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Google ha pagato Apple per essere il motore di ricerca di default degli iPhone?

La Apple nel 2014 ha ricevuto da Google un miliardo di dollari per essere il motore di ricerca predefinito degli iPhone. L’informazione, riportata da Bloomberg, è emersa nel corso di un’udienza nel processo promosso da Oracle contro Google accusata di aver violato il copyright del denunciante.

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( Justin Sullivan/Getty Images)

GOOGLE, LE ACCUSE DI ORACLE

Secondo un avvocato di Oracle in questa maniera Google ha siglato un accordo con Apple per cedergli parte dei proventi dell’uso del motore di ricerca di Big G. La notizia conferma ciò che si è sospettato per anni. Google e Apple non hanno mai commentato ufficialmente le indiscrezioni e anche questa volta i rappresentanti delle due aziende hanno preferito non commentare. L’accordo prevede che Google si “faccia usare” dagli utenti, con Apple che beneficia economicamente del modello pubblicitario di Google, ufficialmente criticato da Tim Cook, Ceo della società di Cupertiino, in quanto ritenuto colpevole di violare la privacy.

GOOGLE IN GUERRA CON ORACLE PER JAVA

 

Google e Oracle sono ai ferri corti dal 2000, con i secondi che hanno accusato i primi di usare Java senza pagare i diritti per lo sviluppo su Android. Secondo Oracle il danno è quantificabile in oltre un milione di euro. Annette Hurst, avvocato di Google, ha aggiunto che la “revenue share” di Apple dovrebbe essere pari al 34 per cento ma non è chiaro se questa sia effettivamente la quota che Google riserva a Apple.

 

GOOGLE CONTRARIA ALLA DIFFUSIONE DEI DATI SULL’ACCORDO

L’informazione non soddisfa Google che lo scorso 20 gennaio ha ricordato come gli accordi con la casa della mela morsicata siano “estremamente confidenziali”. La società di Mountain View ha anche chiesto alla corte di “secretare” i dati relativi agli accordi siglati con Apple in modo da proteggere l’azienda nell’ottica di nuove e future trattative commerciali. Apple ha prodotto una richiesta simile in una diversa sede. La Corte avrebbe però rifiutato la posizione di Big G.

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