrare un attacco alla grande evasione può essere un condono”, ha detto. Perché gli evasori con i depositi svizzeri potrebbero essere graziati grazie al fatto che le tasse le raccoglie Berna. Le casualità della cronaca vogliono che proprio ieri uno spallone italiano sia stato fermato alla frontiera con un milione nascosto nel cruscotto dell’auto. Appena in tempo, perché nel decreto le multe per chi esporta capitale illegalmente salgono fino a una sanzione pari al 40% dell’importo nascosto al Fisco. Ci sono anche altre novità sulla lotta all’evasione. La più importante è il ritorno del registro clienti-fornitori. Vincenzo Visco lo aveva introdotto ai tempi del governo Prodi, poi Tremonti l’ha subito abolito. Spiega Visco: “Funziona come le ritenute alla fonte, quando il datore manda al fisco l’elenco dei compensi che ha versato è come se compilasse un elenco dei fornitori di lavoro.












