I conti in tasca al “povero” Adriano

16/02/2012 - Libero ci illustra il patrimonio del Molleggiato Fosca Bincher alias Franco Bechis su Libero ficca il naso nel patrimonio di Adriano Celentano. Illustrandoci quali sono proprietà e redditi del Molleggiato. Ecco la tabella riassuntiva ospitata oggi tra le colonne del

     
 

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Libero ci illustra il patrimonio del Molleggiato

Fosca Bincher alias Franco Bechis su Libero ficca il naso nel patrimonio di Adriano Celentano. Illustrandoci quali sono proprietà e redditi del Molleggiato. Ecco la tabella riassuntiva ospitata oggi tra le colonne del quotidiano:

Ed ecco l’illustrazione delle proprietà:

Adriano Celentano ce l’ha con i preti che parlano poco di Paradiso, eppure lui un paradiso ce l’ha in terra. Costruito negli anni con la sua lunga carriera musicale, talvolta incrementati altre volte buttati via con l’altalenante carriera cinematografica, poi cementati dalla principale fonte di reddito del suo clan familiare: la Rai. È viale Mazzini che gli ha fornito la benzina necessaria per alimentare il suo paradiso in terra, è viale Mazzini a pagargli profumatamente le ospitate che risolvono il problema della minestra per un anno e più, ed è sempre viale Mazzini il principale partner e finanziatore nella produzione delle fiction che la moglie di Celentano, Claudia Mori, ha fatto diventare il primo business di famiglia.

Prima, gli immobili:

Il paradiso terrestre di Celentano ha due volti: il primo è quello della ragnatela societaria che si è sviluppata dall’originaria etichetta musicale del Clan. Il secondo è quello di un vero e proprio impero immobiliare che in tutto conta 31 fabbricati e 83 terreni sparsi nel centro nord di Italia. I Celentano (Adriano, la moglie Claudia e la figlia Rosita) posseggono 12 fabbricati a Milano, 5 a Galbiate, 3 a Bordighera, 7 ad Asiago e 4 a Radda in Chianti. Li abbelliscono grazie ai 12 terreni di proprietà a Galbiate, le sei porzioni dell’altopia – no di Asiago e i 65 appezzamenti di terra posseduti a Radda in Chianti. Qualcuno è controllato direttamente da Celentano e la moglie (anche se alcuni immobili sono intestati solo a lui), altri sono nel portafoglio delle due immobiliari, la Neve e la Generale holding, e gli ultimi (uffici) sono controllati direttamente dalla Clan Celentano srl.

Poi si passa alla musica:

L’impero societario ha due srl discografiche, una (proprio la Clan) in comproprietà con la Sugar di Caterina Caselli, la già nominata Clan Celentano srl che segue soprattutto gli affari di Adriano, la Ciao Ragazzi che produce le fiction, le due immobiliari e una piccola quota in una società alimentare specializzata nel ramo “bio”: la Prodotti naturali di Milano. Complessivamente nel 2010 i Celentano potevano contare su un fatturato da 10,8 milioni di euro, metà del quale realizzato con la Rai dalla Ciao Ragazzi. Il risultato economico è invece assai più striminzito: un utile da 2.774 euro con cui certamente è difficile campare anche se si è solo in tre. Certo, con un risultato consolidato di questo tipo, non c’è il rischio di pagare tasse in eccesso. Se poi si guarda meglio nei bilanci delle varie società, si scopre molto più oro di quello che ufficialmente luccica.

Infine, ci sono gli introiti sui diritti:

In cassa il clan Celentano (riunificato visto che la società musicale di Rosita – la Din Don Dan – è stata fusa nel maggio 2011 nella Luna Park edizioni dei genitori) può contare su liquidità per 4,5 milioni di euro che non è affatto da buttare via. Altra voce consistente è quella delle immobilizzazioni nette, che ammonta a 12,4 milioni di euro. Sono lì conteggiati sia gli immobili posseduti che i diritti musicali, televisivi e cinematografici che costituiscono il magazzino residuo realizzabile subito sul mercato. Sono già stati accantonati negli anni i relativi ammortamenti e quindi è assai facile che i magazzini valgano assai più di quei 12 milioni e mezzo. Le fiction ancora ammortizzabili sono tutti contratti con Rai: da “Corpo in vendita” ad “Albert Einstein” ai residui delle serie su Caruso, Buscaglione, Ultima principessa e I Giorni buoni.

     
 

32 Commenti

  1. scoop scrive:

    Uno scoop sarebbe pubblicare gli introiti delle 63 società off shore che il corrotto ha con appoggi nei paradisi fiscali, ma si sa, libero non può pubblicare quello, daltronde il loro padrone li foraggia proprio con quegli introiti truffaldini.

  2. paolo scrive:

    dai commenti si capisce perchè l’italia è ridotta in queste condizioni.
    che sia un potentato come la chiesa o un vecchio ricco sfondato che gioca a fare il rivoluzionario l’importante è schierarsi e fare il tifo, l’unica cosa che rimane da fare al popolo bue completamente avulso da ogni briciola di pensiero critico.
    non domandatevi il perchè della fuga dei cervelli, la risposta l’avete sotto i vostri occhi

  3. Kingamba Mwenho scrive:

    Mah dai!
    Siete ridicoli. Celentano si è fatto la vita lavorando, cantando, inventandosi di volta in volta. Cmq vi capisco, pur di farsi un commento in più sparate a zero, attraverso l’articolo di libero. hahah. Forza e coraggio, e che viva Celentano!

  4. blualex scrive:

    …e per fortuna che il giornale si chiama “Libero”… all’anima della libertà! Siete soltanto schiavi al servizio di gente, che non può vantare di aver guadagnato ONESTAMENTE i propri soldi. Siete ossessionati e nessuno più vi prende sul serio.
    Celentano ha costruito il suo impero ONESTAMENTE ed è un uomo che rende onore all’immagine dell’Italia… lo stesso non si può dire di voi.
    La prossima volta pubblicate i vostri redditi e vedrete che bella pioggia di commenti che riceverete in cambio… ma tanto non lo farete perché non ne avete il coraggio.

  5. e lo chiamano festival della canzone scrive:

    La lei ha trasformato il festival di s. remo da festival della canzone a un merdaio.

  6. antonio la quaglia scrive:

    un miliardario ormai dall’ugola fottuta che campa di rendita e con la prostatite in testa.
    A s. remo, quest’anno, ha evidenziato soltanto la sua incontinenza urinaria.
    Forse usa i pannoloni della stessa misura della Lei!

  7. Giuseppe scrive:

    Ognuno e’ libero di dire cio’ che vuole ed anche i giornalisti non vengono meno a questa regola. Certo e’ logico che nessuno di loro puo’ andare direttamente contro l’editore, indipendentemente dalla colorazione politica. E’ come se tu fossi l’amministratore della Fiat, Ford, etc. ed andassi in giro a dire che la tua Societa’ fa macchine schifose.
    Francamente l’intervento di Celentano mi e’ sembrato inutile e fuori contesto.
    Si puo’ anche parlare di cio’ che la Chiesa ha fatto di sbagliato, come la gestione dello IOR e la copertura fornita ai preti pedofili ma non ad un festival della canzone dove piu’ che i predicozzi andava bene la satira che colpisce lo stesso, ma almeno lo fa’ con intelligenza. E’ come andare ad un funerale e mettersi a raccontare barzellette.
    E poi anche per portare avanti la visione di Cristo in parte bisogna fare politica, perche’ nel momento stesso che dici la verita’ del Cristianesimo e’ questa fai politica e condizioni le scelte poltiche. Ma questo mi sembra logico ed ovvio…
    Io non sono contrario alle critiche ma sentirmi fare il pippotto da uno che magari non ha mai letto neanche completamente la Bibbia e si crede un Predicatore, mi sembra ridicolo e fastidioso.
    Lui parla di messaggio cristiano ma lo conosce il passo della Bibbia che dice che e’ piu’ facile che un asino possa passare dalla cruna di un ago che un ricco possa andare in Paradiso e quello del ricco a cui viene chiesto di dare via i suoi averi e di seguirlo per essere veramente in Cristo?
    La liberta’ e’ nella scelta…se una posa non ti piace non la fai…non la guardi…non la leggi… i Dittatori chiudono i giornali.

  8. dino scrive:

    Ho 73 anni ,fans di Celentano sino a quando ha cantato. Poi ha fatto il regista un fiasco !
    Ora vuole fare il filosofo, il politico di sinistra , risultato un buffone che manco fa ridere.
    L’importante e’ fare i miliardi con i soldi del canone e prometterli in beneficenza tanto sono soldi nostri e non dimentichiamo che la beneficenza non paga tasse…furbone !!
    Tanto poi i soldi li fa con la pubblicita’ che gli viene dal festival che andra’ ad ingrassare la
    dozzina di societa’ e pare molte altre (chissa’ perche’ cosi tante e non una sola, misteri del fisco trasparente)!
    Comunque e’ giusto sia cosi perche’ non ha rubato, non frequenta le donne, non fa festini,sopratutto da 30 anni non da da vivere a 40.000 famiglie e piu’ come Silvio ,
    perche’ questo e’ un reato criminale vero ? Chiudo perche’ mi fa schifo pure rispondervi…Dimenticavo ..ho militato nella sinistra per decenni e ora dalla vergogna per la razza dei nuovi “COMPAGNI” mi vado a nascondere !.
    Monetine a Craxi e morte , processi a Silvio , ostruzionismo becero per anni ad ogni politica sana che ha portato l’italia alla rovina ecco cosa siete stati capaci di fare.
    Ora inneggiate pure ai nuovi clown Celentano, Benigni,Dario Fo e insieme alla nuova compagine di governo tirate la cinghia buoi !! non vi resta altro da fare .come e’ ridotta male povera l’italia !! Strapaghiamo i politici che hanno rubato e ridotta l’italia in miseria e ora ne aggiungiamo altri “i banchieri” che faranno SICURAMENTE I NOSTRI INTERESSI
    SVEGLIA…SVEGLIA …SVEGLIA ITALIANI,BASTA CON I BUFFONI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI, PENSIAMO AI NOSTRI FIGLI E NIPOTI. !!!

  9. Sebastiano scrive:

    E allora???? non vedo dove sia lo scandalo..Adriano è il più grande artista che abbiamo in Italia e uno dei più grandi in europa è normale che abbia anche una certa ricchezza economica che però in confronto ad altri artisti europei vedi Jiulio Iglesias, David Bowie,Elton John il suo patrimonio impallidisce.Quindi inventatevi qualcosa di diverso per criticarlo, almeno lui li ha guadagnati onestamente e non è mai stato rinviato a giudizio per corruzzione o evasione fiscale!!!Guardate altrove…

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