Articolo 18, la riforma entro marzo
13/02/2012 - Un disegno di legge delega, non un decreto. I tempi del parlamento sono troppo lunghi Dopo l’incontro segreto annunciato da Repubblica, smentito dal governo e confermato da Largo Fochetti, il governo stringe sulle ipotesi di riforma dell’articolo 18 dello Statuto
Un disegno di legge delega, non un decreto. I tempi del parlamento sono troppo lunghi
Dopo l’incontro segreto annunciato da Repubblica, smentito dal governo e confermato da Largo Fochetti, il governo stringe sulle ipotesi di riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Claudio Tito, sempre su Repubblica, ci spiega a che punto sono le trattative:
Ma soprattutto a Palazzo Chigi sanno che un intervento così delicato deve essere varato in tempi brevi. Evitando di superare la data del prossimo appuntamento elettorale amministrativo di maggio. Dopo quel voto sarà più complicato per i partiti che sostengono Monti accogliere una riforma che nell’elettorato può essere considerata impopolare. Alcune delle forze politiche impegnate nella maggioranza potrebbero essere penalizzate dal voto locale e quindi reagire anche rispetto all’attività dell’esecutivo. Senza contare che un po’ tutti mettono nel conto che dalla primavera partirà di fatto la campagna elettorale per le politiche del 2013. Il Professore dunque cerca di stringere i tempi.
I CONFRONTI - E nei prossimi giorni tornerà anche a sentire l’opinione dei segretari Bersani, Casini e Alfano:
Con ogni probabilità dopo l’approvazione al Senato del provvedimento sulle liberalizzazioni sul quale il governo è pronto a porre la questione di fiducia. Il testo della riforma del lavoro — negli obiettivi della presidenza del consiglio — deve essere predisposto entro marzo. L’ipotesi più probabile è che prenda la forma di un disegno di legge delega. Non un decreto — verrebbe considerato una forzatura — ma nemmeno un semplice di disegno di legge con tempi di esame in Parlamento troppo lunghi. Al momento, però, lo snodo più intricato è rappresentato appunto dal rapporto con i sindacati. Come sempre è accaduto in passato le trattative ufficiali su questioni fondamentali sono accompagnate anche da contatti e incontri riservati. Famosi i faccia a faccia tra Luciano Lama e Gianni Agnelli. Pure in questo caso è stato così. E anche in passato è capitato che alcuni di questi colloqui venissero rivelati dalla stampa. Basti pensare che dopo il faccia a faccia tra Monti e la Camusso a novembre durante le consultazioni per la formazione della squadra governativa, ci sono stati almeno altri due confronti ufficiosi e informali: uno a dicembre e uno a febbraio.
L’ULTIMO VERTICE – E anche a margine dell’ultimo vertice ufficiale con le parti sociali convocato il 2 febbraio scorso, il premier e la Camusso hanno avuto l’occasione di scambiarsi privatamente alcune impressioni:
Soprattutto sulla frase pronunciata dal capo del governo sulla «monotonia» del posto fisso. Una procedura che certo non sorprende e non rappresenta un unicum. Sta di fatto che — al di là delle smentite — il confronto tra Palazzo Chigi e sindacati è vicino a una svolta. La disponibilità di Cisl e Uil a discutere temi fino a poco tempo fa inagibili, ha fatto breccia anche nell’organizzazione guidata da Camusso. E si basa su due pilastri fondamentali: la stabilizzazione dei precari attraverso una sospensione temporanea — non superiore ai tre o quattro anni — dell’articolo 18 e un’interpretazione giudiziaria della stessa norma meno rigida. Una richiesta quest’ultima avanzata peraltro sai da Monti, sia dal segretario del Pd Bersani. Una soluzione che in qualche modo viene considerata una mediazione accettabile da entrambe le parti. Certo, come è accaduto per l’ultima riforma delle pensioni, non si tratterà di una normativa che i sindacati sposeranno in pieno. Anche perché soprattutto la Cgil deve fare i conti con la resistenza di una parte dei suoi iscritti. Ma su alcuni principi-base, dopo un’iniziale diffidenza, tra il premier e la leader sindacale si è di recente aperto un canale di dialogo.













la signora era dunque piena di “lacrime di coccodrillo”?complimenti, bella riforma!Massì che vuoi che sia se un datore di lavoro licenzia un dipendente perché un giorno decide che ha una brutta faccia?