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Senti le voci? Non è una malattia

Appello internazionale degli psicologi e degli psichiatri

E’ un fenomeno piuttosto frequente, tanto che sono nate anche associazioni recentemente riunite nel network Intervoice. Ne parla il Corriere:

Di allucinazioni verbali si parla a Roma da oggi al 18 febbraio nel congresso della Società italiana di psicopatologia (Sopsi). Presente anche il massimo esperto mondiale in questo campo, Ralph Hoffman, dell’università di Yale. Sta studiando, con la risonanza magnetica funzionale, le diverse aree cerebrali attivate nel momento in cui si sentono le voci: in assenza di un disturbo psicotico, sono le stesse che si «attivano» nel dormiveglia. In Italia soffrono più o meno ufficialmente di allucinazioni uditive oltre due milioni di persone. Ma si stima che possano essere il doppio, proprio perché si tende a non parlarne. Stesso discorso a livello planetario: oltre 140 milioni, altrettanti di cui non si sa. E come dar loro torto: in passato molti hanno finito la loro vita in un manicomio per questo. È sempre accaduto: si veniva considerati Cassandre o soggetti in linea diretta con le divinità.

Altri erano semplicemente tollerati perché geniali: vedi i pittori Vincent Van Gogh e Ligabue.

Voci o rumori che non provengono dall’esterno, ma dal proprio interno. L’allucinazione è una percezione che si manifesta in assenza di una reale stimolazione del relativo organo di senso: la persona sente o vede o percepisce con l’olfatto, il gusto o il tatto qualcosa che in realtà non c’è. «Tra le allucinazioni, quelle uditive si verificano nel 70% delle persone con diagnosi di schizofrenia», dice Mario Maj, presidente della Società europea di psichiatria. Ciò però non significa che siano collegabili a un disturbo mentale. Spiega Maj: «Tradizionalmente, si è sempre ritenuto che la comparsa di allucinazioni uditive verbali avvenisse esclusivamente nell’ambito di patologiementali, malattie del cervello (come l’epilessia e i tumori cerebrali) o stati di intossicazione. Invece, veniva finora considerato “normale” sentire le voci nelle fasi di addormentamento o di risveglio (fino al 25% della popolazione generale) o dopo la morte di una persona cara (sentire la voce del defunto).

Ma la scienza ha studiato il fenomeno:

In questi ultimi anni, diversi studi hanno documentato che allucinazioni uditive verbali possono manifestarsi, nello stato di veglia e al di fuori del contesto del lutto, anche in persone che non hanno altri sintomi di patologia mentale. Per loro, voci che consigliano, guidano, incoraggiano o criticano. A volte si attribuisce ad esse un significato “spirituale”». Attenzione però. La causa potrebbe anche essere di origine traumatica: una violenza sessuale, un’aggressione, una catastrofe naturale. È molto importante individuare questo trauma sepolto nella memoria della persona. Sottolinea Maj: «Una storia relegata nell’oblio che, secondo studi recenti, si associa a un rischio doppio di avere allucinazioni uditive verbali e circa sei volte maggiore di sentire voci che commentano o comandano ». Pensieri e ricordi interpretati come di origine esterna. In apparenza oblio, in realtà una «memorizzazione» attraverso canali cerebrali diversi.