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M5S, Grillo beffato dai fake su Fb: espulsi 30 ribelli, 6 si salvano perché senza nome

Non tutte le espulsioni dei ribelli dal Movimento 5 Stelle riescono alla perfezione. Lo dimostra il caso di Napoli, dove due giorni fa 30 dissidenti sospesi per la loro iscrizione ad un gruppo segreto su Facebook hanno ricevuto via mail (dall’indirizzo listeciviche@posta.beppegrillo.it) la conferma della loro cacciata dal partito: tra loro non ci sarebbero sei attivisti che sul social network avevano invece interagito attraverso un profilo fake, senza nome.

 

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M5S, GRILLO BEFFATO DAI FAKE SU FACEBOOK

Il caso è emerso circa due settimane fa, all’indomani della presentazione dei curriculum per la candidatura alla carica di sindaco o di consigliere comunale alle Elezioni Amministrative. Agli attivisti era stata inviata una comunicazione di «sospensione con effetto immediato» con chiaro riferimento alla partecipazione al gruppo ‘Napoli Libera’, «realizzato – si leggeva nella mail – allo scopo di manipolare il libero confronto per la formazione del metodo di scelta del candidato sindaco e della lista per le elezioni amministrative». Insomma, secondo l’accusa dei vertici M5S i militanti sospesi con il gruppo su Facebook avevano lavorato per sostenere una candidatura fuori dai canali ufficiali del Movimento. Ai sospesi erano poi stati concessi dieci giorni di tempo per difendersi. Scaduti i termini è poi arrivata l’espulsione. Ma non per tutti. Lo racconta oggi Davide Cerbone sul Mattino di Napoli:

Il sommo e implacabile Tribunale delle espulsioni, che tutto ordina e tutto gestisce tramite il web, ha fatto cilecca: ad alcuni iscritti di Napoli Libera, infatti, la scomunica a mezzo mail non è mai arrivata. Insomma, il blog è incappato in un bug. Ma se l’anatema grillino non li ha colpiti, spiegano, un motivo c’è. Ed è meramente tecnico:«Sul Meetup abbiamo dei nickname, probabilmente per questo non siamo stati raggiunti né dalla sospensione né dall’espulsione», ipotizzano. Nel dubbio, loro sollevano lo Staff di Grillo da ogni imbarazzo e, con spirito solidale, si autoescludono. «Nonostante fossi nel gruppo, non mi è arrivata la mail di sospensione e neanche quella di espulsione – dice Marco Forino -. Tuttavia, mi ritengo comunque fuori dal Movimento, sarò io stesso a formalizzarlo. Restare? Non ci penso proprio, e credo neanche gli altri. In ogni caso, ormai, dentro il Meetup siamo marchiati».

Tre dei 30 attivisti espulsi da Movimento 5 Stelle avevano manifestato la disponibilità a candidarsi a sindaco. Uno di loro, al Mattino, parla oggi del gruppo Fb ‘Napoli Libera’ come di una soluzione per evitare le decisioni calate dall’alto. Secondo molti dei militanti cacciati dal M5S l’ordine di sospensione sarebbe stata deciso per indirizzare la scelta del candidato a sindaco. Colpendo loro – è il ragionamento fatto in questi giorni – i vertici hanno frenato la corsa per la candidatura di Roberto Ionta, non gradito dal gruppo di attivisti vicini al membro del direttorio Roberto Fico, fondatore del Meetup napoletano, che nel frattempo sulla vicenda non ha proferito parola.

(Foto di copertina: ANSA / MATTEO BAZZI)