LO STATO DOV’E'? - Se in una città ci sono poche volanti o ci sono quartieri non sufficientemente presidiati dalle forze di polizia, le ronde non risolveranno il problema. Non riusciranno a diminuire i tempi di intervento
delle volanti né ad aumentarne il numero e se dovessero agire senza aspettare l’arrivo “dei nostri”, correranno seri rischi di cacciarsi in grossi guai. Una delle principali ragioni per cui i popoli creano la struttura chiamata “Stato” è quella di garantire la loro comune sicurezza. E’ paradossale che poi lo Stato chieda a quegli stessi cittadini di provvedere da sé alla propria sicurezza. E’ come se assumeste una guardia per vigilare la vostra abitazione, e quella vi dicesse: “Sentite, io al massimo posso controllare il soggiorno, per le altre stanze c’è il fai da te…“. D’altro canto, è vero che nessuna legge impedisce a un cittadino di andarsene in giro con un telefonino allo scopo di “tenere d’occhio” un quartiere a rischio. Non è salutare, ma non è vietato. Ed è anche vero – e lo abbiamo detto – che in altre città le ronde già ci sono. Istituzionalizzarle, però, rischia di incentivare un po’ troppo il fenomeno e di attirare frotte di aspiranti rondaioli che hanno sempre avuto nel cassetto il sogno di fare lo sceriffo e che forse non ci sono riusciti perché non avevano le qualità richieste. Il punto della questione, al di là delle perplessità “tecniche”, è che queste soluzioni sono solo palliativi di scarsa efficacia: qualsiasi risposta strutturale all’esigenza di migliorare la sicurezza, deve prevedere non solo una razionalizzazione degli apparati che istituzionalmente hanno questa incombenza, ma anche il miglioramento del sistema della giustizia penale (per non parlare dell’intervento sul piano sociale, probabilmente il più importante di tutti). Del resto, ogni cittadino è già una ronda, a ben vedere: chiunque può telefonare al 112 o al 113 per segnalare qualcosa di sospetto o il verificarsi di un illecito.
ESISTONO ALTRE MISURE – Se proprio si vuol parlare solo di miglioramento del “controllo del territorio”, sarebbe bene guardare ad altre possibilità che costano poco, n
on presentano rischi e hanno un ritorno significativo. Ad esempio alcune città stanno implementando sistemi di Crime Mapping, che attraverso l’analisi statistica e informatica dei reati, consentono di mappare numero e distribuzione temporale e territoriale dei fatti criminosi, i tempi medi di intervento delle forze dell’ordine, le caratteristiche delle vittime. Grazie a questi sistemi è possibile individuare le zone dove è necessario intervenire. A volte bastano un lampione in più o una telecamera per rendere più sicura una zona della città. Alcuni ritocchi alla regolamentazione del traffico urbano possono consentire a una volante di spostarsi più rapidamente e diminuire i tempi di intervento in aree a rischio. L’eventuale impiego di ronde cittadine può essere inserito e armonizzato in questi contesti. Un’altra risposta, sicuramente non economica ma straordinariamente efficace, è l’utilizzo – almeno nelle grandi aree urbane – dell’elicottero. Non solo di giorno, ma soprattutto di sera e di notte. I mezzi già ci sono ma sono sfruttati al minimo delle loro possibilità a causa dei costi diretti (manutenzione e carburante) e indiretti (assegnazione e addestramento di personale qualificato). Il coordinamento reale tra le diverse forze di polizia è un altro fattore fondamentale: assodato che non c’è alcuna speranza concreta di unificare i vari servizi (risparmiando ingenti risorse) che almeno si punti a coordinarne le attività di controllo del territorio. Qualcosa si è già fatto, ma il cammino è ancora lungo e non è raro imbattersi in paesi che ospitano sia la Stazione dei Carabinieri che il Commissariato di Polizia, e paesi nei quali dopo le 20 non c’è in giro nemmeno un vigile urbano.
Le ronde non possono diventare la soluzione alternativa rispetto a queste esigenze, al massimo possono rappresentare un utile contributo in un contesto che funzioni bene. Possono aumentare l’efficacia di un sistema di sicurezza efficiente, ma non possono rendere efficace un sistema inefficiente.




“Le ronde non possono diventare la soluzione alternativa rispetto a queste esigenze, al massimo possono rappresentare un utile contributo in un contesto che funzioni bene. Possono aumentare l’efficacia di un sistema di sicurezza efficiente, ma non possono rendere efficace un sistema inefficiente”
però possono contribuire a buttarla in caciara!
oltre a buttarla in caciara, faranno pure un sacco di danni.
a roma i gruppi di coatti duri e puri non vedevano l’ora di vedere legalizzata la loro voglia di andare a caccia di stranieri (non importa se rumeni o semplicemente di un altro palazzo, per loro è lo stesso, si annoiano poverini).
e io che sono cresciuto tra magliana, buca e monteverde anni ’80, che incontravo sotto casa i tossici con la siringa nel braccio, che avevo un sert dietro casa e tre ospedali dall’altra parte della strada, che avevo i VERI criminali DENTRO il mio palazzo e che ho visto sparire tutto questo con l’installazione di semplici lampioni e qualche arresto….
beh… mi girano parecchio le palle a vedere i quattro ragazzini della sede di AN sotto casa mia che mi guardano già male solo perché assomiglio vagamente a un cubano…
e abito li da quasi 30 anni…
Spendida disamina, anche se non capisco che tipo di “apporto positivo” potrebbero dare se lo Stato fosse efficente nel garantire la sicurezza.
Lo trovo un po’ un controsenso. A quel punto le chiamerei scampagnate di quartiere. E magari il coltello serve solo per la porchetta e per il pane…
non capisco che tipo di “apporto positivo” potrebbero dare se lo Stato fosse efficente nel garantire la sicurezza.
Concordo, ma ho concesso il beneficio del dubbio.
Difatti non ho parlato solo di efficienza, ma anche di efficacia.
In un contesto in cui le forze dell’ordine sono efficienti (lavorano bene ottimizzando le risorse) ma inefficaci (per quanto efficienti non possono avere occhi ovunque) le ronde potrebbero essere di una qualche utilità.
Dato che nel nostro contesto mancano sia l’efficienza che l’efficacia, le ronde servono a poco.
L’articolo è sicuramente esauriente.
Fa un po’ specie che ci sia una così diffusa sensazione a livello popolare di dover ricorrere al fai da te in tematiche che dovrebbero essere competenza dello stato di diritto.
E fa un po’ specie che il governo insegua gli allarmismi di certo giornalismo a volte un po’ tirati per i capelli.
A distanza di qualche anno anno il tar ha dichiarato che le leggi dei sindaci sceriffi ( ad esempio contro i kebab e le piadine ) con conseguenti ronde sono illegali.
Davanti a un esercito di profughi dal nord-africa persino maroni ha dovuto accettare che l’unico tipo di prevenzione contro gli sberchi dei clandestini si fa con gli accordi bilaterali con i paesi interessati(ad es . la tunisia) Eh sì che lui voleva darla a bere agli italiani che i leghisti ,contro i clandestini, ce l’avevano duro e potevano fare quello che volevano.
Speriamo che questo periodo, il periodo delle ronde, sia definitavamente chiuso. e che di quel periodo ci restino solo le divertentissime gag di aldo, giovanni e giacomo…
speriamo che quel periodo sia definitavamente chiuso . E tiriamo un grosso sospiro di sollievo!!!
Buona Pasqua a tutti!!!
Scusate il pessimo italiano, ero un po’ emborraciata! Quando ce vo’ , ce vo’!!!
Parlando seriamente, le ronde erano solo propaganda politica, e si è visto!
La prima volta che sono usciti i rondisti, si sono azzuffati con altri balordi e Polizia a Carabinieri sono dovuti intervenire per sedare le zuffe, come se non avessero nient’altro da fare. Io per questo episodio ci ho riso su una settimana, ma in effetti c’era poco da ridere, casomai c’era da piangere!
Walter ha ragione , gli interventisti esaltati delle ronde sono proprio come li ha descritti lui, figli di una cultura che per anni è stata alimentata in Italia, salvo poi sciogliersi come neve al sole non appena la lega ha assunto incarichi di governo e si è resa conto che le ronde erano impraticabili. Alla fine i rondisti avrebbero dovuto girare in tre , di notte, disarmati, con una sorta di divisa per riconoscerli; ora io mi chiedo, siffatte ronde potevano andar bene per tutelare da reati commessi da ladri di caramelle, al massimo da qualche bulletto di periferia minorenne; siffatte ronde erano perfette per contrastare i gravissimi reati commessi da pericolosissimi extracomunitari (leggi poveri disgraziati!) che dormono in stazione avvolti nei cartoni! Ma che sarebbe successo se siffatte ronde avessero incontrato i delinquenti veri? Se li sarebbero mangiati in un sol boccone!
Ecco perchè le ronde non sono mai partite veramente!
Vorrei rispondere anche a Jhon: se fosse vero che le nostre forze dell’ordine sono così inefficaci ed inefficienti ( a me personalmente non sembra , ma ammetto di non intendermene molto), allora sono queste istituzioni che vanno riformate, le ronde servono a ben poco! Si assumano poliziotti , carabinieri , ecc, evitando turn -over ed altre “trovate”, e li si formino e paghino adeguatamente, perchè chi rischia la vita per gli altri , è giusto che sia pagato!
E chi vive nelle ville e d esige , giustamente , sicurezza, è giusto che protesti per le tasse troppo alte, è giusto che chieda che non ci siano sprechi: ma dovrebbe essere il primo ad indignarsi per come sono trattati oggi alcuni lavoratori statali, senza che peraltro gli sprechi siano minimamente toccati, soprattutto quei lavoratori statali che rischiano la vita per permettergli di vivere tranquillamente in una villa immersa nel verde.
Uno stato efficiente forma forze di polizia efficienti, in numero e
con stipendi adeguati.
E le ronde le lascia ai simpaticissimi aldo , giovanni e giacomo, oppure le lascia al pittore rembrandt, e al suo oscuro e inquietante capitano cocq!
Buona Pasqua!