C’è intrinseca incompatibilità tra fedeltà alla Chiesa cattolica e fedeltà ad uno Stato laico e democratico, c’è intrinseca incompatibilità tra religione e democrazia. Il concetto di “scandalo” fa la differenza tra i membri di un gregge e quelli di una società dove viga il pluralismo in libertà e responsabilità degli individui.
“Provvisoriamente”, la rubrica di Luigi Castaldi su Vaticano e dintorni
Corre voce che il cardinale [[Cormac Murphy-O'Connor]], capo della Chiesa
cattolica d’Inghilterra e del Galles, dovrebbe essere ammesso alla Camera dei Lord. Il problema è posto dal giuramento di fedeltà che egli dovrebbe prestare al capo dello Stato, che nel Regno Unito è anche capo della Chiesa anglicana, giacché Sua Eminenza ne già prestato uno analogo al Papa, impegnativo “usque ad sanguinis effusionem“. Il caso è singolare, ma solo fino a un certo punto: ogni cattolico, anche se non incardinato nella gerarchia ecclesiastica, deve una fedeltà al Papa che spesso entra in contraddizione con la fedeltà allo Stato, anche quando lo Stato non si assuma guida confessionale in competizione con quella del capo della Chiesa di Roma, anche quando lo Stato non si costituisca come realtà sensibile di istanza religiosa. Ogni battezzato è tenuto al rispetto del Codice di Diritto Canonico, perché “mediante il battesimo l’uomo è incorporato alla Chiesa di Cristo e in essa è costituito persona, con i doveri e i diritti che ai cristiani, tenuta presente la loro condizione, sono propri, in quanto sono nella comunione ecclesiastica” (Can. 96); e nel suo avantesto il Codice di Diritto Canonico si dichiara “estremamente necessario alla Chiesa”, affinché “le iniziative comuni, intraprese per una vita cristiana sempre più perfetta, attraverso le leggi canoniche vengano sostenute, rafforzate e promosse“. Ora, è evidente che uno Stato laico non possa avere tra i suoi fini “una vita cristiana sempre più perfetta” da parte dei suoi cittadini, che, se cattolici, “sono tenuti all’obbligo generale [...] di impegnarsi [...] perché l’annuncio della salvezza venga conosciuto e accolto da ogni uomo in ogni luogo; [...] sono tenuti anche al dovere specifico [...] di animare e perfezionare l’ordine delle realtà temporali con lo spirito evangelico” (Can. 225); è altresì possibile che “le iniziative comuni” di quella Chiesa che il Codice di Diritto Canonico definisce “compagine sociale e visibile” siano difformi da quelle che uno Stato laico decide per rendere possibile la convivenza tra cristiani e non cristiani, ma i primi “sono tenuti ad osservare con cristiana obbedienza ciò che i sacri Pastori, in quanto rappresentano Cristo, dichiarano come maestri della fede o dispongono come capi della Chiesa” (Can. 212); ed è qui che la fedeltà alla Chiesa di Roma si pone di fatto in contraddizione alla fedeltà che un cittadino dovrebbe allo Stato; è qui che la “potestà piena e suprema” (Can. 332) che il Papa esercita su quanti sono parte della Chiesa di Roma entra in conflitto con quella – mai piena e mai suprema – che uno Stato laico esercita sui cittadini; è qui che la fedeltà al Papa può implicare il tradimento dei doveri civici, primo tra tutti quello del rispetto di chi non abbia contratto alcun obbligo verso quanto detta il Codice di Diritto Canonico.
LO SCANDALO – “Animare e perfezionare l’ordine delle realtà temporali con lo spirito
evangelico” significa legiferare avendo cura che “l’annuncio della salvezza venga conosciuto e accolto da ogni uomo in ogni luogo“. Sappiamo bene in cosa si traduca questa cura quando il legislatore sia cattolico obbediente: leggi che vietano ciò che il Catechismo della Chiesa Cattolica considera peccato e scandalo insieme. C’è un elemento di notevole importanza dottrinaria che fa sentire la Chiesa nel diritto e nel dovere di interferire nell’autodeterminazione degli individui per ciò che attiene a scelte contrarie al magistero morale, anche quando queste scelte abbiano conseguenze che paiano unicamente limitate alla sfera personale, e anche quando questi individui non sarebbero tenuti all’obbedienza al magistero morale della Chiesa: lo scandalo. Lo scandalo è una mancanza di “rispetto all’anima altrui”; “è l’atteggiamento o il comportamento che induce altri a compiere il male”; “attenta alla virtù e alla rettitudine”; “può trascinare il proprio fratello alla morte spirituale” (Catechismo, 2284-2287). Il mio peccato, insomma, non ha il solo effetto di rendermi peccatore, ma di indurre in tentazione il mio prossimo: la Chiesa si sente nel diritto e nel dovere di criticarlo, perché attenta alla salvezza delle anime del suo gregge, e pensa di poter estendere questo diritto che si è preso dalla storia (anche col sangue) e questo dovere che millanta come missione per conto di Dio fino al punto – questo è quanto alcuni non cattolici sentono come ingerenza – di fare tutto il possibile perché la legge dichiari reato ciò che per la Chiesa è peccato. Posso peccare, è ovvio, ma il mio peccato non deve essere pubblico, non deve fare scandalo. Tanto meglio, dunque, se è la legge dello Stato a vietarmelo, o a scoraggiarmi dal praticarlo, o almeno a consigliarmi (con le buone o le cattive non fa differenza per la Chiesa) di tenerlo celato a tutti: il peggio del peggio, per la Chiesa, è quando la legge dello Stato mi consente di peccare e di esibire il mio peccato pubblicamente.


mois, je suis fedele all’infedeltà di pensiero
“Il mio peccato, insomma, non ha il solo effetto di rendermi peccatore, ma di indurre in tentazione il mio prossimo:”
Sacro santa verità, Malvino!
infatti per la Chiesa vale la regola: “sentirsi tutti responsabili di tutti”.
@gloria
si scrive “moi” non mois.
caro dott. Malvino
Lei anche stavolta ha visto giusto
la prossima non sarà una guerra tra nazioni, ma tra religione ed ateismo
e chi vincerà, non vincerà “facile”
sulle aste dei miei tank, sulle picche dei miei eserciti non sventola la bandiera della nazione italica, tanto meno quella dell’ Europa
le mie armi, i miei uomini, la mia asta di combattimento porta avvolta la bandiera della religione mondiale, della tradizione, della coscienza, dell’ umanitarismo in lotta con le aride teorie demoplutoliberistefariseiche
la mia asta sventola beffarda la bandiera del Papa Re
GOTT MIT UNS