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Ignazio Marino e la tegola degli esosi scontrini sulle elezioni Roma 2016

Cosa farà Ignazio Marino nella corsa delle Elezioni Roma 2016? Una cosa l’ha assicurata: non sarà alle primarie del Partito Democratico. Il che potrebbe significare una sua partecipazione, in solitaria, una corsa alle elezioni senza passare dalle consultazioni preliminari del partito. Certo, la strada è ancora piena di ostacoli: anche giudiziari. Come la famosa inchiesta sugli scontrini, sulle spese di rappresentanza che inguaiarono il sindaco nell’ultima fase della sua amministrazione: inchiesta che è pronta ad arrivare in porto, con esiti non esattamente incoraggianti per Marino. Anche la “particolare tenuità” delle sue spese, infatti, sarebbe messa in discussione.

IGNAZIO MARINO E LA TEGOLA DEGLI SCONTRINI SULLE ELEZIONI ROMA 2016

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Ancora pochi giorni e la Procura di Roma fisserà un punto alla vicenda delle “c ene istituzionali”che ha coinvolto l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino. Precisamente entro il prossimo 31 gennaio verrà consegnata al sostituto procuratore Roberto Felici la relazione del nucleo Tributario della Guardia di Finanzia su sette banchetti che sono costati a Marino l’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di peculato. Quei mille euro che non convincono Dei guai giudiziari dell’ex sindaco (è coinvolto in altre due inchieste della procura di Roma) l’indagine del pm Felici è quella che rappresenta la grana maggiore: perché anche se Marino allora si è seduto spontaneamente davanti al magistrato per giustificare quegli scontrini, sembra che la sua versione non abbia convinto del tutto. Ci sono dubbi sulla finalità di quelle spese “di rappresenta nza ”. Non solo. C’è anche un altro elemento che non gioca a favore dell’ex sindaco: quello dell’irrisorietà della cifra, che non ci sarebbe. Per il pm poco meno di mille euro spesi in totale per i sette banchetti non rappresentano affatto una cifra di poco peso. E si vedrà quanto questo peserà nella chiusura dell’inchiesta. Una spada di Damocle dunque sul destino di Marino, intenzionato a candidarsi al Campidoglio dopo essersi chiamato polemicamente fuori dalle primarie del “suo” Pd, di cui ha da poco ripreso la tessera dopo la guerra totale con Renzi.

 

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Nel frattempo potrebbe anche sferrare un ulteriore colpo ai dem: è in uscita, programmato per metà marzo, il suo libro che dovrebbe rivelare i retroscena della sua amministrazione tra lo scandalo di “Mafia Capitale” e il “defenestramento” dei mesi scorsi a opera dei Dem. Tutti gli incontri a tavola Nel caso degli scontrini contestati, l’ex sindaco ha già dato la sua versione dei fatti. A partire dalla cena del 27 luglio 2013 alla “Taverna degli amici” a Roma. È stato il Fatto a rivelare che con lui c’era la sua collaboratrice Claudia Cirillo. Versione che Marino ha confermato anche davanti ai pm spiegando che quella sera avrebbero parlato del progetto di coinvolgerla nella creazione della città della scienza. Intenzione poi concretizzata. Davanti al pm l’ex sindaco ha cercato di spiegare anche la “finalità istituzionale ” di altre cene. Come quella del 4 maggio 2015 ai “Tre Galli” di Torino, dove tra i commensali c’era anche un assessore del comune di Novara. O quella dell’8 novembre 2013 al “Sant’Eustachio” dove ha spiegato di essere stato con un dirigente del San Filippo Neri. Queste insieme ad altre 4 cene sono quelle contestate all’ex sindaco. Scontrino letale e altri intrecci Poi ci sono altre due vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto, ma che sembrano andare verso l’ar ch ivi az ione. Una di queste riguarda presunte irregolarità nei pagamenti a due collaboratori della Onlus Imagine, l’a s s ociazione umanitaria, fondata nel 2005 anche dal sindaco di Roma. L’altra invece è quella su un sospetto abuso d’ufficio, che coinvolge anche altre 58 persone tra funzionari e dirigenti e politici, accusati di aver violato il testo unico degli enti locali. Ma sono gli scontrini – ancora – a togliergli il sonno