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Ignazio Marino e quelle «cene sospette» che incombono sulle Elezioni Roma 2016

Forse Ignazio Marino farà la sua parte nelle Elezioni 2016, è sempre più vicino il ticket con Stefano Fassina, candidato ufficiale di Sinistra Italiana, la formazione politica che sta tentando di trovare una quadra intorno ad un profilo, ad una candidatura, che convince fino a un certo punto. Forse Ignazio Marino guiderà la formazione di  una lista civica a suo nome, forse si candiderà in prima persona, forse – più probabilmente – dovrà attendere e gestire i guai che dalla procura di Roma vanno avanti proprio sul suo nome. I vari filoni d’indagine sulle cene “sospette” con ipotesi d’accusa per peculato procedono e, anzi, si ampliano.

ELEZIONI ROMA 2016, IGNAZIO MARINO HA ALTRE «CENE SOSPETTE»

Il Messaggero di oggi fa il punto con Silvia Barocci.

 

Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha depositato in Procura due informative che fanno fare un balzo in avanti a due inchieste che coinvolgono il chirurgo dem. Da un lato, il pm Roberto Felici che procede per peculato, ha ricevuto una relazione dettagliata su tutte le spese di rappresentanza dell’ex inquilino del Campidoglio. Dall’altro, il sostituto Pantaleo Polifemo sta passando al setaccio la documentazione fornita dall’Inps in merito all’inchiesta sulla Onlus Imagine, in cui Marino è indagato per truffa ai danni dello Stato in concorso con altre tre persone. Stando a quanto filtra da Piazzale Clodio, il numero degli scontrini “irregolari” sarebbe aumentato. Inizialmente la Procura contestava all’ex sindaco di aver saldato con la carta di credito di rappresentanza il conto relativo a sette cene istituzionali che, però, erano state smentite da coloro che erano stati indicati dall’ex sindaco come commensali e anche dai ristoratori. E’ proprio sulle dichiarazioni dei titolari di alcuni locali che si concentra una parte sostanziale dell’informativa della Finanza. I militari hanno infatti ascoltato come persone informate sui fatti tutti i ristoratori, che hanno fornito la loro versione dei fatti, confermando che il chirurgo non era al tavolo, di volta in volta, con i soggetti riportati poi nei giustificativi di spesa istituzionali. Non è tutto. Nei mesi scorsi le Fiamme Gialle hanno ricevuto un’ulteriore delega d’indagine dalla Procura: il pm Felici ha incaricato gli investigatori di acquisire la documentazione relativa a tutte le spese di rappresentanza effettuate dall’ex inquilino del Campidoglio durante i due anni di mandato. A partire dai viaggi istituzionali, o presunti tali, fino ad arrivare ai pranzi o alle cene offerti, apparentemente, per motivi di lavoro. Il numero delle cene definite “ambigue” perché giustificate con scontrini non veritieri, sarebbe sensibilmente aumentato.

 

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La storia delle cene sulle quali Marino ha dato delle versioni quantomeno discordanti potrebbe trasformarsi per un boomerang per il sindaco-chirurgo e per le sue ambizioni elettorali.

Subito dopo l’esplosione del caso, il medico si era presentato in Procura. «Le firme sui giustificativi non sono mie, ho portato le note in segreteria, le avranno siglate i miei collaboratori», aveva detto agli inquirenti. I collaboratori in questione, però, convocati e interpellati dai magistrati, hanno sempre negato la circostanza. Dopo l’audizione dei membri dello staff, la Procura aveva deciso di disporre una verifica ad ampio raggio, conferendo una nuova delega alla Finanza per l’acquisizione di tutte le spese dell’ex sindaco e per procedere all’audizione dei ristoratori che hanno ospitato il primo cittadino dimissionario nei loro locali. Una delle testimonianze cruciali è stata quella del titolare del «Girarrosto Toscano» che, in un’intervista, aveva raccontato che il sindaco trascorse la sera di Santo Stefano del 2013 con la famiglia e non con alcuni rappresentanti della stampa, come dichiarato nella nota ufficiale.