La Grecia fra elezioni e petrolio

20/02/2012 - La campagna elettorale in partenza. E il problema Zee Antonis Samaras, il leader del partito greco Nea Dimocratia (centro destra), sembra aver scelto Cipro, dove e’ arrivato in visita ieri, per lanciare la sua campagna elettorale per le consultazioni che

     
 

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La campagna elettorale in partenza. E il problema Zee

Antonis Samaras, il leader del partito greco Nea Dimocratia (centro destra), sembra aver scelto Cipro, dove e’ arrivato in visita ieri, per lanciare la sua campagna elettorale per le consultazioni che si dovrebbero tenere in Grecia ad aprile e che, in base agli ultimi sondaggi, potrebbe vincere. Ma, secondo vari osservatori, e’ partito con il piede sbagliato perche’ ha dichiarato che il governo greco, anche per far fronte al suo enorme debito, dovrebbe affrettarsi a delimitare una Zona Economica Esclusiva (Zee), come nel 2004 fece Cipro, per sfruttare eventuali giacimenti off-shore.

RICERCHE OFFSHORE - Certamente venire a Cipro e parlare di ricerche off-shore e Zee e’ come buttare benzina sul fuoco nei gia’ tesissimi rapporti fra Nicosia ed Ankara, con quest’ultima che proprio ieri ha quasi minacciato l’intervento armato contro l’unica piattaforma petrolifera, fra l’altro texana, che sta compiendo trivellazioni per conto di Cipro a Sud dell’isola. A fine dicembre le autorita’ di Nicosia hanno annunciato che un giacimento sottomarino scoperto due anni fa al largo dell’isola conterrebbe un’enorme quantita’ di gas naturale stimata fra i 140 e i 230 miliardi di metri cubi.

IL PROBLEMA ZEE – “Noi riteniamo che la Grecia dovrebbe intraprendere specifiche iniziative analoghe a quelle adottate dal defunto presidente cipriota Tassos Papadopoulos per vedersi riconoscere una Zee”, ha detto Samaras parlando con i giornalisti. Le dichiarazioni di Samaras sono quindi destinate a provocare altre dure reazioni di Ankara, stavolta contro Atene. Come se poi bastasse proclamare una Zona Economica Esclusiva per trovarci subito il petrolio o il gas. Il problema della Grecia, e qui tutti lo sanno, e’ che Atene per decenni e’ sempre stata riluttante a condurre ricerche di idrocarburi off-shore proprio per il timore di urtare la suscettibilita’ turca sulla spinosa questione delle acque territoriali che per Ankara non si limitano al solo Mare Egeo.

LA BUROCRAZIA - Poi c’e’ il problema degli estenuanti tempi della tetragona burocrazia ellenica che neanche la grave crisi economica che attanaglia il Paese riesce a scuotere. E tutti, Samaras compreso, sanno anche questo. Ormai da oltre un anno ad Atene si parla di “avviare al piu’ presto” ricerche petrolifere in tre aree – assolutamente in acque territoriali greche per evitare problemi con chicchessia – dove sono stati individuati importanti giacimenti di idrocarburi che, in base a stime ufficiali, potrebbero fornire per 15-20 anni greggio per un valore di 40 miliardi di euro dei quali tra i 10 e i 15 finirebbero delle casse dello Stato greco. Le procedure per indire una gara d’appalto internazionale per le ricerche petrolifere, secondo fonti del governo di Atene, sarebbero gia’ state avviate. Peccato che, nel frattempo, non sia stata ancora costituita l’agenzia statale che dovrebbe gestirne i diritti – alla quale pero’ e’ stato gia’ dato l’altisonante nome di Compagnia ellenica per gli idrocarburi – la cui istituzione era stata preannunciata nel maggio dell’anno scorso ma che e’ ancora tutta sulla carta. (ANSA).

     
 

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