Il prigioniero di Israele che morirà di giustizia
14/02/2012 - Khader Adnan, detenuto palestinese, è in galera da quattro mesi senza sapere perchè: da due è in sciopero della fame Khader Adnan, palestinese detenuto nelle carceri israeliane, è attualmente costretto su di un letto di ospedale: questo perché da due
Khader Adnan, detenuto palestinese, è in galera da quattro mesi senza sapere perchè: da due è in sciopero della fame
Khader Adnan, palestinese detenuto nelle carceri israeliane, è attualmente costretto su di un letto di ospedale: questo perché da due mesi è in sciopero della fame continuato per testimoniare al mondo e protestare contro la sua condizione, detenuto in via preventiva, senza processo, da quattro mesi rinchiuso nelle carceri di Israele. Secondo i medici, è “praticamente morto”: il tribunale d’appello ha fatto sapere che il ragazzo dovrà rimanere in galera per “l’intero periodo della sua pena”, anche se lui per primo non ha la minima idea del perché egli debba rimanere detenuto.
ARRESTATO SENZA SAPERE – “Adnan ha iniziato a rifiutare cibo il giorno dopo il suo arresto nel villaggio di Arrabe presso Jenin nella Cisgiordania occupata lo scorso 17 dicembre”, dice l’Independent. “Ha continuato a rifiutare il cibo dopo essere stato sottoposto ad abusi fisici, minacce di assalto, insulti, interrogatori prolungati e “condizioni insane di detenzione”, scrive il giornale inglese. La moglie di Adnan dice ad Human Rights Watch che “suo marito è stato arrestato anche nove volte dal 1999 ed è stato accusato di essere un portavoce per l’organizzazione militante islamica Jihad”, scrive ancora l’Independent: “Il gruppo di difesa dei diritti umani afferma di condannare l’ala armata della Jihad Islamica e i suoi attacchi sui civili. Ma fa notare che Israele non ha accusato Adnan di aver partecipato ad attacchi del genere, o che sia stato accusato di qualche crimine”, conclude ancora il media britannico.
UNA CONTROVERSA PROCEDURA – Il giovane ha fatto appello al giudice militare israeliano, che però lo ha rigettato. “Uno degli avvocati del ragazzo”, scrive il Jerusalem Post, “ha detto che il suo appello è stato rigettato perché sarebbe parte di un’organizzazione terroristica e qualsiasi atto portato avanti con tale organizzazione metterebbe in pericolo la sicurezza della zona”, dicono da Gerusalemme. Quella con cui il suo cliente si confronta, dice il legale al giornale israeliano, è una delle più evidenti distorsioni del sistema legale e giudiziario di Israele: “Adnan è in sciopero della fame contro quel che chiama maltrattamento da parte dei soldati durante il suo arresto, e per mostrare cosa significa “detenzione amministrativa” ,un procedimento legale in Cisgiordania in cui i detenuti di sicurezza palestinesi possono essere trattenuti senza alcuna accusa e senza la possibilità di vedere le prove contro di loro. La detenzione è solitamente di sei mesi, ma può essere rinnovata indefinitamente”, spiega il Post. Un medico che ha visitato il ragazzo non sembra ottimista: “Il tempo stringe”, dice.













In italia esiste la custodia cautelare: in attesa di processo sei detenuto anche se non è provato che sei colpevole. Se non esiste pericolo di fuga, sei messo agli arresti domiciliari, come per schettino.
E noi siamo uno stato che non ha una guerra in corso all’interno dei suoi confini.
Israele è in guerra, quindi nello stesso modo della siria (in stato di emergenza dagli anni 60) o a qualsiasi stato al mondo quando entra in guerra, applica leggi “di emergenza”.
Questa legge più restrittiva dice: siamo in guerra, per pericolo di fughe di notizie al nemico, spionaggio ecc… non sono costretto a dirti il motivo per cui sei detenuto fino al processo
quindi prima di parlare di “palesi ingiustizie” sarebbe bello dire tutto
Questo palestinese, magari è semplicemente un pacifista anti israeliano che non ha fatto nulla
ma quello che la polizia israeliana sta facendo è interrogarlo per capire se è o no colpevole, nello stesso modo in cui a mani pulite si interrogavano i politici, non ancora processati, che si trovavano in custodia cautelare
sta gridando alla persecuzione politica? la stessa identica scusa usata da berlusconi quando veniva interrogato
sta gridando che ha precarie condizioni di salute e non possono tenerlo in prigione?
a parte che se le è causate da solo, con lo sciopero della fame, è la stessa identica scusa utilizzata da politici e mafiosi in italia pur di non andare in prigione
a parte questo, sarebbe bello e trasparente se la polizia israeliana dicesse chiaramente le accuse, mi pare di capire siano intercettazioni sospette, ma … di solito è chi ha torto a non avere risposte da dare
Già me lo immagino in Italia quanto tempo starebbe in galera in attesa di processo un “portavoce” delle Brigate Rosse. Con la differenza che non ci sarebbero centinaia di ONG in giro per il mondo a strapprsi i capelli se costui iniziasse uno sciopero della fame. Chissà perché, invece, in Israele dovrebbe essere garantito per legge il “diritto umano” di far parte di un organizzazione dedita all’esplosione di bombe nei luoghi pubblici più affollati.