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Elezioni Roma 2016: il codice etico di Casaleggio, 150.000 euro per chi sgarra

Centocinquantamila euro di multa per chi disobbedisce alle regole. Questa la clausola M5S che Gianroberto Casaleggio ha previsto con un codice etico per le elezioni Roma 2016. A rivelarlo è la Stampa, in un pezzo a firma di Jacopo Jacoboni, con un documento di tre pagine relativo alla campagna per la scelta del nuovo sindaco della capitale. Il paragrafo – riportato dal quotidiano – è chiaro: «Il candidato accetta la quantificazione del danno d’immagine che subirà il M5S nel caso di violazioni dallo stesso poste in essere alle regole contenute nel presente codice e si impegna pertanto al versamento dell’importo di 150mila euro, non appena gli sia notificata formale contestazione a cura dello staff coordinato da Beppe Grillo e Gianroberto». E per correre i candidati M5S devono firmare quelle pagine.

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ELEZIONI ROMA 2016, CASALEGGIO CODICE ETICO M5S PER ROMA: SANZIONI E INFO VIA BLOG

Riporta La Stampa:

Il documento si articola in dieci punti e Gianroberto Casaleggio – attraverso la faraona romana, Roberta Lombardi – ha preteso che i candidati del M5S alle elezioni per il Campidoglio lo firmassero. È un decalogo brutale ed eloquente politicamente, pur nella sua impugnabilità giuridica, perché commissaria di fatto il futuro candidato sindaco del M5S, e i consiglieri eletti, vincolandoli totalmente alla volontà, nell’ordine, di Casaleggio, del suo staff e del direttorio. Da queste pagine che pubblichiamo si capisce che gli eletti del M5S a Roma non avranno nessun potere decisionale, che ogni autonomia locale dei territori – tanto sbandierata fin dalla fondazione del Movimento – è disattesa, e soprattutto che al minimo dissenso dall’asse Casaleggio-direttorio saranno sanzionati con l’espulsione e una procedura di richiesta di danni per 150mila euro; persino l’eventuale sindaco non è immune da tali sanzioni. Immaginate una situazione del genere in una città come Roma e avrete dinanzi lo spettro del caos.

ELEZIONI ROMA 2016, CASALEGGIO CODICE M5S PER ROMA CON POTERE SUL SINDACO

Di fatto quel codice lascia una città in mano a Gianroberto Casaleggio. Un rischio che possono correre altre città per le elezioni 2016:

Al punto 9b (Sanzioni) si sancisce che «il sindaco, ciascun assessore o consigliere assumono l’incarico etico di dimettersi qualora sia ritenuto inadempiente al presente codice», naturalmente, «con decisione assunta da Beppe Grillo o Gianroberto Casaleggio o dagli iscritti M5S mediante consultazione online» – una procedura non trasparente né verificabile. In sostanza Casaleggio potrà «dimissionare» in ogni momento il sindaco di Roma, se vincesse il M5S. Interessanti le regole sul «personale di supporto». Dopo i casi di familismo, o le clientele che il M5S ha ampiamente accolto dentro di sé tra collaboratori e portaborse, la soluzione è quasi peggiore del male: «Le proposte di nomina dei collaboratori (7b) dovranno preventivamente esser approvate dallo staff coordinato dai garanti del M5S» (ossia Grillo e Casaleggio).

E sopratutto nel punto 4a Iacoboni sottolinea il rischio lucro: «Lo strumento ufficiale per la divulgazione delle informazioni e la partecipazione dei cittadini è il sito www.beppegrillo.it/listeciviche/roma».

In pratica tutto il traffico social o non (e anche i video televisivi dei romani) deve esser convogliato sul sito proprietario, che poi ci guadagnerà in pubblicità secondo il sistema rpm (revenue per mille visualizzazioni). Dalla popolarità, poniamo, di un Di Battista, o di un eventuale sindaco romano, o di un Di Maio, si avvantaggerà economicamente Casaleggio

(in copertina ANSA/ANGELO CARCONI)