I paesi dove San Valentino è un crimine

Non tutti gli innamorati possono celebrare la loro festa San Valentino è il giorno degli innamorati, dell’amore e dei baci...

Non tutti gli innamorati possono celebrare la loro festa

San Valentino è il giorno degli innamorati, dell’amore e dei baci tra fidanzati. In tanti amano questa ricorrenza. Alcuni la snobbano. Ad altri, come racconta Foreign Policy, è vietato festeggiare.

ARABIA SAUDITA - In Arabia Saudita, ad esempio, celebrare il giorno di San Valentino è vietato da un’interpretazione restrittiva della legge islamica. Festeggiando si inneggerebbe ad un santo cristiano e si incoraggerebbero i “rapporti immorali” tra uomini e donne non sposati, ha spiegato Sheikh Khaled Al-Dossari, uno studioso religioso saudita. San Valentino, sostengono senza troppi giri di parole gli islamici, rappresenta la cultura di un popolo “coinvolto nell’umiliazione e nell’uccisione dei nostri fratelli e sorelle”. E’ uno dei tanti esempi di repressione della libertà individuale nel mondo musulmano. Per scongiurare il rischio che la popolazione cominci a far prorpie tradizioni e stili di vita tipici dell’Occidente in Arabia Saudita è stata addirittura istituita la Commissione per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio, che a pochi giorni dal 14 febbraio si è prontamente messa all’opera per far rimuovere dai negozi ogni cosa ricordi la ricorrenza cristiana. I commercianti sono stati invitati a rimuovere le rose rosse, carta di imballaggio, orsacchiotti, scatole da regalo ed ogni oggetto commercializzato per l’occasione. A causa dei stringenti divieti è nato una sorta di mercato nero delle rose, con i fiorai costretti a consegnare i mazzi di fiori durante la notte o di mattina presto per evitare di essere sorpresi dai controlli della polizia.

IRAN - In Iran le autorità temono la crescente diffusione dell’anniversario. San Valentino è diventato sempre più popolare nel paese di Ahmadinejad, dove il 70% della popolazione ha meno di 30 anni di età e dove i negozi hanno cominciato a fare affari d’oro nel business dei regali per gli innamorati. Ma lo scorso anno sono arrivati i divieti. Il regime ha bandito ogni festeggiamento ed ogni oggetto che ricorsi la giornata dell’amore. “Simboli di cuori, mezzi cuori, rose rosse ed ogni attività che promuove questo giorno sono vietate”, ha annunciato il 6 febbraio 2011 un decreto statale. Il politico Ali Nikou Sokhan spiegò così la decisione: “Onorare le celebrazioni straniere vuol dire diffondere la cultura occidentale in Iran. Il nostro Paese ha una civiltà antica e vari giorni per onorare la gentilezza, l’amore e l’affetto”. Il divieto di festeggiare San Valentino si aggiunge ad un lungo elenco di divieti come quello di ascoltare la musica occidentale, di presentarsi in maniera troppo appariscente, di menzionare ricette straniere nei media, di ridere nei corridoi degli ospedali. I nazionalisti iraniani hanno proposto di sostituire San Valentino con il Mehregan, antica, millenaria, festa persiana che si celebra il 2 ottobre che celebra l’amore e l’amicizia.

MALESIA - Anche la Malesia, dove è di religione islamica circa il 60% della popolazione, ha detto no a San Valentino. I funzionari hanno ritenuto la ricorrenza incompatibile per la presenza di elementi cristiani e per la sua tendenza a promuovere “comportamenti immorali”. I trasgressori vengono puniti con le manette. Nel 2009 sono state arrestate circa 100 persone per aver celebrato la giornata degli innamorati. Negli ultimi anni il partito islamista malese, il Pas (Parti Islam Se-Malaysia) ha condotto una forte battaglia per imporre il divieto di festeggiamento anche alla popolazione cristiana. “Vogliamo contribuire a salvare i giovani dalla trappola di San Valentino e della promozione delle attività immorali”, ripete Nasrudin Hassan Tantawi, leader giovanile del Pas. In Malesia è stato istituito un dipartimento del governo, l’Office of Islamic Development, incaricato appositamente di proteggere la purezza della fede e promuovere i precetti religiosi islamici. Recentemente ha realizzato una campagna pubblica per mettere in guardia dalla festa di San Valentino indicandola come trappola che può condurre a comportamenti immorali. Per lanciare il messaggio di condanna sono stati perfino distribuiti volantini tra gli studenti universitari. Ma non tutti hanno assecondato la propaganda.

UZBEKISTAN - In Uzbekistan, invece, nonostante non fosse stato varato un divieto ufficiale, le autorità hanno provveduto a cancellare numerosi eventi ed altri eventi organizzati e programmati per il giorno di San Valentino. I residenti della capitale Tashkent, ad esempio, sono stati invitati a prendere parte a letture di poesie del 16esimo secolo scritte da Babur il Conquistatore, fondatore dell’impero Moghul. Sono le conseguenze di una campagna anti-San Valentino cominciata nel 2006, quando a tutti i giornali fu vietato di pubblicare qualsiasi materiale relativo ai festeggiamenti del 14 febbraio. L’agenzia di stampa uzbeka Turkiston ha bollato San Valentino come una minaccia per i valori nazionali. I giovani, insomma, dovranno quest’anno, a culmine di una lunga campagna discreditatoria nei confronti della festa, rinunciare ai grandi festeggiamenti. Ed orientarsi verso una festicciola di minor portata. Mokhira, una cameriera di vent’anni, sul web ha scritto di essere intenzionata ad andare in discoteca. “Chissà, forse troverò un ragazzo davvero bello e mi innamorerò di lui”, ha fatto sapere.

BELGOROD, RUSSIA - Infine, il distretto di Belgorod, città della Russia occidentale. Le autorità della provincia considerano la festa degli innamorati una minaccia alla “sicurezza spiriturale”, e promotrice della promiscuità. Per questo le autorità si impegano affinchè nelle scuole, nelle aziende e nei locali notturni il giorno di San Valentino non venga nemmeno citato. “Promuove la sensualità piuttosto che l’amore”, ha affermato Grigory Bolotnov, uno dei protavoce del governatore di Belgorod. Secondo Bolotnov le istituzioni sono impegnate nella mancata promozione del 14 febbraio, anche se poi – sottolinea – ognuno è libero di comportarsi come meglio crede. I divieti della provincia russa fanno parte di un più mapio piano che mira ad aumentare l’influenza della Chiesa ortodossa in un paese in cui i confini tra Chiesa e Stato proverbialmente tendono ad essere molto marcati. Non è chiaro se l’iniziativa possa in futuro essere fatta propria da tutta la Russia. E’ dal 1990, infatti, che il paese ex sovietico ha cominciato a celebrare Halloween e San Valentino. Secondo l’agenzia di sondaggi Romir l’81% dei russi di età superiore ai 18 anni festeggerà il giorno degli innamorati.