Essere come mosche in un pezzetto di terra. A Gaza succede. Pensateci la prossima volta che ne intrappolate una in un bicchiere.
Io non so se vi sia mai capitato (lo trovo altamente probabile) di trovarvi seduti ad un tavolo con un bicchiere vuoto davanti. In una stanza silenziosa con magari lo sfondo gracchiante di una radio o l’immagine muta di una tv che passa
una televendita sensazionale. Ed eccola lì la mosca, quella maledetta, rumorosa, putrida mosca che strofina le sue maledette, putride zampette solo per farvi incazzare. Sfidandovi, indugia su una mollica di pane e poi di colpo scatta prima sui pantaloni e poi sulla mano.
DA BICCHIERE A MOSCA – A quel punto il cervello diventa una sorta di spugna esanime, la salivazione si altera e il cuore batte più velocemente. Tutto il vostro corpo si concentra per trovare una soluzione: annientarla. Non importa chi siete: un santone, un pacifista, un anarchico, un fascistone, un operaio, un prete di campagna, una prostituta, un giornalista, un meccanico, insomma, non importa, la vostra è la risposta allo stimolo, l’elastico è scattato e siete pronti a tutto pur di schiacciare quell’essere indegno generato per infastidirti. Provate a trovare una giustificazione appellandovi alla salvaguardia dell’ecosistema, cercate di tornare in voi aggrappandovi alle convinzioni, all’etica. Ma ve ne fottete, che si fotta l’etica! Guardate il bicchiere e non lo vedete più come il contenitore del vino o peggio dell’acqua, no, per voi quello diventa l’arma che porterà a catturarla, a torturarla a lasciarla senza fiato, stecchita. Non siete tipi cattivi e nemmeno violenti, ma quando dopo un centinaio di tentativi riuscite a chiuderle il bicchiere sopra, provate una gioia primordiale e ingoiate un mare di saliva prima che vi cada sulla camicia. E’ fatta! La maledetta è nelle vostre mani. Siete voi i padroni del suo destino. Non sentite più il suo ronzio ma solo un sordo lamento che proviene dalla sua nuova casa. Stringete gli occhi per focalizzarla e vi rendete conto che è la prima volta che la vedete da così vicino. Parassita! Si posa indifferentemente sulla merda, su una bistecca, su un cadavere o un fiore. Vi avvicinate ancora un po’ e vedete il suo apparato boccale, quel tubicino aguzzo che le serve per nutrirsi succhiando, quei suoi occhi robotici, quelle zampette orribili che imperterrite continuano a strofinarsi l’un l’altra. Ce l’avete in pugno. E adesso? Che fate? Aspettate che l’aria non arrivi più alle sue cellule e la lasciate lentamente morire o provate – rischiando di
farla scappare – a togliere il bicchiere per schiacciarla? Oppure, tornando umani, togliete quella cappa di vetro e la lasciate andare, chiedendovi il perché di tanta cattiveria?
ENTRAPMENT – Una volta mi sono sentito come quella mosca e da quel giorno ho iniziato ad usare i bicchieri solo per bere. Ero al valico di Erez in attesa di uscire da Gaza per tornare a Gerusalemme, era buio e in lontananza ho iniziato a sentire delle esplosioni che si facevano sempre più vicine. I palestinesi che erano lì in attesa di passare o semplicemente quelli che lavoravano al valico sembravano tranquilli. Ero con un gruppo di circa venti persone (tutte italiane) e all’avvicinarsi delle esplosioni l’inquietudine si è disegnata sulle nostre facce. Nessuno diceva una parola. “Tutto a posto, stanno bombardando, me è lontano da qui”, ci ha urlato uno degli uomini in divisa. Il problema in una situazione del genere è che se vedi i “locali” intorno a te tranquilli ti chiedi il perché tu sia assolutamente terrorizzato e cerchi in tutti i modi di limitare le tue manifestazioni di panico, vergognandoti anche un po’ di essere un occidentale abituato al massimo ad una rissa per un parcheggio. Ma le bombe erano sempre più vicine… I palestinesi dicevano:”Oh oh, questa è caduta a 500 metri!”, ridendo spavaldi al suono delle esplosioni ormai così famigliare per loro. “Questa è caduta ad 1 km, non vi preoccupate, ma per sicurezza mettetevi tutti dentro al quel container”, ci disse un poliziotto. Dentro al quel container, le mie zampette, il mio apparato boccale, e i miei occhi robotici hanno iniziato ad andare fuori giri, troppo ossigeno al cervello, quella che si dice iperventilazione. Quel rumore mostruoso e la consapevolezza di non poter andare da nessuna parte hanno trasformato il mio panico in una specie di nirvana, un’imperturbabilità dovuta alla consapevolezza che ormai era questione di un attimo e tutto sarebbe finito. Poi qualcuno ha alzato il bicchiere e siamo usciti da quella gabbia maledetta.























deve essere terribile…
Grazie Alessandro
Mi permetto di far notare che il testo alla base di questo stesso articolo contiene una quantita’ di affermazioni che eufemisticamente definirei fantasiose.
Gli stessi commenti al testo in questione, sulla sua pagina di origine http://www.thelancetglobalhealthnetwork.com/archives/608
vanno a documentare numerosi svarioni
Lo stesso Lancet ha pubblicato, pochi giorni dopo, una replica documentata ed argomentata per smontarne i contenuti prettamente propagandistici:
http://www.thelancetglobalhealthnetwork.com/archives/611
Tutto questo non toglie niente alle sofferenze di parte palestinese e neppure a quelle di parte israeliana, ma credo che la situazione sia troppo seria, e troppo tragica, per poterci permettere di fare ricamo grandguignolesco su tutta la vicenda medioorientale.
Saluti
Ma la storia del fosforo bianco che carbonizza non e’ una nota bufala?
C’era l’ottimo articolo di JohnB in proposito, proprio su giornalettismo.
Aridaje (come si dice a Roma) che significa più o meno: ancora?
Il pezzo “propagandistico” che NON è alla base dell’articolo ma dal quale prendo solo alcune cifre non vedo perché non possa essere autorevole quanto quello postato da fuffa forte. Detto questo io non ho scritto che a Gaza è stato usato del fosforo bianco sulla popolazione civile, ma che il Times (non certo un giornale bolscevico) l’ha detto. Come per le bombe sonore le fonti vengono attribuite al pensiero del redattore, mah…
Per dirla tutta non è stato provato che NON sia stato usato fosforo bianco sui civili e quindi posso solo aspettare che qualcuno più autorevole di me ne dia conferma. E lo spero proprio.
@ fuffaforte: integriamo l’articolo con i link, che mettiamo all’interno del commento.
Gateo, ricordi bene. E’ Bernardini che ricorda male.
@ Bernardini: “Per dirla tutta non è stato provato che NON sia stato usato fosforo bianco sui civili e quindi posso solo aspettare che qualcuno più autorevole di me ne dia conferma”
guarda che non è mica questo il punto, eh?
Come faccio a ricordare una cosa che ancora non è successa? Io non parlo della storia di Torrealta &co, ma di quello che scrive il Times su Gaza, che sta da un\’altra parte. E che ancora non ha riscontri in un senso o in un altro. Se questa è propaganda…quale sarebbe il punto?
Scusate ancora, io non so se il fosforo bianco carbonizzi o no. “Il fosforo bianco a contatto con l’ossigeno presente nell’aria produce anidride fosforica generando calore. L’anidride fosforica reagisce violentemente con composti contenenti acqua e li disidrata producendo acido fosforico. Il calore sviluppato da questa reazione brucia la parte restante del tessuto molle. Il risultato è la distruzione completa del tessuto organico”. Wikipedia, che non è infallibile come il papa(!), ma io il dubbio me lo faccio venire. Il pezzo tra le altre cose parlava di cosa significa anche solo lontanamente stare sotto le bombe. Noi giovani e moderni italiani abbiamo la fortuna di stare a disquisire delle bufale e delle mozzarelle.
Forse è questo il punto.
Ancora una cosa e poi chiudo, vista la nota redazionale: è stato giustamente messo il commento che notare che la rivista Lancet ha pubblicato una sorta di smentita all’articolo di Ghassan abu Sittah e Ang che è questa http://www.thelancetglobalheal…..chives/611, ma forse questa smentita non è stata letta da chi della redazione l’ha inserita sotto l’articolo. La presunta smentita ha una posizione politica e non scientifica. Essendo politica è opinabile così come quella dei due chirurghi.
Potrebbe essere inserito anche questo come nota redazionale?
Non era mia intenzione scatenare un mezzo vespaio, giuro. Del resto mi ero limitato a fornire una indicazione per contrapposizione di tesi opposte, citandone appositamente i link.
Detto questo, lo dico ad Alessandro Bernardini, non devi sentirti sotto attacco e metterti sulla difensiva, credimi.
All’una di notte della notte scorsa, e quindi stringando necessariamente, ho solo buttato giu’ due righe che consentissero una valutazione piu’ ampia dell’articolo che citavi.
Che e’, quello, davvero intriso di propaganda da due lire, nel senso che pare scritto da miocuggino, con la citazione di fantasmagoriche armi “impossibili”, e lacunoso, se non falso, fin dall’incipit, quando cita immaginifiche cifre di morti in querre passata da quaranta anni, o quando si inventa una densita’ di popolazione che e’ si’ elevatissima, ma non molto diversa da quella di Hong Kong, e comunque non la piu’ densa al mondo.
Dal punto di vista delle condizioni degli abitanti di Gaza che questa densita’ sia davvero la maggiore al mondo o meno, lascia il tempo che trova, e’ evidente, ma la cosa ci dice molto di come e’ stato composto quell’articolo, riguardo proprio alla questione “densita’ abitativa”. Trovare un tale scempio di cifre statisticamente accertabili con facilita’ su una emanazione di The Lancet e’ avvilente, credimi.
Riguardo quindi alla autorevolezza, beh, un conto e’ The Lancet che pubblica solo articoli riguardo ad osservazioni sperimentali sottoposti a stretto peerreviewing, un conto e’ The Lancet che pubblica una “lettera” di due chirughi che si abbandonano a cifre fantasiose riguardo a densita’ demografica (ma non sono demografi, dopotutto), ad estensione geografica (ma non sono geografi, dopotutto), agli effetti presunti di armi esistenti (ma non sono militari o strateghi, dopotutto) o di armi presunte e francamente ridicole (la bomba ad implosione, il fosforo bianco maodificato, l’arma a particelle – ma non sono fisici, dopotutto)
A fronte di quasi esclusive citazioni di testimonianze indirette dei sopravvisuti, l’altro articolo presentato da The Lancet, scritto da medici E militari (apparentemente tutti di radici ebraiche, se non direttamente israeliani) ha il pregio di fare l’analisi critica delle cifre presentate, controargomentando e documentando.
Io mi limito ad osservare che su The Lancet mi aspetterei, semplicemente, altra roba.
Venendo invece a quanto tu affermi, rigaurdo al fosforo bianco c’e’ il tag “fosforo bianco” all’articolo, e c’e’ il capoparagrafo della seconda pagina, a parlarcene. Tu citi Time, che fa affermazioni riguardo al fosforo bianco, e quindi immagino tu lo citi perche’ ne condividi il contenuto. Niente di male, in questo, visto che non sarebbe la primissima volta che il fosforo bianco viene davvero usato come arma di terra. Quello che io contesto, non al tuo articolo, ma all’articolo originario, sono i presunti effetti e comportamenti del fosforo bianco, con l’insinuazione dell’uso esteso dello stesso in una sua forma modificata, a “rilascio graduale”, per cosi’ dire. Cosa di cui non esistono tracce, che io sappia.
Ma e’ un’altra tua controreplica che mi sorprende, ossia che non ci sono prove che NON sia stato usato il f.b.
Beh, permettimi, non ci sono prove neppure che non siano stati usati neppure i raggi protonici o le alabarde spaziali, ed anzi le affermazioni del famigerato articolo rimandano in questa direzione (armi silenziose che vaporizzano tutto quanto nelle vicinanze, che vengono supposte come armi a particelle, o armi che provocano tagli netti, “moncherini”, testualmente, con tagli puliti e non sanguinanti), ma a questo punto, non solo da The Lancet, ma in una qualsiasi conversazione al bar, mi aspetterei le prove *dell’uso* di qualsivoglia diavoleria, e non l’affermazione del suo uso in attesa di una smentita che, epistemologicamente, e’ impossibile da dare.
Poi, alla fine della fiera, mi sono interessato alla cosa soprattutto perche’ in Italia l’articolo di The Lancet e’ stato portato da Megachip, senza pero’ citare il “controarticolo”, e Megachip ha stretti rapporti con il sostegno delle svariatissime bufale complottistiche che girano attorno all’11 settembre.
Ma per tutto questo ti rimando a John di Crono911, tuo coredattore.
Un saluto
Beh, no, Alessandro, dai (e poi la chiudo anche io perche’ sono andato ben oltre quello che era il mio interesse iniziale), il controarticolo di The Lancet e’ certamente di parte (scritto, gia’ lo dicevo, da medici e militari presumibilmente israeliani) ed e’ di parte tanto quanto l’articolo cui si contrappone.
Ma non e’ un articolo dai contenuti politici, visto che si addentella esattamente ai contenuti politici del primo (i morti di parte egiziana nella guerra del Kippur, dopo una lunga citazione delle guerre di israele dal ‘48 ad oggi…), e li smonta con citazione delle fonti.
Come smonta le assunzioni riguardo ad armi terrificanti o riguardo al comportamento delle truppe di IDF.
In coda all’articolo c’e’ tanto di bibliografia, che rimanda a sua volta ad ulteriore bibliografia consultabile online.
Non si tratta di una valutazione su questioni di opportunita’ politiche o di giustizia in tempo di guerra, si tratta di un articolo, per quanto possibile a fronte della inafferrabilita’ degli elementi critici del primo, dai contenuti tecnici.
Un saluto
Di fronte a quanto avvenuto a Gaza ritengo indegna la posizione di chi tenta di smentire fatti che si commentano da soli e che hanno portato, per fortuna, un bel pezzo di società civile in tutto il mondo a testimoniare apertamente il proprio sdegno. Detto questo, la nota di redazione in fondo all\’articolo appare drammaticamente inefficiente nel suo tentativo di equilibrismo: presentare un articolo che contesta delle prove medico-scientifiche con proclami politici propagandistici, indipendentemente dai Nobel ricevuti da chi li fa, ha il solo risultato di esplicitare una volta di più la debolezza di fondo dei nostri media nel raccontare la verità, indipendentemente da quanto sia scomoda o politicamente inopportuna. Purtroppo Giornalettismo, in questa occasione non vi siete distinti. Peccato.
@ alessandro bernardini:
“Forse è questo il punto”. Bravo, fuochetto. Adesso che hai dimostrato di saper usare il search di Wikipedia, usa anche quello di Giornalettismo
@ giulia:
“Purtroppo Giornalettismo, in questa occasione non vi siete distinti. Peccato.”
Ci dispiace un sacco che non siamo riusciti a essere bravi bravi. Sono sicuro che quando, prossimamente, qui si parlerà di nuovo dell’argomento (come anticipato da Fuffaforte), faremo di meglio. Sennò, pazienza. O meglio: peccato.
@ fuffa forte: apprezzo il tuo tono e anche le tue argomentazioni e, credimi, non mi sento attaccato. La cosa che non mi è piaciuta non è stato il tuo commento che cita fonti, ha una visione ed è rispettoso sia nei miei confronti, sia verso la tragedia ancora in atto a Gaza. No, quello che non mi piace è mettere il tuo commento sotto l’articolo come a dire:” guardate questo è quello che è stato scritto , ma poi qui sotto potete trovare la verità”. Il mio pezzo non è sulla guerra del Kippur o su Sabra e Shatila, il mio è un pezzo su Gaza e sugli effetti dei bombardamenti di “Piombo Fuso”. Quando tu parli di cose che “eufemisticamente definirei fantasiose”
ci può stare, ma quando si parla della contrapposizione tra fonti israeliane e palestinesi, specie in tempo di guerra, dove sta la verità? Perché se la fonte è palestinese è (spesso)propaganda? Perché se la fonte è israeliana è più, diciamo così, democratica?
Il fosforo bianco esiste, l’alabarda spaziale non mi sembra. Citare qualcuno non significa approvare quello che dice, ma quando mai? Quello che volevo comunicare è che se una fonte ritenuta autorevole come il Time ci lavora su, magari se ne può discutere o no?
Saluti anche a te
@ greg: meriti altri commenti?
greg, non hai risposto davvero così nel tuo ultimo post vero? Perchè se il problema diventa di professionalità e di come interagisci con i tuoi lettori allora entriamo anche in un altro seminato e non ci fate una bella figura, nè te nè il giornale.
Ribadisco, peccato. E chiudo qua.
Vorrei capire se l’intenzione della nota di redazione in fondo all’articolo sia quella di stimolare il dibattito(intenzione che posso capire ma ne non condivido affatto le modalita’) o se avesse volesse controbilanciare l’articolo di Alessandro( e se cosi’ fosse sono perfettamente d’accordo con Giulia).Inoltre consiglierei a Greg di assumere un tono meno paternalistico(involontariamente “da gradasso”) e cominciare ad interloquire con modalita’ sensate e professionali, come ci si aspetterebbe da una redazione.
Riguarado gli articoli di Te Lancet: credo che
ci si possa schierare dalla parte di uno o dell’altro, e giustamente alessandro ha estrapolato un senso piu’ ampio(un’ulteriore invasione di Gaza sarebbe semplicemente disastrosa. La popolazione è vulnerabile ed inerme. Se la Comunità Internazionale intende evitare ferimenti ed uccisioni di massa nel prossimo futuro, dovrà sviluppare una forza di difesa per Gaza. Se ciò non accadrà, i civili continueranno a morire”), piuttosto che trascrivere analisi su “pezzi di storia”.
Per quanto riguarda le prove e le testimonianze dirette dell’uso e delle conseguenze del fosforo bianco, inviterei a seguire la puntata di Presa Diretta domenica 8 marzo, durante la quale verra’ trasmesso un documento filmato( dagli stessi operatori di Rainews24 che avevano documentato l’utilizzo del fosforo in Iraq). Non che servano questi filmati per esserne certi, visto che ormai e’ stato ampiamente confermato, ma sicuramente potranno aiutare ulteriori analisi a riguardo.
Già.
http://www.giornalettismo.com/archives/8021/bufale-rainews/2/
Sono d’accordo con i commenti di Luca e Giulia. Inanzitutto la risposta della redazione non è professionale. Secondo inserire la “smentita” alla fine dell’articolo è parte del meccanismo comodo che accompagna sempre i dibattiti su Israele e Palestina. Perchè non si ha mai il coraggio di sostenere fino in fondo la denuncia delle violazioni del diritto internazionale e umanitario che il governo porta avanti nei territori palestinesi nei confronti della società civile che lì abita?
Secondo, io ho avuto modo di parlare con delegazioni rientrate dalla Striscia di Gaza proprio la settimana scorsa, delegazioni autorevoli come quella del Parlamento Europeo e quella di medici e giornalisti italiani. I loro racconti vanno ben oltre quello che cerca di raccontare questo articolo.
Ok, ormai sono in ballo, finisco di ballare
@Alessandro, tu dici:
“ma quando si parla della contrapposizione tra fonti israeliane e palestinesi, specie in tempo di guerra, dove sta la verità? Perché se la fonte è palestinese è (spesso)propaganda? Perché se la fonte è israeliana è più, diciamo così, democratica? Il fosforo bianco esiste, l’alabarda spaziale non mi sembra”
Se ci abbandoniamo a valutazioni di opportunita’ politica o di giustizia o meno dell’operato degli attori in mediooriente, e’ presumibile che ognuno di noi parta da un retroterra di conoscenze e valori, soprattutto valori, che lo porteranno ad un proprio personale approdo piu’ o meno in contrasto con gli appordi altrui.
Ma se si parla di elementi valutabili, ossia questioni demografiche, geografiche, fisiche (riguardo gli effetti delle armi), tecnologiche (riguardo all’esistenza o meno di determinate tecnologie), c’e’ inevitabilmente una parola *affidabile* che puo’ essere dette, ed e’ quella che uno si aspetterebbe dalla massima pubblicazione medico scientifica del mondo, ossia The Lancet (e, vorrei essere estremamente chiaro, la mia reazione e’ legata soprattutto al comportamento di Lancet, in questo frangente).
Tutto questo indipendentemente da chi possano essere gli autori degli articoli pubblicati o la loro asserita eutorevolezza (che vale unicamente nel loro campo di studi specifico, e non traborda oltre).
Non ho detto, del resto, che la fonti di parte palestinesi siano piu’ spesso propaganda rispetto a quelle israeliane (seppure, mi tocca dirlo, l’assenza di istituzioni di garanzia, di una stampa libera e di dissidenza in palestina, e la loro presenza, invece, in israele, inevitabilmente qualcosa al riguardo dovra’ pur dirci) ma certamente quell’articolo e’ fortemente propagandistico.
Potrei elencarti per esteso la serie di fallacie logiche cui si abbandona, con una bella e corposa preterizione all’inizio, ugualmente a citare dati non veri, e la serie di fantasie con cui viene infarcito per quanto riguarda non tanto l’uso di armi, ma l’esistenza di armi particolari, e tutto questo a fianco anche di valutazioni di natura medica, uniche che avrei trovato appropriate per Lancet e per i due chirurghi autori.
Certo, il fosforo bianco esiste, ma la sua esistenza non ci dice nulla sul se e come sia stato usato, e men che meno ci dice riguardo all’esistenza di quello che viene apertamente citato come fosforo bianco modificato, ed ancora meno riguardo alle bombe ad implosione che annichilirebbero la materia, o riguardo alle nuove armi a particelle che sarebbo in fase di sperimentazione. Queste davvero non dissimili dall’alabada spaziale.
E’ proprio per tutto questo che mi sorprende il commento di Giulia, che afferma:
Ok, ormai sono in ballo, finisco di ballare
@Alessandro, tu dici:
“ma quando si parla della contrapposizione tra fonti israeliane e palestinesi, specie in tempo di guerra, dove sta la verità? Perché se la fonte è palestinese è (spesso)propaganda? Perché se la fonte è israeliana è più, diciamo così, democratica? Il fosforo bianco esiste, l’alabarda spaziale non mi sembra”
Se ci abbandoniamo a valutazioni di opportunita’ politica o di giustizia o meno dell’operato degli attori in mediooriente, e’ presumibile che ognuno di noi parta da un retroterra di conoscenze e valori, soprattutto valori, che lo porteranno ad un proprio personale approdo piu’ o meno in contrasto con gli appordi altrui.
Ma se si parla di elementi valutabili, ossia questioni demografiche, geografiche, fisiche (riguardo gli effetti delle armi), tecnologiche (riguardo all’esistenza o meno di determinate tecnologie), c’e’ inevitabilmente una parola *affidabile* che puo’ essere dette, ed e’ quella che uno si aspetterebbe dalla massima pubblicazione medico scientifica del mondo, ossia The Lancet (e, vorrei essere estremamente chiaro, la mia reazione e’ legata soprattutto al comportamento di Lancet, in questo frangente).
Tutto questo indipendentemente da chi possano essere gli autori degli articoli pubblicati o la loro asserita eutorevolezza (che vale unicamente nel loro campo di studi specifico, e non traborda oltre).
Non ho detto, del resto, che la fonti di parte palestinesi siano piu’ spesso propaganda rispetto a quelle israeliane (seppure, mi tocca dirlo, l’assenza di istituzioni di garanzia, di una stampa libera e di dissidenza in palestina, e la loro presenza, invece, in israele, inevitabilmente qualcosa al riguardo dovra’ pur dirci) ma certamente quell’articolo e’ fortemente propagandistico.
Potrei elencarti per esteso la serie di fallacie logiche cui si abbandona, con una bella e corposa preterizione all’inizio, ugualmente a citare dati non veri, e la serie di fantasie con cui viene infarcito per quanto riguarda non tanto l’uso di armi, ma l’esistenza di armi particolari, e tutto questo a fianco anche di valutazioni di natura medica, uniche che avrei trovato appropriate per Lancet e per i due chirurghi autori.
Certo, il fosforo bianco esiste, ma la sua esistenza non ci dice nulla sul se e come sia stato usato, e men che meno ci dice riguardo all’esistenza di quello che viene apertamente citato come fosforo bianco modificato, ed ancora meno riguardo alle bombe ad implosione che annichilirebbero la materia, o riguardo alle nuove armi a particelle che sarebbo in fase di sperimentazione. Queste davvero non dissimili dall’alabada spaziale.
E’ proprio per tutto questo che mi sorprende il commento di Giulia, che afferma:
Ok, ormai sono in ballo, finisco di ballare
@Alessandro, tu dici:
“ma quando si parla della contrapposizione tra fonti israeliane e palestinesi, specie in tempo di guerra, dove sta la verità? Perché se la fonte è palestinese è (spesso)propaganda? Perché se la fonte è israeliana è più, diciamo così, democratica? Il fosforo bianco esiste, l’alabarda spaziale non mi sembra”
Se ci abbandoniamo a valutazioni di opportunita’ politica o di giustizia o meno dell’operato degli attori in mediooriente, e’ presumibile che ognuno di noi parta da un retroterra di conoscenze e valori, soprattutto valori, che lo porteranno ad un proprio personale approdo piu’ o meno in contrasto con gli appordi altrui.
Ma se si parla di elementi valutabili, ossia questioni demografiche, geografiche, fisiche (riguardo gli effetti delle armi), tecnologiche (riguardo all’esistenza o meno di determinate tecnologie), c’e’ inevitabilmente una parola *affidabile* che puo’ essere dette, ed e’ quella che uno si aspetterebbe dalla massima pubblicazione medico scientifica del mondo, ossia The Lancet (e, vorrei essere estremamente chiaro, la mia reazione e’ legata soprattutto al comportamento di Lancet, in questo frangente).
Tutto questo indipendentemente da chi possano essere gli autori degli articoli pubblicati o la loro asserita eutorevolezza (che vale unicamente nel loro campo di studi specifico, e non traborda oltre).
Non ho detto, del resto, che la fonti di parte palestinesi siano piu’ spesso propaganda rispetto a quelle israeliane (seppure, mi tocca dirlo, l’assenza di istituzioni di garanzia, di una stampa libera e di dissidenza in palestina, e la loro presenza, invece, in israele, inevitabilmente qualcosa al riguardo dovra’ pur dirci) ma certamente quell’articolo e’ fortemente propagandistico.
Potrei elencarti per esteso la serie di fallacie logiche cui si abbandona, con una bella e corposa preterizione all’inizio, ugualmente a citare dati non veri, e la serie di fantasie con cui viene infarcito per quanto riguarda non tanto l’uso di armi, ma l’esistenza di armi particolari, e tutto questo a fianco anche di valutazioni di natura medica, uniche che avrei trovato appropriate per Lancet e per i due chirurghi autori.
Certo, il fosforo bianco esiste, ma la sua esistenza non ci dice nulla sul se e come sia stato usato, e men che meno ci dice riguardo all’esistenza di quello che viene apertamente citato come fosforo bianco modificato, ed ancora meno riguardo alle bombe ad implosione che annichilirebbero la materia, o riguardo alle nuove armi a particelle che sarebbo in fase di sperimentazione. Queste davvero non dissimili dall’alabada spaziale.
E’ proprio per tutto questo che mi sorprende il commento di Giulia, perche’ fra i due articoli presentati, quello che porta prove medico-scientifiche, ma anche storiche, visto che nel primo si facevano affermazioni anche di natura storico, e’ proprio il secondo.
Anche io sono d’accordo che molti fatti si commentino da soli, riguardo alle vicende medioorientali, ma che siano, appunto, *fatti* riscontrabili.
Del resto, ci metto la chiosa finale, in tutto il primo articolo di Lancet non si cita una volta, una sola volta, non dico l’attivita’, ma anche solo l’esistenza di Hamas e dei suoi Kassam.
Ok, ora basta davvero.
Un saluto
@ fuffa: mi piacerebbe parlarne in privato, l’interlocuzione con te mi sembra sana. Come spesso accade su queste specie di chat si fa a chi è più brillante e a me non interessa. Ho scritto proprio un pezzo sulle capacità critiche ed analitiche della stampa israeliana chiedendomi dove fossero gli “intellettuali” e giornalisti italiani nei giorni di “piombo fuso” se ti va dagli un’occhiata: http://www.giornalettismo.com/archives/16280/levy-vs-yehoshua/
Una cosa: il fosforo bianco E’ STATO USATO in “Piombo fuso”, la discussione è sul “come”.
Se per te va bene potrei chiedere la tua mail alla redazione.
Grazie.
Un saluto a te
@Alessandro
Tre righe didascaliche e poi richiudo
– ok per il privato, l’email la trovi in ogni caso seguendo il link al mio (desolato) blog. Compatibilmente con gli impegni, la tematica mi sta a cuore, anche al difuori degli stretti confini epistemologici.
– leggero’ quanto prima il tuo articolo
– si’, risulta anche a me l’uso di fosforo bianco, cosa del resto usuale durante gli attacchi notturni, mentre non mi risulta, in questo frangente, l’uso di terra, e mi perplimo per la supposta esistenza di fosforo bianco modificato a rilascio ritardato (citato nell’articolo famoso)
Saluti