Ici, arrivano 600 milioni dalla Chiesa?
17/02/2012 - Le stime dei Comuni sulla tassa sugli immobili Il computo totale dei maggiori introiti sarebbe di 600 milioni, secondo i Comuni. Altre stime parlano di un miliardo. L’Ici, anzi l’Imu alla chiesa potrebbe essere un bell’introito per gli enti locali
Le stime dei Comuni sulla tassa sugli immobili
Il computo totale dei maggiori introiti sarebbe di 600 milioni, secondo i Comuni. Altre stime parlano di un miliardo. L’Ici, anzi l’Imu alla chiesa potrebbe essere un bell’introito per gli enti locali in tempo di crisi. Valentina Conte su Repubblica ci spiega perché:
L’emendamento annunciato da Monti, che manterrà il bonus fiscale solo per gli edifici di culto, le mense per i poveri, le attività caritative e che, ovviamente, varrà per tutti gli immobili di enti non profit (partiti, sindacati, confessioni religiose, associazioni ambientaliste e di volontariato), sarà inserito nel decreto di Semplificazione fiscale che il governo si appresta a varare entro febbraio. Nel frattempo è guerra di cifre sugli introiti recuperabili dallo Stato. L’esenzione vale 100 milioni per la Conferenza episcopale italiana che riprende un’analoga valutazione fatta da Vieri Ceriani, sottosegretario all’Economia, ma riferita all’ammontare dell’elusione fiscale in capo alle diverse confessioni. Ben più alta, tra i 500 e i 600 milioni, la stima dell’Anci, l’associazione dei Comuni, che calcola in 171,5 miliardi il valore di tutti gli immobili italiani che, a vario titolo, non versano l’imposta.
La soglia di un miliardo, tuttavia, non è esclusa del tutto dall’Ifel, l’ufficio studi dei Comuni:
«Su questo tema sarebbe opportuno che il governo discutesse anche con noi», ripete il presidente Graziano Delrio. Mentre il portavoce della Cei, Domenico Pompili, va all’attacco: «Non è che fino ad oggi bastava la presenza di una cappella perché ci fosse un ampliamento dell’esenzione a tutto il resto. Al contrario. Se c’è una finalità non commerciale si è esentati, mentre il resto paga l’Ici come gli altri». Dal Vaticano nessun commento: «Si è parlato di tutto ma non di Ici», riferisce l’ambasciatore italiano presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco, al termine della cerimonia per i Patti Lateranensi. Il tema è scivoloso. Allo stato attuale, manca un censimento attendibile sul ricco patrimonio immobiliare ecclesiastico. I luoghi di culto sono accatastati come E7, ma nessuno è in grado di dire quali di questi edifici siano usati per il business o la fede.













Nel dubbio di quali sono edifici usati per business o fede, facciamoli pagare per tutti e basta!!!!! La chiesa dichiarera ovviamente il minor numero possibile di edifici!!!
L’unico modo per fare una cosa del genere sarebbe farla pagare anche alle associazioni di beneficenza non religiose, altrimenti si opporrebbe la incostituzionalità per disparità di trattamento.
Vedremo, cosa arriverà. Intanto seicento milioni mi sembrano molto pochi, anzi una miseria, penso che se si sono già messi d’accordo è perchè hanno trovato la soluzione meno onerosa per la chiesa, e un po’ di arretrati, almeno cinque anni non vogliamo farglieli pagare.
Le strutture commerciali della chiesa la concorrenza la fanno anche utilizzando personale sottopagato, o non pagato, come suorine importate dal Bangladesh che alla fame hanno scelto la schiavitù.
Cosa fanno, l’elemosina?
Mai qualcuno di serio che proponga l’abolizione del concordato e la chiusura delle “patte” lateranensi?
Sono membro dello Staff del Sen. Felice Belisario che proprio ieri sera nel suo blog ha espresso alcune considerazioni sul pagamento dell’ICI da parte della Chiesa. Le trovate qui
http://www.felicebelisario.it/2012/02/16/lici-per-la-chiesa-una-doverosa-svolta-di-equita/
penso che sia alquanto disonorevole, oltre che ridicolo, che l’Onorevole Belisario usi i soldi dei contribuenti per pagare gente che gli spamma sul web. A tutto dovrebbe esserci un limite, anche all’indecenza.
Lascio il commento, invece di cancellarlo, a memoria di un comportamento scorretto reiterato.
PER QUANTO RIGUARDA LA CHIESA ERA COSI ANCHE PRIMA AVEVANO SOLO LA SCAPPATOIA CHE SE ALL’INTERNO DI UNA ATTIVITA’ COMMERCIALE ESISTEVA UNA CAPPELLA NON PAGAVANO, MA POTEVANO CONTROLLARE I COMUNI QUESTO, ED EVENTUALMENTE IMPORSI E FARSI PAGARE LA TASSA, ORA QUESTO EMENDAMENTO ELIMINA LA SCAPPATOIA ? SE NON LA ELIMINA SIAMO AL PUNTO DI PARTENZA.
ANCHE I PARTITI E SINDACATI CHE HANNO MOLTI IMMOBILI DOVREBBERO PAGARE, NON SONO ENTI DI BENEFICENZA….