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Il paese dove le sigarette costano la metà

Il contrabbando: un fenomeno che torna ad acquistare forza e visibilità. Specialmente in SpagnaParte dalla Spagna l’allarme per la riscossa del contrabbando di sigarette, anche se il fenomeno è meno preoccupante di quanto non sembri dal tenore degli annunci.

L’ALLARME – Sequestrato un milione di pacchetti per un valore di milioni euro, sigarette che arrivano dalla Cina o da altri paesi asiatici che invadono i mercati, crollo delle entrate fiscali, problemi per la salute. Sembra proprio che il ritorno del contrabbando di sigarette abbia gettato nel panico l’Europa, invece ci troviamo di fronte a un fenomeno marginale, il cui aumento fisiologico in tempo di crisi ha scatenato l’isteria delle aziende che controllano il mercato e che già soffrono i morsi della crisi.

SPAGNA AVANTI A TUTTI – Tocca alla Spagna dirsi la più colpita dal fenomeno, che pure non risparmia altri paesi europei, su tutti quelli come Irlanda e Gran Bretagna che hanno accise spaventose, che portano il prezzo del pacchetto vicino ai 1o€. In Spagna i prezzi sono molto più popolari, con le marche più quotate che passano di poco i quattro euro, ma c’è un crescente numero di spagnoli che fuma e che quei quattro euro non se li può permettere: meglio spendere la metà, o un terzo, per quelle di contrabbando. Eppure questa non è l’unica causa del brusco calo del 17% tra i fumatori, in gran parte stimolato dall’introduzione del divieto di fumo nei luoghi chiusi, ma a sentire un portavoce dell’industria Marcelino Gamez dell’ONAE, si tratta di una “tempesta perfetta” che assomma gli effetti della crisi, il recente aumento di 50 centesimi a pacchetto e il divieto di fumo al chiuso. Una schiera di fumatori spagnoli impoveriti allineati a fumar fuori che sono facile preda dei venditori di contrabbando.

POCA ROBA – Il fenomeno è tuttavia marginale, si parla di un fatturato di qualche milione di euro a fronte di un mercato ufficiale che si misura in miliardi e il contrabbando non sembra poter assumere l’aspetto endemico che aveva in Spagna prima del 1993, anno nel quale il fenomeno venne definitivamente eradicato. Lo stesso si può dire del resto d’Europa, dove anche i traffici più ingenti restano comunque punture di spillo sui fatturati dell’industria, molto più colpiti dal generale calo dei consumi che dai traffici illegali.

L’ASIA FUMA ANCORA – La nuova frontiera per le aziende del tabacco è l’Asia, dove fumano parecchio e dove girano delle pericolosissime sigarette con più nicotina e più catrame, che allarmano le nostre autorità sanitarie pur essendo consumate in Cina e pur essendo identiche a quelle da poco eliminate d’autorità dal mercato europeo in favore di versioni più light.