primarie cinesi milano
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Tutta la storia dei cinesi alle Primarie Pd di Milano

Oggi è l’ultimo giorno delle primarie Pd a Milano. Ad occupare però i giornali non è la sfida tra Sala, Balzani o Majorino bensì i sospetti di voti falsati con uomini e donne di nazionalità cinese portati alle urne per votare Giuseppe Sala. E questo anche se, interrogati, mostrano di non conoscere neanche l’attuale primo cittadino meneghino.

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CINESI ALLE PRIMARIE DI MILANO: LA POLEMICA POLITICA

La denuncia è partita di prima mattina da Beppe Grillo che sul suo blog ha parlato di primarie “taroccate”. Al coro di polemiche si è aggiunto anche il segretario della Lega Nord Matteo Salvini.

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Il post di Salvini

Una polemica chiusa oggi da Matteo Renzi, che replicando a Grillo ha detto: «Hanno sempre da ridire sulle nostre primarie con migliaia di cittadini a votare, quando loro votano con i clic. Noi siamo – aggiunge – gli unici che hanno il coraggio di votare. Mentre loro mi ricordano tanto un mio amico che non sapeva giocare e vedeva la partita in tribuna, per poi criticare»

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PERCHE’ I CINESI HANNO VOTATO ALLE PRIMARIE DI MILANO

Ieri diversi giornali riportavano la notizia di cittadini cinesi ai seggi senza sapere una parola di italiano e sempre nelle stesse ore girava un link in cui spiccava una chiara indicazione, solo in lingua cinese, a votare il candidato Sala. Ecco il video di Repubblica:

La propaganda c’è stata, eccome. Qui un volantino in cinese che invita a sostenere Sala.

I CINESI ALLE PRIMARIE DI MILANO E IL SOSTEGNO A SALA

Le urne aperte fino alle ore 20 non hanno portato alla stessa affluenza del 2010. A mezzogiorno, quest’anno, sono stati 18.120 i votanti, a cui vanno aggiunti i 7.750 di sabato. Totale: 25.870. Per la scelta del sindaco uscente Giuliano Pisapia nel 2010 all’una si viaggiava già sui 25.497 elettori.
E i cittadini cinesi? In quanti hanno votato? Secondo quanto riporta Repubblica qualche dato ufficioso c’è:

Seggio di via Confalonieri, quartiere Isola a Milano: all’ora di pranzo, su 600 elettori, una cinquantina sono stati cinesi. Via Barrili, zona Ticinese: su 280, almeno una quarantina. Con un dirigente di zona di Sel, Fabio Casiroli, che racconta: “Il primo gruppo si è presentato pochi minuti prima delle 8. Avevano solo un bigliettino in mano con su scritto il nome del candidato da votare”. Cioè Beppe Sala. Colpo d’occhio simile in viale Monza, al circolo di unità proletaria intitolato a Luciano Lama. Tanto che anche il presidente del seggio si è lamentato con i dirigenti del Pd: “Non parlano una parola di italiano eppure vengono a votare, alcuni neanche sapevano come farlo”.

Un aspetto che non sfugge neanche a uno dei candidati alle primarie Pierfrancesco Majorino:

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Le comunità straniere di Milano sono state costrette a diffondere un comunicato congiunto per smentire le accuse di voto inquinato.

Le comunità straniere di Milano sono orgogliose di promuovere la partecipazione al voto per le primarie del centrosinistra. E’ questo un primo importante passo per essere soggetti attivi nel processo democratico di partecipazione politica. Abbiamo organizzato volantinaggi e punti di informazione per far conoscere come e dove si deve votare. Siamo sorpresi delle pregiudiziali dichiarazioni, che si stanno diffondendo sui media e i social network sui cittadini non nati in Italia che, a pieno diritto, vanno a votare alle primarie milanesi. Non capiamo come qualcuno possa adombrare voto di scambio, o altro per chi ha qui la sua vita che vuole essere democraticamente piena e vuole sentirsi parte di una comunità più ampia, quella di tutti i milanesi.

In un’intervista sul Corriere della Sera, il presidente dell’Unione imprenditori Italia-Cina, Francesco Wu, ha spiegato che la sua associazione appoggia il candidato Sala perché è stato l’unico con Antonio Iannetta a rendersi disponibile ad un incontro.

«Noi abbiamo incontrato Beppe Sala in un circolo del Pd domenica scorsa. Tutto alla luce del sole. Lui ci ha parlato per una decina di minuti e ci ha fatto un discorso molto semplice. “Una parte della città non vi vuole bene”, ci ha detto. “Io m’impegnerò a stemperare i toni”»

guarda la gallery:

QUANTI CINESI HANNO VOTATO ALLE PRIMARIE DI MILANO

A Milano per le elezioni 2016 ci sono 25 mila i residenti di origine cinese. Come però ha ricordato Wu al Corriere l’affluenza asiatica rischia di esser bassa non solo per la pioggia ma perché il 7 febbraio è il Capodanno Cinese. «Abbiamo fatto un po’ di passaparola ma di certo non facciamo il lavaggio del cervello a nessuno. E so che qualcuno, qualche giovane e qualche donna, ha votato o voterà per la Balzani». Alle 18 di ieri solo il 4 per cento dei votanti alle primarie Pd Milano era straniero:

Non proprio un’ invasione cinese, dunque. In attesa dei dati ufficiali dai seggi arrivano altre cifre, ufficiose. «Basta con il bue che dà del cornuto all’asino. Grillo fa il comico e la sua e’ soltanto una boutade per ottenere demagogicamente ciò che fa al caso suo», ha spiegato il presidente del seggio di via Cesare Procaccini, nel quartiere di Chinatown a Milano, Igor Daldosso. «Alle 13 – ha detto Daldosso – i residenti cinesi che hanno votato qui sono stati 5 su 156 votanti. Probabilmente le votazioni sulla pagine web di Grillo sono inquinate da molti fattori economici che lui continua a non rendere noti». Anche negli altri due seggi nel quartiere cinese i votanti asiatici erano in netta minoranza: al seggio di via Albertini, secondo quanto comunicato dalla presidente Donatella Capirchio alle agenzie, alle 12 sono stati una decina su circa 150-200 votanti, mentre in via via Giusti gli elettori cinesi sono stati dieci su 110.

(in copertina foto ANSA / MATTEO BAZZI)