La Borsellino a Palermo per un’altra Genova?
15/02/2012 - Il Pd è diviso in tre. Favorita la parlamentare europea Rita Borsellino galoppa verso le primarie di un Partito Democratico che continua a riflettere sul metodo di voto per la scelta dei candidati. Ipotizzando un cambio delle regole che sarebbe
Il Pd è diviso in tre. Favorita la parlamentare europea
Rita Borsellino galoppa verso le primarie di un Partito Democratico che continua a riflettere sul metodo di voto per la scelta dei candidati. Ipotizzando un cambio delle regole che sarebbe davvero clamoroso, ma appare come l’unico metodo possibile per riuscire a non farsi battere come a Genova. La Repubblica spiega infatti che il rischio è concreto:
Basti pensare che, se a Genova il Pd era diviso in due fazioni, a Palermo le “correnti” sono addirittura tre. Pier Luigi Bersani, ieri pomeriggio, si è affrettato a riaffermare il sostegno ufficiale alla Borsellino: «Una figura molto significativa per battere la destra e dare un’amministrazione seria e pulita alla città». E pazienza se Rita, in realtà, non ha la tessera del partito in tasca, considera la sua una candidatura civica e in una recente occasione pubblica ha risposto così al gioco della torre: «Fra Bersani e Vendola salverei quest’ultimo». Una battuta, certo. Che la dice lunga, però, sulla linea politica della Borsellino, gelosa dei confini stretti dell’accordo con Sel, Idv e movimenti e refrattaria all’alleanza con il Terzo Polo che invece regge la giunta di Raffaele Lombardo alla Regione. L’ala del Pd più vicina a Lombardo — l’anima ex-ppi che vede fra i leader l’ex ministro Salvatore Cardinale e quella ex-ds rappresentata dal senatore Beppe Lumia e dal capogruppo all’Ars Antonello Cracolici — non l’ha presa affatto bene.
E ha deciso di far confluire i propri voti su un altro candidato, Fabrizio Ferrandelli, 31 anni, neanche lui un iscritto al partito:
Fino a poco tempo fa capogruppo di Idv in consiglio comunale e ora messo al bando dai dipietristi. Non solo: Cardinale, Cracolici, Lumia e i sostenitori dell’intesa con il Terzo Polo hanno presentato una mozione di sfiducia al segretario regionale Giuseppe Lupo, sponsor della Borsellino, che sarà discussa quasi sicuramente l’11 marzo, sette giorni dopo le primarie. Il Pd siciliano va a una doppia resa dei conti, con inevitabili riflessi sul partito nazionale e forse anche sul futuro dello strumento stesso delle consultazioni attraverso i gazebo. A lungo in dubbio, le primarie palermitane nascono fra le polemiche: ieri si è dimesso il presidente del comitato organizzatore Antonio Rubino, uomo di Cracolici, sostituito con un esponente vicino a Lupo, Domenico Pirrone. In questo scenario cercano di ritagliarsi spazio gli outsider: il deputato regionale Davide Faraone, paradossalmente l’unico iscritto del Pd in campo, vicino al sindaco di Firenze, il “rottamatore” Matteo Renzi che sabato sarà a Palermo per sostenerlo.
La campagna elettorale di Faraone ha una griffe d’eccezione:
Quello di Giorgio Gori, ex direttore di Canale 5, che dopo aver lasciato la casa di produzione televisiva Magnolia ha debuttato accanto a Renzi alla Leopolda e ora vive Palermo come «scommessa da vincere ». A completare l’affollato parterre del centrosinistra Antonella Monastra, medico ginecologo e consigliere comunale di «Un’altra storia», ovvero il movimento di Rita Borsellino. L’ultima spaccatura consumata all’ombra di Monte Pellegrino, dove il centrosinistra, per dirla con il “renziano” Faraone, «rischia di sbagliare un rigore a porta vuota» di fronte a un Pdl che non riesce neppure a trovare un candidato disposto ad accettare la disastrosa eredità di Cammarata. Ma Bersani chiede fiducia: «Il Pd preoccupato dalle primarie di Palermo? Secondo me sono preoccupati gli altri».













A Genova e Liguria..vi sono fatti NON onesti.. varie mafie massoneria etc. sono ben spiegate :
http://www.casadellalegalita.org